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Da operaia a imprenditrice, è morta Maria Luisa Pramoar, Zaia: ''Un pezzo nella storia dell'occhialeria bellunese''. Berton: ''La nostra gratitudine di bellunesi e di donne''

Assunta nel 1963, giovanissima, come diciottesima dipendente della Luxottica di Leonardo Del Vecchio nel 1971 si è messa in proprio e con il marito ha fondato un marchio diventato capace di competere con i più grandi individuando il titanio come materiale in cui specializzarsi

Pubblicato il - 22 settembre 2023 - 17:01

LA VALLE AGORDINA. E' stata la diciottesima dipendente della Luxottica di Leonardo Del Vecchio cresciuta nel distretto dell'occhialeria e fondatrice a sua volta, nel 1971, di una sua attività che l'ha portata ad essere una figura importantissima della storia dell'occhialeria bellunese. Oggi è mancata Maria Luisa Pramaor, nata a La Valle Agordina.

 

La ricordano tutti, dal presidente della Regione Luca Zaia alla presidente di Confindustria Lorraine Berton. Il primo ha condiviso un post di ricordo: ''Come diciottesima dipendente Luxottica, Maria Luisa ha l’opportunità di conoscere e approfondire le regole di produzione degli occhiali, fino al 1971 quando decide di mettersi in proprio, aprendo un laboratorio cui si associa il marito Primo Del Din. Assieme affrontano una grande sfida, quella della delocalizzazione in Cina. C’è solo una strada per salvarsi: differenziarsi, e lo fanno individuando il titanio come materiale in cui specializzarsi nella produzione di occhiali. Maria Luisa Pramaor, che da operaia è diventata imprenditrice, rappresenta un pezzo importante nella storia dell’occhialeria bellunese, per lungimiranza, equilibrio, capacità di rischiare ed avere successo. Alla sua famiglia e a chi l’ha conosciuta, vanno il mio pensiero e la mia vicinanza''.

 

La sua azienda, la Pramaor di Taibon Agordino oggi conosciuta soprattutto per il marchio Blackfin ed è guidata dal figlio Nicola Del Din. Un'impresa importante ben inserita nel panorama internazionale dell'occhialeria. ''Quella di Maria Luisa è la storia di una donna forte e determinata – spiega la presiedente di Confindustria Berton – che da operaia è diventata imprenditrice, contando solo sulle proprie energie e sulla sua grande capacità di visione. Ha rappresentato il meglio dell’imprenditoria femminile in tempi in cui non era facile né scontato essere donne di impresa, e questo senza mai rinunciare alla famiglia. Ha precorso i tempi praticando sul campo l’innovazione. Oggi la sua azienda è in buone mani e la sua storia non andrà dimenticata. Maria Luisa è stata una capitana d’impresa, a cui deve andare la nostra gratitudine di imprenditori, di bellunesi e anche di donne''.

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