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Parola d'ordine: 'Dove prendiamo un caffè?', smantellata banda di 18 persone e sequestrato un chilo e mezzo di coca e due pistole finte

L'operazione è scattata alle prime luci dell'alba di lunedì 13 marzo. Il giro d'affari dell'organizzazione, composta anche da trentini, è di circa 50 mila euro al mese e i malviventi spacciavano anche ai minori. Confcommercio Trentino: "Grazie alle forze dell'ordine. Sicurezza e legalità requisiti indispensabili"

Di Luca Andreazza - 14 marzo 2017 - 13:13

BORGO. Un giro d'affari di circa 50 mila euro al mese, quindici persone arrestate, tre latitanti e il sequestro di stupefacente per oltre 1 chilo e mezzo di cocaina e un paio di etti di altre sostanze. I soggetti rispondono per il reato di associazione e per le aggravanti speciali dell'organizzazione superiore alle dieci persone e per la disponibilità di armi: due repliche di pistole, una Colt M1 e una Beretta 92/Sb privata del tappo rosso, mentre non sono state rilevate pallottole. Questo il risultato dell'operazione 'Caffè espresso' scattata alle prime luci di lunedì 13 marzo. "Una risposta - dice Luca Volpi, comandante provinciale dei carabinieri - alla giusta richiesta di sicurezza dei cittadini. Un lavoro delle forze dell'ordine costante di presenza sul territorio e di contrasto dei vari fenomeni attraverso indagini per eliminare le fonti di approvvigionamento e la catena di distribuzione. L'operazione ha interessato oltre 100 carabinieri e cinque unità cinofile tra Bolzano e Veneto. Un'operazione minuziosa tanto che il Gip del tribunale di Trento Francesco Forlenza ha attestato la perfetta piena corrispondenza sostanziale e procedurale degli elementi riscontrati nei confronti di tutti i soggetti".


La filiera ha origine nel bresciano, mentre l'attività di vendita al dettaglio si concentra principalmente tra Pergine e l'Alta Valsugana. In manette finiscono i vertici dell'organizzazione da Saimir Osma, nato in Albania e dimorante a Brescia, a Bled Osma, nati in Albania e residente a Pergine, passando per Luca Casagrande, nato a Trento e residente a Pergine.

 

Arrestati anche gli altri componenti della struttura come Dardan Hasani, nato in Albania, Giulia Mayregger, nata a Trento e residente a Lavis, Andrea Zedda, nato a Nuoro e residente a Pergine, Nicolae Cebotar, nato in Moldavia e residente a Pergine, Antonio De Maria, nato a Napoli e domiciliato a Pergine, Enrik Fetahu, nato in Albania e residente a Pergine, Lorenzo D'Agostino, nato a  Borgo Valsugana e residente a Levico, Abduljatif Sinani, nato in Macedonia e residente a Pergine, Zamir Koni, nato in Albania e residente a Pergine, Mariglen Koni, nato in Albania e residente a Pergine, Filippo Marchel, nato e residente a Trento. L'arresto di Federico Idotta ha visto invece il coinvolgimento dei carabinieri di Cosenza.  


'Dove ci vediamo per un caffè veloce?', un caffè che poteva essere macchiato, lungo oppure ristretto. Questo il codice usato dall'associazione nell'indagine iniziata a marzo 2016 e conclusa dopo dodici mesi di investigazioni, anche vecchio stampo e una cinquantina di attività tecniche. "Le persone - commenta il maggiore Andrea Moglio dei carabinieri di Borgo Valsugana - sono finiti tutti in carcere, nessuno sconto". I soggetti, alcuni con precedenti anche per estorsione, rapine e lesioni personali, sono ora reclusi tra Spini di Gardolo, Bergamo, Brescia, Pavia, Rovigo, Paola, Treviso, Voghera e Mantova: "Armando Miraj e Gentian Keci - prosegue - si trovano nel loro paese di origine e abbiamo attivato l'Interpol, mentre siamo sulle tracce di Fahmi Hannachi, che probabilmente ha intuito che stava per succedere qualcosa e si è reso irreperibile: in compenso nella sua abitazione abbiamo trovato dei nord africani non in regola e abbiamo attivato le necessarie procedure".

 

L'operazione si è articolata in due fasi e il quadro inizia a prendere forma in luglio, quando i carabinieri di Borgo intercettano a Madrano Emiliana Monti, comasca classe 1989, e circa 520 grammi di cocaina di ottima qualità: viene arrestata in qualità di corriere. E' un primo duro colpo all'organizzazione che si sente sotto pressione e deve alzare la posta in palio per rientrare del danno: "La merce - spiega il maggiore - viene acquistata in conto vendita e quindi il denaro deve essere restituito velocemente". Nel corso delle indagini "risultano evidenti - commenta Massimiliano Ronzani, comandante del Norm - screzi all'interno dell'associazione, ma soprattutto con i fornitori: intimidazione e regolamenti interni non mancano".

 

A ferragosto le forze dell'ordine fermano invece Luca Casagrande e la fidanzata Giulia Mayregger, che a bordo di una Citroen C2 vengono trovati in possesso di circa 1 chilo di cocaina in panetti e altri stupefacenti, appena acquistati a Brescia per essere smistati al sodalizio criminoso incaricati poi per lo spaccio al dettaglio. "I primi sequestri di denaro - continua Moglio - ci permettono di risalire ai fornitori, lungo il 'percorso' Western Union fino a individuare l'associazione multietnica: elementi gravi, precisi e concordanti". "La qualità della cocaina - conclude Ronzani - è ottima e lo spaccio, in locali pubblici e privati, coinvolge alcuni minorenni e ragazzi, ma anche professionisti. La richiesta è articolata: l'associazione può vantare circa cento clienti fedeli che a loro volta hanno due oppure tre consumatori occasionali".


L'operazione finale è scattata alle 4 del 13 marzo, quando quindici squadre iniziano le perquisizioni in casa, sul posto di lavoro e nei luoghi abitualmente frequentati che hanno riportato 12 grammi di marijuana, 10 grammi di cocaina e le attrezzature per il dosaggio e il confezionamento dello stupefacente per lo smercio al dettaglio, oltre alle due repliche delle armi da fuoco. 

 

Il vicepresidente vicario di Confcommercio trentino Massimo Piffer esprime il proprio ringraziamento alle forze dell'ordine per l'operazione 'Caffè espresso': "Esprimiamo il nostro ringraziamento - dichiara - alla Procura di Trento e al Comando provinciale dei Carabinieri. Si tratta di un segnale importante a conferma dell’attività delle forze dell’ordine per tutelare e garantire la sicurezza del territorio trentino. Legalità e serenità, infatti, sono requisiti indispensabili per lo svolgimento delle nostre attività: la presenza sul territorio, la vigile attività di prevenzione e repressione della criminalità condotta dalle forze dell’ordine costituiscono un importante sostegno che desideriamo sottolineare".

 

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