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Prolungamento dell'anno scolastico, Uil Scuola comunica: "Siamo contrari, la decisione dovrebbe spettare ai docenti"

Contrasti dai sindacati nei confronti della proposta del premier Draghi riguardante l'apertura della scuola fino a fine giugno. Secondo Uil Scuola ogni istituto dovrebbe prendere la decisione in autonomia. Pugliese: "Non si sono persi giorni di scuola, non c'è motivo di prospettare una soluzione simile"

Pubblicato il - 19 febbraio 2021 - 12:33

BOLZANO. I docenti rivendicano la decisione sul prolungamento dell’anno scolastico. Con il comunicato stampa inviato stamattina, venerdì 19 febbraio, il sindacato Uil Scuola vuole imporre una visione “più tecnica ed ampia” riguardo alla proposta avanzata dal Governo di mantenere aperti gli istituti fino alla fine di giugno.

 

Il segretario regionale Marco Pugliese dichiara: “Noi, lo abbiamo detto, siamo contrari a questa iniziativa ma sarebbe opportuno analizzarne le specifiche senza ridursi a diatribe poco competenti. Il primo aspetto dirimente è che questa decisione non spetta alla Provincia o allo Stato ma ai collegi docenti. Esiste una precisa Legge sull’Autonomia Scolastica che consente ad ogni istituto di decidere se proseguire con l’attività dopo la fine calendarizzata dell’anno scolastico. Peraltro non è nemmeno corretto parlare di prolungamento dell’anno. Si tratterebbe, semmai, della proposta di attività da fare dopo la fine delle lezioni. È qualcosa di molto differente”.

 

Quindi secondo i sindacati scuole primarie, medie e superiori dovrebbero decidere in autonomia se trattenere gli studenti oltre la regolare fine delle lezioni. Più complessa invece la situazione degli istituti professionali e delle scuole dell’infanzia. “Sì, il capitolo è più complicato per le scuole dell’infanzia – conferma la referente Uil Daniela Andreani - perché il meccanismo potrebbe essere differente. Non solo, alcune di queste sono legate ad istituti pluricomprensivi statali. Come ci comportiamo in questo caso con gradi scolastici che seguono logiche differenti?”. 

 

Oltre alle competenze il sindacato di settore ribadisce i motivi che lo portano a dare parere negativo al prolungamento. “Non si sono persi giorni di scuola – conclude Pugliese – quindi bisogna capire cosa si sta calcolando esattamente. I docenti hanno tenuto lezioni attraverso la didattica a distanza con costanza e secondo quanto disposto dalle ordinanze provinciali. Non c’è alcun motivo per prospettare una soluzione simile”.

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