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Tra gli assalitori del Campidoglio anche i militanti di QAnnon. Ora più che mai servono risposte da Fugatti sul capo di gabinetto di Bisesti

Dietro l’insurrezione negli Stati Uniti c’è anche il movimento ispirato dalla teoria del complotto QAnon, una mix di fake news e strampalate tesi cospirazioniste. In Trentino, fra i presunti sostenitori di QAnon troviamo Andrea Asson, il capo di gabinetto dell’assessore all’Istruzione e Cultura della Provincia

Di Tiziano Grottolo - 07 January 2021 - 13:40

TRENTO. Ashli Babbit e Jake Angeli due nomi che rimarranno per sempre legati a uno dei momenti più bassi per la democrazia americana. Nella giornata di ieri infatti, 6 gennaio, diverse centinaia di sostenitori di Donald Trump (fra cui attivisti neonazisti, di QAnon e del Ku Klux Klan) hanno preso d’assalto la sede del Congresso americano a Washington per impedire che i parlamentari certificassero definitivamente la vittoria elettorale di Joe Biden.

 

Babbit, un’ex veterana dell’aeronautica è stata uccisa, probabilmente dai colpi sparati da un agente di polizia, mentre stava cercando di fare irruzione nel Campidoglio. La donna era una fervente sostenitrice di Trump, sul suo profilo Twitter scriveva. “Io amo il mio ragazzo, il mio cane e, soprattutto, il mio Paese”, inoltre condivideva spesso contenuti sulle “elezioni rubate” e legati alla teoria cospirazionista QAnon.

 

Angeli invece, è salito alla ribalta delle cronache come uno dei volti noti della protesta. Originario dell’Arizona in molti video lo si vede a petto nudo mentre indossa un copricapo che dovrebbe richiamare la testa di un bisonte (e non di un vichingo come scritto da alcuni), animale sacro ai nativi americani. Fra gli pseudonimi utilizzati dall’uomo pure quello di “Yellowstone Wolf AZ”, anche se sui social è conosciuto come “lo sciamano di QAnon”, visto che è un fervente sostenitore delle teorie propugnate da quello che è diventato a tutti gli effetti un movimento.

 

Sia Babbit che Angeli per l’appunto sono due sostenitori della teoria complottista QAnon. Una teoria che ha mosso i suoi primi passi su siti come 4chan per poi approdare su piattaforme di massa come YouTube, Twitter e Facebook. Secondo i sostenitori di Qanon il mondo (e gli Stati Uniti) sarebbe manipolato da una ristretta cerchia di persone tanto potenti quanto spietate da essere in grado di compiere abusi rituali su minori nella più completa impunità. Questa cricca (legata in particolare a Hillary Clinton e al Partito Democratico statunitense), avrebbe di fatto il controllo delle leve del potere oltre che dei mezzi d’informazione, più di recente si è detto che il coronavirus non sarebbe reale e farebbe parte di un piano creato ad arte per controllare le persone e impedire la rielezione di Trump. L’unica persona in grado di opporsi a questa società segreta sarebbe niente meno che l’ormai ex presidente degli Stati Uniti Trump.

 

Ovviamente questa teoria non è mai stata dimostrata e andrebbe confinata nell’elenco delle strampalate tesi del complotto diffuse sui social, eppure QAnon ha avuto un grande successo, dando origine di fatto a un movimento, tanto da travalicare i confini degli Stati Uniti e sbarcare anche in Italia. Come scoperto da Il Dolomiti (articoli QUI e QUI), anche in Trentino la teoria del complotto ha trovato terreno fertile, fra i presunti sostenitori di QAnon infatti troviamo Andrea Asson, il capo di gabinetto dell’assessore all’Istruzione e Cultura della Provincia. Come rilevato dal consigliere provinciale del Pd Luca Zeni, il capo di gabinetto di Mirko Bisesti nel suo profilo Facebook esibiva niente meno che la “Q” adottata come simbolo dagli adepti del movimento complottista. Sempre sul profilo social di Asson era apparso anche l’hastag con l’acronimo “WWG1WGA”, che raccoglie il motto “Where we go one, we go all” (“Dove va uno di noi, andiamo tutti”), usato dagli adepti di “QAnon” per riconoscersi fra loro.

 

A tal proposito, lo scorso 27 novembre, il consigliere Dem ha depositato anche un’interrogazione chiedendo proprio a Bisesti se sia a conoscenza “dell’adesione del Capo di Gabinetto dell’Assessore alla Cultura, Istruzione ed Università alla setta ‘QAnon’, anche nella sua versione italiana denominata ‘The Q Italian Patriot’ come – si legge nel documento – la Giunta provinciale valuta le posizioni espresse da tale setta e se la Giunta ritenga opportuno che il Capo di Gabinetto di un Assessore della Provincia autonoma di Trento veicoli i messaggi di tale setta e se l’adesione a certe posizioni ideologiche estremistiche sia compatibile con il ruolo istituzionale rivestito”. Domande che alla luce dei fatti accaduti negli Stati Uniti, forse ancora più di prima, meriterebbero una risposta chiara.

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