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"I vazanicchi", ok il pezzo è giusto

Attesa domenica sera a Villazzano, a villa De Mersi, l'esibizione del nuovo gruppo dal nome che intriga non poco. Gabriele Biancardi dà il tempo ad altri quattro navigati musicisti per un viaggio in cinque città della miglior musica d'autore. Brani che sono "piezzi e core" non solo a Napoli ma anche a Milano, Bologna o Genova. "Cinque per cinque" il titolo dello spettacolo da non mancare. E l'aquila di Ligonchio? Vola altrove

Di Carmine Ragozzino - 31 luglio 2020 - 13:09

TRENTO. Gabriele Biancardi? L’indefinibile. È l’indubitabile uomo-microfono: una vita di radio, (Dolomiti) per irradiare - da una vita -  la leggerezza dell’intelligenza. Una vita di radio che non lo stufa. Che non stufa. Che altro? Altro, tanto d’altro. Scrittore, ad esempio. Biancardi è uno scrittore di penna agile per storie agibili: ai sensibili. Finita? Macché. Biancardi fa pure il musicista. Fa il batterista. Dà il tempo - (quando non scrive musical ) - sta in disparte e a volte gigioneggia. Ma con arte.

 

  Insomma e senza vergogna: il doloMitico procura un che di invidia. È invidiabile la poliedricità multidisciplinare di un soggetto che nonostante quanto sopra tende a non tirarsela. O meglio, tende a buttarla una volta sì ed una anche in autoironia, (che è la dote somma tra le doti). Meritato dunque l’apprezzamento guadagnato tanto nei “social” di cui non abusa quanto nel sociale. Un sociale in cui - tempo permettendo - vorrebbe forse abusare: “pro domo altrui”.

 

 Perché del panegirico? Perché per il Biancardi avvezzo come chi scrive a salvifiche conoscenze musicali viene in mente un parallelo con la coppia Taranto-Ferrer di “Agata, guarda e stupisci”. Difficile non stupirsi infatti – (e Agata rimettiamola in archivio) – di fronte all’ultima trovata della quale Biancardi è protagonista assieme ad altri serissimi burloni del far musica per divertire prima sé stessi che il prossimo.  Trattasi del nuovo, inedito, gruppo varato da Biancardi and friends. Un gruppo che vince prima ancora di convincere nell’esibizione di debutto, per via di un nome che è una genialata: “I  vazanicchi”.

 

  L’Aquila di Ligonchio - folgorata sulla via di Arcore per virare dalla musica alla politica, precipitando - non c’entra probabilmente un tubo con Biancardi e soci.

Ma il nome intriga, orpo se intriga. Biancardi non è però tipo da appropriazione indebita: “Mi sarebbe piaciuto – dice - ma l’ho preso a prestito dal legittimo proprietario, con regolare permesso. Insomma, è di Lillo, l’alter ego di Greg nel duo comico, che mi ha concesso volentieri il copright”.

 Per fortuna che è andata così. Se avessimo dovuto aggiungere alla lista già ampia anche il Biancardi “nomi-nattivo” l’invidia sarebbe debordata nel culto. E non sta bene. Epperò per “I Vazanicchi” la nonna canterina che era una forza del melodico nazionale prima di stonare in Forza Italia può continuare ad essere un’ispirazione curiosa. Succede nel gioco dei rimandi che piace tanto a chi scrive quanto a Biancardi.

 

 Sì, perché a dirla tutta l’iperbole dell’Aquila di Ligonchio non sono stati tanto i Sanremo che furono quanto gli acuti commerciali di storiche edizioni di “Ok il prezzo è giusto”. Per gli “I vazanicchi” viene da permettersi dunque un suggerimento: al nome potrebbero aggiungere un “Ok, il pezzo è giusto”. Perché? Semplice. Perché nel concerto che li vedrà attesi protagonisti domenica sera a Villa Mersi di Villazzano, (ore 21. in caso di pioggia teatro), i brani, (i pezzi), sono “piezzi e core”. Trattasi infatti di esempi della migliore musica italiana d’autore. Per di più è pure musica “in viaggio” quella degli “I vazanicchi”. E’ la musica identitaria di città che hanno sapute suonarle alla banalità: Bologna, Milano, Genova, Roma e Napoli.

 

  Per ogni città “signori” autori. Per ogni autore un signor pezzo per confezionare un “cinque per cinque” che pare un’offerta da non farsi scappare se è vero che dal pacchetto sbucheranno Tenco, Jannacci,  Concato, Silvestri, Bennato, Fossati, Dalla e tanti altri.

 

 “Brani che abbiamo arrangiato con la più gratificante delle fatiche – spiega Biancardi – e che non vediamo l’ora di proporre dal vivo”. Musica dal vivo in un’epoca grama che necessita un’urgente rinascita di comunicazione e di incontro. Anche in mascherina.  Musica d’autore in chiave pop, jazz, bossa nova, swing eccetera quella degli “I Vazanicchi”. Musica adorata ma personalizzata come si conviene a chi ha un’idea delle cover che guarda più all’anima che alla tecnica.

 

 Per fare questa operazione i neonati “I vazanicchi” sembrano avere le carte in regola. Il gruppo è fatto da “navigati” del palco, a partire da “the voice” Tiziano Pisetta, cantante per tutte le stagioni del vocalizzo: con la sua adattabilità ad ogni clima artistico non sono mai “mezze stagioni”. Al piano c’è Paolo Cristofolini, al contrabbasso Fabrizio Larentis ed al violino Chiara Refatti. Cinque, (con Biancardi) per cinque, per cinque: musici, città, canzoni per ogni città.

 

 Gli “I Vazanicchi” sono uno degli appuntamenti di punta del cartellone organizzato da Estro Teatro/Teatro E tra Villazzano, Povo, Oltrefersina e Argentario. Un “coast to coast” collinare che segna il ritorno dello spettacolo dopo un lungo, forzato e drammatico stop virale. Ci saranno teatro, letture, musica, iniziative per i bambini in luoghi diversi. C’è più di tutto la voglia di esserci, di ridare occasioni di incontro, di scambio e di comunità attraverso le arti non necessariamente di palco. È una voglia, un bisogno, più forte di ogni restrizione. Capace, nell’organizzazione degli eventi, di fare necessità virtù se è vero che anche su un prato - (ai Bindesi, in Maranza) – si farà teatro.

 

 

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