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Un padre e il figlio di 3 anni (con la cagnolina) restano bloccati e aggrappati all'erba su un salto di roccia (FOTO). Arriva il soccorso alpino in elicottero per salvarli

L'allerta è scattata quando il soccorso alpino di Verona è stato interessato dalla Centrale del 118 per un papà e un figlio in difficoltà sul Corno d'Aquilio. I soccorritori sono risaliti alla posizione esatta attraverso l'applicazione di geolocalizzazione per smartphone

Pubblicato il - 14 gennaio 2022 - 17:29

SANT'ANNA D'ALFAEDO. Un padre e un figlio di 3 anni con una cagnolina sono rimasti bloccati, aggrappati all'erba, su un salto di roccia. I soccorritori sono intervenuti in elicottero per le operazioni di salvataggio, un'attività complicata per l'area di intervento.

 

L'allerta è scattata poco dopo mezzogiorno di oggi, venerdì 14 gennaio, quando il soccorso alpino di Verona è stato interessato dalla Centrale del 118 per un papà in difficoltà sul Corno d'Aquilio.

 

Dall'allerta iniziale per due escursionisti affaticati, l'emergenza si è dimostrata più grave una volta riusciti a contattare telefonicamente il padre, un 24enne di Milano: il giovane, sbagliando direzione, era salito con il bimbo per 6-7 metri, finendo bloccato sopra un salto di roccia e lì lo stava tenendo aggrappati alla parete erbosa. 

Una squadra è subito partita con i mezzi verso quota 1.545 metri a Cima del corno d'Aquilio: i soccorritori hanno, infatti, escluso le prime coordinate ricevute e quindi sono risaliti alla posizione esatta attraverso l'applicazione di geolocalizzazione per smartphone in dotazione al Soccorso alpino.

 

A quel punto è decollato l'elicottero di Verona emergenza che, individuato padre e figlio - il loro cane era su un pianoro in basso - per non creare vortici di aria ha sbarcato con un verricello il tecnico sopra di loro.

Una volta affacciatosi sul pulpito, il soccorritore ha valutato fosse più sicuro risalire dal basso e così è sceso lateralmente. Si è quindi arrampicato da sotto per circa 7 metri e ha assicurato immediatamente a sé il bimbo.

 

Dopo aver allestito una sosta, il tecnico si è calato con il bambino, seguito dal padre sceso tenendosi sulla corda. Assicurati entrambi, il ragazzo con in braccio il figlio - sempre rasserenato dalle parole del papà - ha seguito il soccorritore legato a breve distanza.

Così hanno raggiunto la cima, dove, alla ringhiera della Croce perché non scappasse, è stato legato il cane, in attesa dell'arrivo di una squadra. Padre e figlio sono quindi stati imbarcati in hovering sull'elicottero, controllati dal medico di bordo che si è assicurato che tutto fosse a posto e trasportati all'elibase di Verona, per essere scaldati e rifocillati.

 

Sul Corno d'Aquilio, una squadra è salita il più possibile in quad, per poi arrivare a piedi alla croce: la cagnolina era con un escursionista di passaggio che l'ha consegnata ai soccorritori.

 

La cagnolina è stata caricata sul quad, poi trasferita alla jeep e portata a casa di amici del padre milanese. Presenti al parcheggio in località Tommasi, punto di ritrovo dei mezzi, anche i vigili del fuoco.

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