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Centro sociale e Collettivo Refresh in strada per una città viva. Blitz, fallito, a Palazzo Thun per consegnare il 'premio della paura' al sindaco: "Ritorneremo a sorpresa"

Il Centro sociale Bruno e il Collettivo Refresh sono scesi in piazza contro il degrado rappresentato dagli immobili abbandonati, i vitalizi e una città semplice vetrina: "Trento è la città dei divieti"

Di Luca Andreazza - 13 febbraio 2017 - 20:24

TRENTO. Socialità e voglia di vivere. Una città sicura è viva, accogliente e partecipata. Questo il messaggio lanciato dal Centro sociale Bruno e dal Collettivo Refresh nella manifestazione di questa sera, dove una quindicina di persone hanno cercato di consegnare al sindaco Alessandro Andreatta il premio per il primo posto della 'cultura della paura'. Missione fallita, il primo cittadino del capoluogo diserta l'appuntamento, ma "passeremo di nuovo - dicono - a sorpresa per recapitare questa onorificenza". The show must go on e dopo il ritrovo in piazza Pasi alle 18, il blitz a Palazzo Thun, il tour deve continuare nei luoghi del degrado, quindi piazza Santa Maria Maggiore per concludere in piazza Dante.

"La cultura in città - dicono i manifestanti - non può essere rappresentata da poche iniziative e qualche museo, la città è diventata una semplice vetrina, Trento si è trasformata negli anni nella città dei divieti attraverso ordinanze che limitano fortemente la socialià e dove si cerca di marginalizzare la povertà, considerate entrambe dei fenomeni di degrado. Le forze politiche cavalcano le paure e siamo contro le azioni delle destre, ma anche del Partito democratico che affronta i problemi emarginando e si mostra incapace di affrontare i mutamenti sociali". 

 

La manifestazione mette al centro del bersaglio anche l'ultima delibera del consiglio comunale, la volontà di istituire un gruppo di vigili urbani anti degrado che agiscono "a suon di pattugliamenti e multe - continuano - coadiuvati da telecamere messe in ogni angolo per sorvegliare il centro. Il vero degrado però sono gli immobili sfitti, gli scandalosi vitalizi, i lavoratori licenziati e lasciati senza reddito, le aree inquinate e poi abbandonate come l'ex Sloi, la gentrificazione e le speculazioni edilizie, i tagli al welfare e alle borse di studio, oltre alla precarietà diffusa e agli sfratti".

 

Il concetto più volte ribadito è la necessità di riprendere gli spazi, le piazze devono riscoprire il proprio ruolo sociale: luoghi di aggregazione, incontro e conoscenza. "Non è grazie alla presenza dell'esercito - spiegano - alzando muri, recinzioni o ghetizzando ulteriormente i soggetti indesiderati che si risolvono i problemi di microcriminalità della città. E' necessario prestare attenzione ai bisogni e ai diritti delle persone, preoccupandosi di creare percorsi di inclusione sociale, puntando sul welfare e sull'integrazione".

 

Il corteo si chiude in piazza Dante: "Un luogo - dicono - ricordato solo per la criminalità, una piazza da evitare e non attraversare. Non dobbiamo avere paura del diverso: in piazza Dante si trovano vite e persone che hanno speranze e desideri, ma anche la paura di non vivere in modo dignitoso".

 

Centro sociale Bruno e Collettivo Refresh in piazza

Il Collettivo Refresh affronta infine un possibile problema legato all'istituzione della guardia giurata alla facoltà di sociologia dopo il ritrovamento di siringhe usate ai servizi igienici del dipartimento: "Siamo contro la militarizzazione e la presenze delle forze dell'ordine in università, come vuole Udu-Unitin, quando sarebbe sufficiente permettere l'accesso tramite il badge, come già avviene a Lettere e Cla. Una scelta calata dall'alto per compiacere le alte sfere della dirigenza universitaria".

 

 

 

 

  

 

 

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