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Violano le norme Covid per mangiare uccellini protetti, beccati una 20ina di dipendenti della Comunità Montana. Lac: "Vergognoso, via il presidente"

Erano una ventina i commensali scoperti dai carabinieri nella sede della Comunità Montana di Gardone Val Trompia. Non solo violavano le disposizioni contro gli assembramenti, ma si stavano godendo un pasto a base di uccellini protetti, andando contro le regole che loro stessi dovrebbero promuovere. Indignazione da parte della Lac, che chiede le dimissioni del presidente Ottelli e la sospensione per i partecipanti alla cena

Pubblicato il - 19 aprile 2021 - 12:17

GARDONE VAL TROMPIA. Sarebbero stati colti con le mani nel sacco, o meglio nel piatto, una ventina di impiegati e funzionari della Comunità Montana di Gardone Val Trompia. Non solo avevano organizzato, secondo gli inquirenti, un pranzo vietato dalle regole anti-Covid, ma la portata principale dello stesso era a base di uccellini la cui caccia è proibita. Gli animali, forse cacciati da alcuni dei commensali, erano stati cucinati in casa per poi essere portati di nascosto nelle sale dove si è consumato il pasto.

 

Il fattaccio sarebbe avvenuto venerdì all’ora di pranzo secondo quanto racconta Bresciaoggi. Il viavai di persone e pentole dalla struttura avrebbe attirato i carabinieri della Forestale che hanno scoperto 23 persone riunite attorno al tavolo a gustarsi il famoso spiedo bresciano: un piatto tipico contenente manzo, maiale, pollo, coniglio, selvaggina e uccellini la cui caccia e vietata dal 2014. Un fatto già di per sé gravissimo e ulteriormente aggravato dai ruoli dei partecipanti, tra cui figurano due dirigenti e vari funzionari della Comunità Montana, lo stesso ente che dovrebbe occuparsi di proteggere i suddetti volatili.

 

Tutti i presenti, da quanto emerge, verranno multati per infrazione delle misure anti contagio in epoca di pandemia. Inoltre sono stati denunciati per aver violato la legge sulla caccia che punisce l’abbattimento e l’acquisto della fauna protetta. Da vedere se ci saranno conseguenze per quanto riguarda il lavoro degli accusati come dipendenti di un ente sovraccomunale.

 

Il presidente della Comunità Ottelli, che non si trovava al pranzo, ha dichiarato ai quotidiani locali: "Non ne sapevo nulla, naturalmente le forze dell'ordine faranno il loro percorso. Mi risulta che non sia stato rilevato nessun assembramento viste le capacità della sala". Un commento che ha suscitato le ire della Lega per l’abolizione della caccia (Lac), già indignata per i fatti avvenuti a Gardone, che in un comunicato stampa scrive: “Troviamo difficile non scadere verbalmente commentando l’incredibile vicenda che ha avuto come teatro uno spazio pubblico: la sala di un ente comprensoriale ridotta a una volgare osteria in cui non solo si violano le norme sul distanziamento sociale, ma si mangiano anche uccelli protetti abbattuti probabilmente dagli stessi commensali, allo stesso tempo funzionari e impiegati e – in parte – cacciatori”.

 

“Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone hanno fatto e continuano a fare nell’era del Covid senza pensare a organizzare un pranzo collettivo illegale in un Ufficio tecnico o in una sala consiliare. Ancora più riprovevoli sono le dichiarazioni del presidente Ottelli che invece di fare ammenda o prendere le distanze da quanto accaduto si è limitato a dichiarare che non sarebbero stati contestati assembramenti perché la sala riempita dai suoi dipendenti era grande. Uno schiaffo morale ai valtrumplini onesti, ai gestori di negozi, ristoranti, bar e commercianti che si sono sacrificati per il bene della comunità”.

 

“Complimentandosi per la bravura e anche per il coraggio dei carabinieri forestali, i quali sono riusciti a portare allo scoperto un caso clamoroso muovendosi in uno spazio difficile e delicato, la Lac si costituirà parte civile nel procedimento penale e chiede l’immediata sospensione dall’incarico di tutti i soggetti sorpresi al pranzo fuorilegge e le dimissioni del presidente dell’ente accompagnate dalle scuse formali ai tanti cittadini che le leggi, non solo quelle venatorie, le rispettano: la Comunità merita ben altro”.

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