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Si avvicina troppo per fotografare l'orsa: condannata a 4 giorni di carcere, a una maxi multa e a non entrare nel Parco per un anno

La sentenza esemplare ha riguardato una ragazza di 25 anni che si è avvicinata ad una grizzly con cuccioli per fotografarla. L'orsa per liberarsene ha anche dovuto fare un falso attacco (come accaduto poche settimane fa in Abruzzo)

Di L.P. - 11 ottobre 2021 - 11:48

YELLOWSTONE NATIONAL PARK. E' stata condannata a 4 giorni di carcere e a pagare una multa da 1.000 dollari. Inoltre dovrà devolvere a un fondo per la protezione della fauna selvatica altri 1.000 dollari. Questa la decisione del giudice di Mammoth Hot Spring Mark L. Carman nei confronti di una donna che nel Parco Nazionale di Yellowstone si è avvicinata troppo a un orso per fotografarlo.

 

Una sentenza esemplare che mostra quanto sul serio la questione della convivenza con i grandi carnivori venga presa dal sistema americano. Il tutto per una vicenda praticamente uguale a quella avvenuta poche settimane fa nel Parco Nazionale dell'Abruzzo e più volte verificatasi anche in Trentino con addirittura automobilisti che si mettevano a inseguire l'orsocapitato anche con i cuccioli e in questo caso era scattata una multa per circa 800 euro) per divertimento e per scattare qualche foto.

 

La notizia arriva dall'Huffington Post ed è stata riportata anche sui canali social del Parco di Yellowstone. L'indagata, una 25enne di Carol Stream, Illinois, si è dichiarata colpevole di essersi avvicinata troppo, entro i 100 yard che rappresentano circa 91 metri, per fotografare un esemplare di grizzly con due cuccioli al seguito. In quel momento c'erano anche altre persone assieme alla turista che, però, quando hanno visto l'orso avvicinarsi hanno arretrato e sono saliti in macchina per mantenere le distanze ritenute necessarie. La donna, invece, si è ulteriormente avvicinata per scattare le foto.

 

A quel punto l'orsa ha anche fatto un falso attacco per mettere in fuga la donna. ''Avvicinarsi a un grizzly con i cuccioli è da folli'', ha commentato all'Huffington Post il procuratore federale del Wyoming Bob Murray aggiungendo che è solo ''per pura fortuna che la donna è oggi una imputata condannata e non una turista sbranata''. Ora la donna dovrà scontare le sue pene e non potrà più entrare nello Yellowstone National Park per un anno.

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