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Dalle idee del Family Day, dei Fontana e dei Pillon alla forza dell'amore. A Trento il docufilm che, con ironia, lotta contro l'omofobia

La pellicola di Fabio Leli, ''L’unione falla forse'' verrà presentata mercoledì. Protagoniste della pellicola due famiglie omogenitoriali, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. La vita tranquilla e serena delle due famiglie, così simile a tante altre, viene interrotta dalle interviste ad esponenti di partiti e movimenti vicini al Family Day. Il quadro che ne viene fuori è quello del "primo film che, con amore ed ironia, lotta contro l'omofobia"

Di Melissa Bertagnolli, Emily Manica, Emanuele Sassudelli e Elsa Franzoni (Liceo Prati) - 17 febbraio 2020 - 18:47

TRENTO. “Mi auguro che aiuti veramente a cambiare qualcosa”. Così Lorenzo De Preto, presidente di Arcigay Trentino, sul film L’unione falla forse che verrà presentato il 19 febbraio, per la prima volta a Trento, all’Auditorium di Via Giusti alle 20.30. Omofobia, omogenitorialità, unioni civili sono solo alcune delle tematiche trattate nel docufilm di Fabio Leli che sarà presente alla serata e parteciperà al confronto pubblico con l'avvocato Alexander Schuster, Lorenzo Modanese di Famiglie Arcobaleno e lo stesso Lorenzo De Preto di Arcigay del Trentino.

 

Nel nuovo progetto del giovane regista pugliese, presentato in anteprima nazionale alla 34° Edizione del Lovers Film Festival di Torino in cui si è aggiudicato il premio "La Stampa", i temi centrali sono l'omofobia e le unioni civili. Protagoniste della pellicola due famiglie omogenitoriali, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. La vita tranquilla e serena delle due famiglie, così simile a tante altre, viene interrotta dalle interviste ad esponenti di partiti e movimenti vicini al Family Day e al recente Congresso delle Famiglie di Verona, tra cui Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Silvana de Mari e Massimo Gandolfini, che espongono liberamente le proprie idee sull'introduzione della legge, sul tema dell'omofobia e sull'omosessualità.

 

Il quadro che ne viene fuori è quello del "primo film che, con amore ed ironia, lotta contro l'omofobia". Il film si impone come un importante documento d'attualità, a causa della crescita esponenziale dei movimenti ProLife di stampo cattolico estremista nonché della loro ascesa politica, grazie all'exploit dei partiti di destra che li hanno accolti nelle loro fila (l'ex ministro della Famiglia Fontana e il senatore Pillon, entrambi membri del Family Day, sono oggi dei pilastri della Lega di Salvini). Ma anche per il crescente bisogno di riconoscimenti giuridici che le famiglie omogenitoriali chiedono a gran voce e a cui a volte solo la magistratura concede l'approvazione, a causa del taglio della Stepchild Adoption dalla legge sulle unioni civili del 2016 e del recente ritorno, sulla carta d'identità, alla dicitura di "padre" e "madre" imposta dall'ex ministro Salvini.

 

De Preto, perché avete scelto di presentare proprio questo film?

 

Abbiamo scelto proprio questo perché racconta in modo speculare le battaglie del movimento Lgbt+ degli ultimi anni. È un docufilm composto da interviste a personaggi dei movimenti Pro Vita, Family Day ecc. Sono tutti personaggi con cui le nostre vite si sono incrociate e questa è forse l’occasione per conoscere meglio loro, le loro strategie e le loro azioni.

 

Ritiene che la visione di questo film possa in qualche modo cambiare l’opinione pubblica?

 

La mia opinione è stata cambiata da questo docufilm e spero che possa accadere anche ai futuri spettatori. Ci fa vedere il modo caricaturale con cui sono state costruite queste figure, ciò ovviamente non vuol dire che non bisogna temerle o giustificarle ma ci insegna ad ascoltarle e cercare di capirle.

 

Secondo lei c’è abbastanza sensibilizzazione di questa tematica nei giovani?

 

Trovo che i giovani vivano con maggiore libertà e che siano più pronti ad accettare le diverse sessualità, ma a volte mi sembra che abbiano un’idea magnifica del mondo e troppo positiva, e che quindi non siano consapevoli dei reali fenomeni di omofobia che ci sono nella nostra società.

 

È d’accordo sulla presentazione della comunità Lgbt+ nel cinema?

 

Sì sono molto contento di come vengono presentati i personaggi Lgbt+ nel cinema di oggi perché sono stati fatti dei passi in avanti importanti e non vengono più rappresentati semplicemente come lo stereotipo di un personaggio divertente ma sono trattati con sempre maggiore attenzione e delicatezza, e non rappresentano soltanto un mezzo per vendere.

 

Ci sono state delle critiche?

 

Per adesso non ce ne sono state ma spero che, in caso ce ne siano, vengano presentate durante il dibattito che ci sarà dopo il film in modo da poterne discutere.

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