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Contributi alle Radio in base alla “quota di musica ‘folk’ e jodel prodotta in Alto Adige”, il ddl dell’Svp che ha fatto arrabbiare Fratelli d’Italia: “È asfissia culturale”

L’attacco di Urzì al provvedimento dell’Svp: “Siamo alla selezione culturale del prodotto, mascherata da sostegno alla cultura locale, vogliono finanziare le radio dell’Alto Adige in rapporto a quanta programmazione di musica ‘folk’ e jodel trasmettono”

Di Tiziano Grottolo - 24 March 2022 - 18:33

BOLZANO. “La Giunta provinciale definisce i criteri e le modalità di concessione dei contributi, tenuto conto dei seguenti aspetti: […] per le emittenti radiofoniche, la quota di musica prodotta in Alto Adige”. È questo uno dei passaggi più contestati di un recente disegno di legge presentato dai consiglieri Svp della Provincia di Bolzano, Gerhard Lanz e Magdalena Amhof, tramite il quale si vorrebbe mettere mano alla legge sulle comunicazioni e provvidenze in materia di radiodiffusione. In altre parole il provvedimento che regolamenta la concessione di contributi pubblici a Televisioni, Radio e Giornali.

 

Cosa si intenda con “musica prodotta in Alto Adige” lo spiega lo stesso ddl, si tratta delle “opere musicali prodotte, in tutto o in parte, da musicisti, compositori o produttori che hanno attualmente o da almeno 15 anni la residenza o la sede in Alto Adige, nonché relativi contributi redazionali”. D’altra parte, si legge in un altro passaggio del provvedimento “mediante la concessione di contributi è possibile incentivare anche la valorizzazione e la diffusione di musica altoatesina e sostenere i talenti, i musicisti, compositori e produttori”.

 

Questo ddl sta già facendo discutere tanto che la votazione in Prima commissione (dopodiché dovrà comunque superare il vaglio del Consiglio provinciale) è stata rimandata. Tra i detrattori del provvedimento c’è sicuramente Alessandro Urzì, consigliere di Fratelli d’Italia, che denuncia: “Nella legge presentata dall’Svp si parla di musica dell’Alto Adige, ma fatte le debite proporzioni fra editori e autori di musica rock e leggera italiana e internazionale in Alto Adige e produttori e autori di musica folk, questi ultimi la fanno da padroni con centinaia di bande musicali e gruppetti di musica tradizionale in costume”.

 

Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, che parla di “asfissia culturale”, trasmettere musica italiana o internazionale diventerebbe penalizzante: “Con questo ddl si vogliono finanziare le radio dell’Alto Adige anche in rapporto a quanta programmazione di musica ‘folk’ e jodel trasmettono. Siamo alla selezione culturale del prodotto, mascherata da sostegno alla cultura locale”.

 

Critiche sono arrivate anche da parte del Consiglio dei Comuni che ha messo in evidenza un possibile rischio circa la tenuta costituzionale del provvedimento. Da qui la netta opposizione di Fratelli d’Italia contro una norma “costruita sulla chiusura nella dimensione locale invece di riconoscere che la musica supera tutti i confini. Suonare musica straniera o italiana in Alto Adige – conclude Urzì – non può portare a una penalizzazione delle emittenti”.

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