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Sicurezza stradale, ''Distrazione prima causa degli incidenti. Non si guarda il cellulare'', la Polstrada dopo i gravissimi schianti (un mortale) in pochi giorni sull'A22

Incidenti in sequenza avvenuti praticamente negli stessi punti tra Nogaredo, Ala, Avio e Affi in direzione Modena. Quattro impatti molto violenti che hanno comportato un intervento massiccio della macchina dei soccorsi tra ambulanze, elicotteri, personale sanitario, vigili del fuoco, polizia stradale e addetti dell'Autostrada del Brennero

Di Luca Andreazza - 20 aprile 2021 - 22:18

TRENTO. Quattro tamponamenti estremamente gravi in 7 giorni, un incidente è costato la vita all'imprenditore e apicoltore Andrea Paternoster. Per tutti gli eventi la dinamica è stata purtroppo simile, un mezzo leggero che si è schiantato contro un autoarticolato lungo la corsia di marcia.

 

Incidenti in sequenza avvenuti praticamente negli stessi punti tra Nogaredo, Ala, Avio e Affi in direzione Modena. Quattro impatti molto violenti che hanno comportato un intervento massiccio della macchina dei soccorsi tra ambulanze, elicotteri, personale sanitario, vigili del fuoco, polizia stradale e addetti dell'Autostrada del Brennero. A questo si aggiunge il mezzo pesante che ha percorso 13 chilometri in contromano in direzione Nord, un comportamento rischiosissimo che avrebbe potuto portare a una tragedia. 

 

In tutti i casi si è trattato di incidenti particolarmente gravi per le condizioni sanitarie delle persone coinvolte, fra cui un deceduto dopo giorni di lotta nella terapia intensiva all'ospedale Santa Chiara, così come per le ripercussioni sulla viabilità: arteria autostradale chiusa per ore per consentire le attività degli operatori, la pulizia della sede stradale, anche dai numerosi liquidi persi dai veicoli, e la rimozione dei mezzi.

 

Una serie di schianti che riportano alla memoria la sequenza di drammatici eventi avvenuti nel corso della primavera del 2017, quando all'altezza di Avio in corsia sud erano stati registrati diversi tamponamenti e, purtroppo, morti sull'autostrada con le auto troppo spesso incastrate sotto gli autoarticolati. In quel caso gli incidenti erano in parte imputabili alla presenza di un cantiere, unito però a qualche momento decisivo di distrazione e frenate tardive.  

 

Questa volta non c'è un cantiere, non ci sono lavori in corso "mobili" lungo la carreggiata, l'autostrada in quel tratto è dritta e scorrevole, gli incidenti sono avvenuti principalmente lungo la corsia di marcia. Inoltre il traffico risente delle limitazioni imposte per fronteggiare la diffusione dell'epidemia Covid-19: circa -50% delle vetture che utilizzano l'A22 con punte che si attestano a -90% nei fine settimana.

 

Nonostante i flussi di traffico più bassi in autostrada, non sarebbero stati registrati cali di incidentalità. E proprio questi elementi rendono, se possibile, inspiegabili incidenti così gravi. Schianti, secondo le prime ricostruzioni, imputabili a momenti di poca attenzione: la scorrevolezza del traffico, chilometri di rettilineo e assenza di ostacoli che potrebbero aver portato all'abbassamento della concentrazione dei conducenti.

 

"Attenzione, cautela e responsabilità", le parole chiave della polizia stradale. "Tra i principali nemici della sicurezza stradale - commenta Franco Fabbri, comandante della polizia stradale di Trento a Il Dolomiti - c'è sicuramente la distrazione, ormai è la prima causa di incidentalità sulle strade. Se gli ausiliari e gli addetti con segnaletica e bandierine indicano un pericolo, si deve adeguare la velocità e aumentare l'attenzione. Non solo l'utilizzo degli smartphone ma anche l'insidia legata agli strumenti elettronici a bordo possono portare a perdere la dovuta concentrazione: guidare è un'attività impegnativa".

 

Dunque, se comportamenti sbagliatissimi quali la guida in stato di ebbrezza e sotto effetto degli stupefacenti sono da tempo un reato, la disattenzione mentre si è al volante negli ultimi 5 anni è diventata la causa principale degli incidenti. 

 

"E' necessario mantenere alta l'attenzione e saper prevedere anche eventuali errori degli altri conducenti. Questo - aggiunge il comandante della polstrada - naturalmente non vale solo in autostrada, ma lungo ogni arteria. La velocità deve essere commisurata alla visibilità e alle condizioni in cui si guida: la distanza di sicurezza deve essere sempre mantenuta per avere i dovuti margini di frenata. Guardare il cellulare può far percorrere anche solo pochi metri alla cieca, un attimo che può essere decisivo nell'evitare un incidente". L'appello della polstrada è deciso: "L’allerta deve restare sempre alta, la prudenza non è mai troppa per se stessi, ma anche per gli altri", conclude Fabbro.

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