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Al palazzo delle Poste solo escrementi e immondizia. Fai: “A noi hanno impedito di entrare. Comune e Provincia intervengano per liberarlo dal degrado”

Il palazzo all’angolo tra via ss. Trinità e via Mantova è in attesa di un intervento per migliorare le condizioni insostenibili

Di Giorgia Vinante e Sofia Lionello (Liceo Prati) - 16 February 2017 - 12:44

TRENTO. Il progetto vero e proprio ancora non si vede ma quello che salta immediatamente agli occhi di chi attraversa via Mantova e via Santissima Trinità è lo stato di completo abbandono in cui versa il vecchio palazzo delle Poste. Un edificio che si trova a pochi passi dal liceo Prati, vicino alla nuova pavimentazione in pietra bianca e rosa messa dal Comune e dalle piazze centrali della città. Basta passarci accanto per accorgersi, però, in quali condizioni versa l'edificio sorto nel 1512 e che oggi, per una piccola frazione, è occupato dalle Poste centrali.

 

La parte più degradata è quella che costeggia via Santissima Trinità. Lungo le mura posteriori del palazzo si trovano escrementi, rifiuti e gli angoli sono diventati degli orinatoi a cielo aperto. Per non parlare delle “scritte” e dei “disegni” incomprensibili e dal dubbio valore artistico che hanno deturpato le pareti.

 

A criticare duramente la situazione in cui si trova il palazzo è il Fai, Fondo Ambiente Italiano, con la presidente regionale Giovanna Degli Avancini. “Come Fai ci hanno addirittura negato di poter entrare in questo palazzo – ha affermato la presidente – durante le Giornate di Primavera che organizziamo ogni anno. A Trento c'è una miopia assoluta verso questo edificio e a nessuno sembra interessare pur rappresentando una testimonianza importante. E' un'opera che ha una storia e un architetto di grande livello e la lasciano cadere in uno stato di degrado assoluto”.

Degrado al palazzo delle Poste

 

Ripercorrendo la storia dell’edificio, iniziata nel 1512 come palazzo residenziale della famiglia A Prato, per poi diventare zuccherificio e sede delle Poste, ci si interroga sul perché di tanta attesa per un doveroso intervento di restauro.

“Il Comune oppure la Provincia – ha affermato la professoressa Degli Avancini – invece di attendere ancora potrebbero riutilizzare questo edificio per metterci degli uffici per i quali oggi pagano l'affitto. Sarebbe un modo per riaprirlo, sistemarlo e consegnarlo alla collettività”.

 

L'attesa oggi è quella per un progetto definitivo. Prima ancora, però, serve la valutazione della sovrintendenza per i beni culturali, che analizzerà in che modo agire. Serve anche una convenzione tra gli attuali proprietari (società del gruppo posta EGI) e il Comune, che definirà i diritti e i doveri di entrambi. La riqualificazione dell'edificio, uno dei più belli del '500 trentino, insomma, non sembra essere vicina anche se meriterebbe una possibilità per essere apprezzato dagli attuali cittadini di Trento.

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