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Mal di testa, in Trentino sono 60 mila le persone che ne soffrono. Ora c'è un nuovo centro con percorsi terapeutici e servizi dedicati

Sono 15mila le persone che sono  interessate da cefalea cronica e possibile abuso farmacologico: un numero elevato di pazienti che ora potranno avere un nuovo centro come riferimento con percorsi diagnostico terapeutici e servizi dedicati.  L’obiettivo di migliorare le risposte terapeutiche e assistenziali verso i pazienti affetti da tali patologie

Di GF - 16 marzo 2022 - 09:03

TRENTO. In provincia di Trento il numero dei pazienti affetti da cefalea severa può essere stimato in circa 60mila persone, 15mila delle quali interessate da cefalea cronica e possibile abuso farmacologico: un numero elevato di pazienti che ora potranno avere un nuovo centro come riferimento con percorsi diagnostico terapeutici e servizi dedicati.

 

Stiamo parlando del nuovo Centro cefalee inaugurato nelle scorse ore a Borgo Valsugana, uno degli esempi di riorganizzazione dell'Azienda sanitaria trentina che punta ad una maggiore integrazione con il territorio.

 

“Le malattie neurologiche – ha affermato il neurologo Fuccaro Simonetto – rappresentano circa il 10% di tutte le malattie e tra queste la cefalea è una delle condizioni più frequenti, i cui sintomi sono spesso riportati dai pazienti come motivo di consulto medico. Quando la cefalea si presenta in modo ripetitivo, frequente e con intensità elevata, come accade nelle sindromi cefalalgiche più frequenti – emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo e cefalea da abuso di farmaci analgesici – le conseguenze per la persona che ne soffre sono considerevoli”.

 

 

E' stato presentato il nuovo servizio dedicato al trattamento delle cefalee farmaco resistenti dove i cittadini trentini avranno accesso a terapie innovative e cure che stanno migliorando in maniera significativa la vita dei pazienti. Nel complesso queste le sindromi cefalalgiche rappresentano la terza causa di disabilità a livello globale secondo l’Organizzazione mondiale della sanità e causano una severa riduzione della qualità della vita.

 

“La creazione di questa nuova struttura, dedicata alla presa in carico e allo studio di pazienti affetti da cefalee farmaco resistenti, si inserisce a pieno titolo nel progetto di riorganizzazione aziendale che stiamo attuando: un nuovo modello organizzativo di ospedale diffuso sul territorio con specifici centri di eccellenza, un polo di riferimento per la gestione di casi complessi con l’obiettivo di migliorare le risposte terapeutiche e assistenziali verso i pazienti affetti da tali patologie. Non solo, il centro rappresenta anche per i sanitari un’occasione importante di specializzazione e studio di casi complessi, l’occasione per sviluppare competenze e creare reti tra struttura ospedaliera e medicina territoriale” ha spiegato l’assessore Segnana durante l’incontro di presentazione con la stampa.

 

"La gestione dei pazienti cefalalgici – ha affermato il direttore dell’Unità operativa di neurologia dell’ospedale di Trento, Bruno Giometto, dal quale dipenderà il Centro cefalee – si articolerà su tre livelli di assistenza, stratificati in base alle necessità di cura e prevederà, accanto alla gestione prettamente territoriale dei pazienti con minori bisogni assistenziali, l’esistenza di servizi specializzati per la gestione di pazienti complessi. Il Centro di Borgo Valsugana sarà la sede principale dell’attività a cui afferiranno i due ambulatori delle neurologie di Trento e di Rovereto già operativi. La presa in carico sarà multidisciplinare, si sta approntando il percorso diagnostico terapeutico (Pdta), prevedendo il coinvolgimento di vari professionisti quali neurologi, medici di medicina generale, infermieri, psicologi e neuropsicologi, terapisti del dolore. Prevediamo altresì che il Centro entri a far parte della rete didattica universitaria come sede di tirocino o di frequenza facoltativa. Un progetto innovativo che, auspichiamo, migliorerà innanzitutto la qualità di vita dei pazienti e porterà significativi benefici all’organizzazione e ai professionisti".

 

Il direttore del Servizio ospedaliero provinciale Pier Paolo Benetollo ha evidenziato: “istituire, all’interno della rete ospedaliera, centri di riferimento per le patologie più comuni negli ospedali di valle, implementando il modello dell’ospedale policentrico previsto dalla nuova organizzazione dell’Apss, permette di valorizzare le risorse sul territorio e concentrare expertise su più sedi alleggerendo al contempo la pressione sugli ospedali di Trento e Rovereto”.

 

Ad intervenire per l'inaugurazione del nuovo centro anche il direttore generale facente funzioni dell’Apss, Antonio Ferro. “Il nuovo Centro – ha sottolineato Ferro – oltre a permettere una migliore gestione della patologia, con risvolti positivi sulla qualità della vita dei pazienti, sarà una delle prime implementazioni dell’integrazione tra ospedale e territorio che partirà con la nuova organizzazione dell’Apss. Attraverso questo nucleo di competenze specialistiche cercheremo di raggiungere due scopi: la creazione di un polo di riferimento provinciale per la gestione di casi complessi attraverso il coinvolgimento di professionisti con competenze diverse e con una forte spinta verso la formazione e la ricerca e la caratterizzazione dei singoli ospedali della rete in centri di riferimento per specifiche patologie dotandoli di competenze specialistiche ed expertise di alto livello. A sottolineare la forte integrazione tra ospedale e territorio all’interno di questa organizzazione, è stato previsto il forte coinvolgimento dei medici di medicina generale sia nel gruppo interdisciplinare sia nella presa in carico del paziente”.

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