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Trasforma il bar in un bazar della droga, la polizia arresta il titolare

E' successo nelle bellunese e l'operazione è frutto di un'importante operazione portata avanti dagli agenti che ha permesso di ricostruire tutti i canali di rifornimento della droga che veniva poi venduta in tutta la provincia 

Pubblicato il - 11 aprile 2021 - 09:05

BELLUNO. Nelle scorse ore gli uomini della Questura di Belluno hanno eseguito un’ordinanza cautelare di custodia in carcere a carico del gestore di un bar di Sois. L'uomo è ritenuto responsabile, in concorso con altri 7 indagati, dei reati di spaccio di stupefacente del tipo cocaina, violazione di domicilio, lesioni personali aggravate e calunnia.

 

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura e iniziata nell’estate del 2020, ha permesso di delineare come l’indagato, da diversi anni, in maniera professionale ed organizzata, avesse trasformato il proprio esercizio in un punto di riferimento per l’acquisto di cocaina al dettaglio per consumatori provenienti dall’intera provincia.

 

L’indagine è iniziata acquisendo informazioni su quali potessero essere i canali di rifornimento del titolare del locale dato che il numero di clienti che riusciva a soddisfare giornalmente, facevano presumere notevoli quantitativi smerciati.

 

Da subito veniva individuato un soggetto di origine sudamericana di 36 anni, proveniente da Montevarchi (AR). Venivano riscostruiti gli spostamenti dell’uomo sul territorio nazionale, scoprendo che, nonostante lui non avesse alcun tipo di legami lavorativi o affettivi nel bellunese in diverse occasioni dall’inizio dell’estate 2020 si era recato  fino a Sois e ripartendo subito verso la Toscana.

 

L’attento monitoraggio dell’uomo ha permesso di riscontrare effettivamente che si trattava di un corriere di cocaina, probabilmente diretta a rifornire il bar di Sois, che in quella occasione era nascosta all’interno di un seggiolino da auto per bambini.

 

Accertato questo primo canale di rifornimento, gli sforzi degli uomini della “Sezione Antidroga” della Mobile si sono concentrati su un altro uomo di 43 anni. Anche in questo caso, le ipotesi investigative si sono rivelate corrette, in quanto a seguito di mirato controllo di polizia su strada prima e di una perquisizione domiciliare poi, il soggetto è stato arrestato il 3 febbraio scorso perché trovato in possesso di cocaina.

 

Da ultimo, scoperto un nuovo canale sempre proveniente da Belluno, la Squadra Mobile ha effettuato un ultimo arresto sul terzo fornitore il 25 febbraio scorso, trovandolo poco lontano dal bar sul quale si stavano effettuando le verifiche, con della droga in possesso.

 

Questi importantissimi riscontri, unitamente ad altre risultanze investigative ed incroci di dati frutto di mesi di indagine, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire il flusso di cocaina in entrata ed uscita dal locale ed il conseguente volume d’affari. Tenuto conto che una dose di cocaina da circa un grammo veniva venduta dai 70 ai 100 euro cadauna, corrispondente per difetto a 200/300 mila euro annui.

 

Oltre a ciò è stato ricostruito anche un episodio di calunnia che il titolare del locale aveva architettato contro un testimone, nel sospetto che potessero esserci indagini a suo carico.

 

 

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