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Zaia svuota i laghi bellunesi per l'agricoltura a valle, i sindaci protestano. Confcommercio: ''Stanno saltando prenotazioni. Per il turismo danni immediati e a lungo termine''

Il presidente della Regione ha annunciato che per ridare forza al Piave è stato disposto un maggior rilascio dai laghi Mis, Pieve di Cadore e/o Santa Croce. Doglioni: ''Con il drastico abbassamento del livello dei laghi ora a rimetterci è però un’economia ancora più diffusa fatta di piccole imprese commerciali e turistiche che gravitano in prossimità dei bacini lacuali che in questi giorni ci stanno riportando una situazione complessa ed ogni giorno più preoccupante''

Di Luca Pianesi - 04 agosto 2022 - 19:17

BELLUNO. La coperta è corta e se la si tira da una parte per coprirsi ci si scopre dall'altra e viceversa. Quella dell'emergenza climatica è una questione cruciale che tocca tutti e l'esempio di quanto, ormai, si sia interconnessi e dipendenti gli uni dagli altri (e tutti noi dipendenti dalla natura) è quanto sta accadendo in queste ore nel Bellunese dove i sindaci protestano perché i loro laghi stanno venendo usati come riserve idriche cui attingere per ridare un minimo di sostegno al Piave sempre più secco e in difficoltà e dare man forte alle irrigazioni. Da un lato, quindi, c'è l'agricoltura a valle che boccheggia, in ginocchio per una siccità che sta mettendo a rischio la stagione dall'altra, a monte, c'è il turismo che di quei laghi vive e che ora si sente minacciato per il loro svuotamento.

 

Ieri, d'altronde, Zaia lo aveva annunciato in pompa magna sui suoi social: ''Nei giorni scorsi l’Unità di crisi di cui sono commissario delegato si è riunita per capire come affrontare la diminuzione della portata del fiume Piave, che ha ripercussioni su un ampio sistema idrico a livello regionale. Con l’aiuto di Enel Green Power si provvederà ad aumentare la portata delle acque del Piave attraverso un maggiore rilascio di acqua dai laghi del Mis, Pieve di Cadore e/o Santa Croce. Lunedì pomeriggio sono già state avviate le relative operazioni a Sospirolo che hanno portato ad un aumento a Quero''.

 

E così nelle ultime ore si è levata in alto la protesta dei sindaci dei comuni lacustri e oggi il presidente di Confcommercio Belluno Paolo Doglioni si è schierato dalla parte dei primi cittadini: ''Appoggio al 100% la levata di scudi dei sindaci che in questi giorni manifestano grande preoccupazione per lo svuotamento dei laghi. Un problema annoso che purtroppo torna alla ribalta per le conseguenze di un’estate fin qui troppo siccitosa che, a quanto pare, costringe a prelievi anticipati. Già nelle scorse settimane ci avevano pensato le criticità alla rete idrica a creare danni e disagi a decine di imprese del nostro territorio: campeggi con bagni chiusi, bar costretti ad usare taniche, riduzioni e sospensioni dell’approvvigionamento idrico''.

''Con il drastico abbassamento del livello dei laghi – prosegue Doglioni – ora a rimetterci è però un’economia ancora più diffusa fatta di piccole imprese commerciali e turistiche che gravitano in prossimità dei bacini lacuali che in questi giorni ci stanno riportando una situazione complessa ed ogni giorno più preoccupante: ci viene riferito di realtà ricettive che stanno perdendo prenotazioni e che vedono i propri clienti andarsene anticipatamente. Del resto, se questi luoghi vengono frequentati da chi vuole godersi una vacanza al lago tra sport, benessere e relax i laghi senz’acqua rappresentano un deterrente invalicabile'''.

''Le stesse attività commerciali ed i pubblici esercizi dei paesi a ridosso dei laghi stanno subendo una contrazione delle vendite - aggiunge il presidente di Confcommercio -. Del resto, l’abbiamo sempre detto, il “sistema turismo” va visto nell’interezza del suo indotto. Confcommercio Belluno è seriamente allarmata e si schiera dalla parte dei sindaci per chiedere strategie gestionali dei laghi meno invasive e più equilibrate. Strategie che tengano conto in modo equilibrato da un lato delle esigenze di carattere idrico e dall’altro di un’economia che non può improvvisamente, senza programmazione e preavviso, subire un colpo così duro proprio quando c’erano tutte le premesse per rialzare la testa''.

''Da sempre lo svuotamento dei laghi in periodo turistico è un tema nell’agenda della nostra associazione - conclude - sul quale, grazie ad un lavoro di squadra con gli amministratori locali, si erano raggiunti risultati soddisfacenti. Quanto ora sta accadendo produce danni economici immediati ed il rischio che la clientela turistica internazionale si rivolga in futuro ad altre proposte per non correre il rischio di spiacevoli sorprese''.

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