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Dal Trentino agli States e in Grecia, Francisci porta sul palco le compositrici dimenticate: ''Maria Anna era molto più brava del fratello Mozart ma era l'epoca sbagliata''

Domenica 29 settembre Ivana Francisci partirà, con le sue straordinarie donne, alla volta della Grecia per il festival internazionale Evmenia International. Tra qualche mese, poi, la compositrice trentina sbarcherà negli Usa alla Illinois University dove terrà un concerto-conferenza. "La Grecia è la culla della cultura è un onore andare ad eseguire questi pezzi lì"

Di Arianna Viesi - 28 settembre 2019 - 21:41

TRENTO. Ivana Francisci è una pianista, compositrice e docente di conservatorio originaria della Val di Non che, da qualche anno, è tornata a vivere a Trento. Negli ultimi anni, ai suoi concerti di musica da camera e solistica, ha iniziato ad affiancare una ricerca sulle musiche composte da donne di tutto il mondo, dal 1600 fino ai giorni nostri. Queste musiche, oggi, sono state raccolte nel programma "Universo femminile".

 

Domenica 29 settembre Ivana Francisci partirà, con le sue straordinarie donne, alla volta della Grecia per il festival internazionale Evmenia International. "La Grecia è la culla della cultura - dice Francisci - è un onore andare ad eseguire questi pezzi lì". Tra qualche mese, poi, la compositrice trentina sbarcherà negli Usa alla Illinois University dove terrà un concerto-conferenza.

 

"L'idea - spiega Francisci - è nata circa una decina di anni fa. Ho conosciuto alcune mie colleghe concertiste che cercavano di trovare spazio nel mondo della musica: direttrici d'orchestra, compositrici. Gli spazi, dieci anni fa, erano ancor più ridotti di quanto non lo siano ora. Le ho conosciute e mi sono detta: perché no?".

 

Nascono quindi programmi come "Incanti di donna" e "Tutta un'esistenza" che esegue in duo con la grande soprano Susanna Rigacci, la voce di Morricone. C'è tanta (bellissima) musica composta da donne che è poco, o per niente, conosciuta.

 

"La sorella di Mozart, Maria Anna - che la famiglia chiamava affettuosamente Nannerl - era un'eccellente musicista e una straordinaria compositrice. Quando il padre Leopold portò il piccolo Wolfgang alle prime lezioni di pianoforte, tra le composizioni presentate da Mozart ce n'era una della sorella Nannerl. Mozart, poi, in una lettera, ringraziava la sorella e la invitava a continuare a scrivere. Ovviamente le aspirazioni della maggiore di casa Mozart vennero osteggiate dal padre: non era opportuno che una donna si dilettasse con la musica".

 

Ora Ivana Francisci ha messo in piedi "Universo femminile", recital per piano solo che percorre le musiche composte dalle donne tra la seconda metà dell'800 e i giorni nostri. "Quello che ho messo in programma è la minima parte di quello che esiste".

 

Nove donne. Tra loro, anche Elvira De Gresti di Ala. "Ho conosciuto Elvira De Gresti grazie a Luisa Pachera, giornalista e scrittrice. L'anno scorso ho partecipato ad un convegno in cui si discuteva di musica, e di musiche composte da donne. Proprio lì ho incontrato Luisa Pachera che ha scritto un volume meraviglioso su De Gresti".

 

Elvira De Gresti, nobildonna trentina, nasce ad Ala nel 1846 ma, ben presto, si trasferisce a Milano dove studia e dove rimane per oltre quarant'anni. Una donna molto moderna, per i suoi tempi. Non si sposa e riesce a ritagliarsi un ruolo di primo piano nei salotti musicali, artistici e intellettuali della Milano di fine '800. Una donna apprezzatissima all'epoca ma di cui, dopo la morte, si sono perse tracce e memoria.

 

"E chissà quante altre Elvira De Gresti esistonoCredo che l'epoca in cui queste donne sono vissute e hanno suonato abbia inciso molto sulla loro esperienza umana e professionale. Una donna doveva necessariamente dedicarsi alla famiglia e alla casa. Per essere considerata, e apprezzata, le donne hanno dovuto darsi da fare cento volte più degli uomini, a parità di competenze".

 

"Oggi, però, noto un grande sforzo per rivalutare le opere d'arte femminili (letterarie, iconografiche, musicali). Ci sono, in tutto il mondo, associazioni importanti che si muovono in questo senso. Nel mio piccolo, ci sto lavorando anch'io. Sono molto fiduciosa, devo dire. Forse, però, manca un po' di coraggio. Ci vuole coraggio per mettere in cartellone nomi sconosciuti (siano uomini o donne)".

 

Amy Beach, una delle donne inserite nel programma "Universo femminile", era un genio. "Eppure non ho mai trovato le sue composizioni nei programmi. Grazie a numerose associazioni e al coraggio di molte musiciste donne, si sta facendo molto. Il mio più grande rammarico, però, è questo: fino ad ora ho visto musiche composte da donne eseguite solo da musiciste donne. Avremo 'vinto' veramente solo quando anche gli uomini inizieranno a suonarle. Sarebbe bello che lo facessero con altrettanta passione. Spero, e credo, che questo possa succedere con il  tempo".

 

Le donne che costellano il programma di Ivana Francisci sono state (e sono) donne straordinarie. C'è Clara Wieck, ad esempio, moglie del celeberrimo Schumann. "Quello con Schumann fu per Wieck un matrimonio felice. Lo si evince dalle lettere che si scambiavano. In una di queste la signora Schumann aveva scritto al marito che la sua musica, e la musica delle donne, è una musica sempre troppo sentimentale. Non sono molto d'accordo con lei. Clara è stata una grandissima concertista: ha eseguito il primo concerto da solista a Lipsia a soli 11 anni. Viveva,però, in un ambiente e in un'epoca storica in cui le donne non potevano troppo. E, soprattutto, aveva al suo fianco un grandissimo compositore. Wieck era molto umile. Spesso, nelle lettere che inviava al marito, si leggono frasi come 'Ho composto questo brano, spero tu lo possa apprezzare anche se non è un granché'. Ma Wieck aveva una grandissima padronanza dell'armonia, tanta quanta ce n'era nelle composizioni del marito".

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