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Revocata l'ordinanza di chiusura della Sp64. Ma il masso rimane a bordo strada per ricordare che "è la natura la nostra padrona di casa"

Dopo la caduta del masso di 27 tonnellate che ha costretto il Comune di Fai della Paganella a chiudere il tratto di provinciale fino a Mezzolombardo, la circolazione potrà riprendere a partire dalla mattina di sabato 13 febbraio. E il Comune decide di conservarlo come monito: "E' la natura la nostra padrona di casa"

Pubblicato il - 12 febbraio 2021 - 19:12

FAI DELLA PAGANELLA. Ordinanza revocata e circolazione ripristinata lungo la strada provinciale 64, chiusa tra Mezzolombardo e Fai della Paganella dopo la caduta di un grosso masso avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì. Nella giornata di venerdì 12 febbraio si è infatti svolto il sopralluogo da parte dei tecnici del Servizio geologico della Provincia, che con l'ausilio dell'elicottero, hanno individuato il luogo del distacco per poi procedere alla messa in sicurezza del sito.

 

Diversi erano stati i massi staccatisi e rotolati in strada dalla montagna, di cui uno, il più grosso aveva abbattuto degli alberi e attraversato la strada, fermandosi all'imbocco di via dell'Artigianato. Si tratta di una roccia dal peso di 27 tonnellate. A lanciare l'allarme era stato un conducente di un autoarticolato. Per questo, il Comune di Fai aveva firmato un'ordinanza con cui si era chiusa la zona, tra cui anche il tratto di strada tra la Rotaliana e il primo centro dell'Altopiano della Paganella.

 

Lungo la traiettoria di caduta sono stati disgaggiati alcuni massi più piccoli e quindi la Sp64 è ritornata alla situazione di sicurezza pre-emergenza. L'ordinanza è stata a quel punto ritirata, con la possibilità di tornare a circolare sul tratto in questione dalle ore 9 di sabato 19 febbraio.

 

Rimangono invece in vigore le altre due norme che riguardano la chiusura al traffico di un tratto di via dell'Artigianato fino a sistemazione del fondo stradale rovinato dall'evento e, fino a revoca, quella sulla chiusura dei sentieri del versante di Fai che salgono sul Monte Fausior (603) e sull'ultimo tratto del sentiero Ardito.

 

L'amministrazione comunale ha scelto, anche su forte sollecitazione della popolazione, di salvaguardare il grosso masso posizionandolo nell’aiuola di ingresso del paese, così da ricordare questo evento, fortunatamente senza danni a persone e cose. L'obiettivo è quello di “ragionare sempre in termini di prevenzione e massima conservazione del territorio perché la natura è la nostra padrona di casa”.

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