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Coronavirus, Lazzeri: “Anno terribile per il Cinema”, ma c'è fiducia per la ripartenza: "L'esperienza in sala è socialità, un'esperienza irrinunciabile"

Anno da dimenticare per i cinema italiani, per cui si registra un calo di circa l'80% degli incassi. A soffrire di più il cinema commerciale perché privo di grandi blockbuster americani. Il titolare di Cineworld Trento, che comprende i cinema Modena, Vittoria e Nuovo Roma: "Appena si potrà, il Trentino farà partire i propri proiettori e nel giro di qualche mese riusciremo a riprendere la nostra attività come prima. Per certi versi anche meglio"

Di Lucia Brunello - 01 gennaio 2021 - 20:55

TRENTO. Dai maxi schermi e il distintivo profumo di pop corn delle sale al salotto di casa propria. Questo il passaggio non troppo delicato a cui il 2020 ha costretto gli amanti del cinema. Un settore tra quelli che ha sofferto di più dell'impatto che il coronavirus ha avuto nella società e che, nonostante i pochi mesi di "respiro" che ha potuto permettersi quest'estate, ha presto dovuto spegnere di nuovo i proiettori.

 

Con l’avvicinarsi alla fine dell'anno è inevitabile non fare bilanci e riflessioni. Cosa è cambiato in questi mesi? Cosa ci aspetta? Domande impegnative che non risparmiano nessuno, dagli esercenti, agli impiegati, dai titolari di grandi aziende, a chi è rimasto senza lavoro.

 

Per quanto riguarda il mondo del cinema, se si confrontano gennaio e dicembre 2020 il contrasto è netto. Oggi le sale sono chiuse, mentre il primo dell'anno ad uscire era stato il nuovo film di Checco Zalone "Tolo Tolo", diventata la pellicola con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione. Insomma, le prospettive erano altre rispetto a quello che è venuto poi.

 

E’ stato un anno terribile”, non usa mezzi termini Massimo Lazzeri, titolare di Cineworld Trento, che comprende i cinema Modena, Vittoria e Nuovo Rom. “Venivamo da uno degli anni migliori per il cinema italiano dell'ultimo periodo. Nel 2019 c’è stato un forte incremento degli spettatori e certi film avevano performato al di sopra delle aspettative. E' stato un anno molto pimpante e la gente veniva in massa”.

 

E poi l’arrivo del coronavirus che presto ha messo in chiaro quale fosse la nostra arma più efficace per diminuire le occasioni di contagio: trovarci tutti fisicamente distanti. “Cinema è socialità", prosegue Lazzeri. "E' una realtà che esiste ancora dopo ben 120 anni perché rappresenta un'occasione di aggregazione e di condivisione".

 

Nei 10 mesi successivi all'inizio del lockdown di marzo, che ci portano ad oggi, i cinema sono rimasti chiusi per circa 6 mesi, se non di più. Per esempio, a Trento, alcuni proprietari di cinema avevano deciso di aspettare con la riapertura a causa della scarsità di titoli in uscita. “Quando abbiamo riaperto a settembre, abbiamo registrato numeri abbastanza bassi, ma comunque buoni considerando il momento".  

 

“Il nostro settore, in Italia, è in un calo di circa l’80% degli incassi. Noi non siamo un settore economico semplice. Il prodotto cinema è molto complesso. Il lancio dei film è a livello mondiale e quindi anche nei pochi mesi che siamo stati aperti mancava il prodotto. Quando riapriremo, è chiaro che il settore ripartirà molto lentamente".

 

Un altro aspetto da considerare è che la pandemia ha costretto tutti a riscoprire un "cinema" tra le proprie mura domestiche. Del resto le numerose piattaforme streaming rendono il tutto estremamente veloce, piacevole e alla mano di tutti. Questo, però, non spaventa Lazzeri, che anzi non vede cinema e streaming come due modi antitetici di guardare un film. “Sono tranquillo perché il cinema offre un’esperienza superiore rispetto all'online, e questo perché il film in sala rappresenta un evento sociale. Tutti i film che non stanno uscendo al cinema e che sono lanciati in streaming spariscono nel nulla. Il cinema invece rappresenta una vetrina importante”.

 

E il titolare non esclude che le due modalità possano anche trovare una forza incrociata. Per esempio, il primo episodio di un'attesa serie televisiva potrà essere proiettata al cinema. "Proporre una soluzione simile può essere interessante proprio come momento di aggregazione tra appassionati".

 

Insomma, per Lazzeri ci sarà spazio per tutto. “Il nostro mercato cambierà, questo è certo, ma non si sa ancora perfettamente come. Il cinema rimarrà in piedi perché è socialità e la gente ne ha bisogno. Alla fine della pandemia le persone avranno ancora più voglia di andarci, perché saranno stufe di vedere i film a casa".

 

E per quanto riguarda il Trentino? "La situazione in provincia è come nel resto d’Italia. Credo che in questa situazione a soffrire di più sia stato il cinema commerciale perché è privo dei grandi blockbuster americani. I cinema d’autore invece un po’ meno, perché chi lo fa può andare a riproporre anche pellicole datate trovando però sempre un pubblico molto preparato e molto particolare. Il Trentino ha principalmente strutture piccole e cittadine, ed è nostro compito continuare a tenere in piedi questi presidi culturali che sono i cinema e teatri".

 

"Appena si potrà, il Trentino farà partire i propri proiettori e nel giro di qualche mese riusciremo a riprendere la nostra attività come prima", e poi conclude. "Per certi versi anche meglio"

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