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Grande Guerra, sull'Alpe Cimbra si celebra il centenario

Cent’anni fa la Guerra. Itinerari teatrali ed esperienze emozionali su e dentro i Forti, esibizioni corali, conferenze storiche ed escursioni tematiche ricordano e raccontano il grande conflitto

Pubblicato il - 01 August 2017 - 17:08

LAVARONE. Sono trascorsi cent’anni dalla fine del primo grande conflitto mondiale, un conflitto che sulle montagne dell’Alpe Cimbra ha lasciato innumerevoli tracce, in particolare i Forti, le sette fortezze austro-ungariche volute dal generale Conrad von Hötzendorf per impedire la temuta avanzata italiana su Trento.

 

Quella che è stata la cintura fortificata più moderna e strutturata del Trentino è quest’anno una sorta di grande palcoscenico a cielo aperto sul quale, con percorsi teatrali, momenti emozionali e canori, si ricorda e si racconta il grande conflitto, un evento che cent’anni fa sconvolse la vita di questo lembo di territorio affacciato sul Veneto, all’epoca Regno d’Italia.

 

Forte Cherle sabato 19 agosto, alle 17.00, accoglierà i canti e le armonizzazioni del Coro Stella Alpina di Lavarone impegnato in un repertorio di canti di guerra raccolti dalla tradizione popolare. Mentre lo spettacolo "Due soldati al sole" ritornerà il 3 agosto, al Forte Belvedere, alle ore 10.

 

Forte Belvedere venerdì 11 agosto, alle 16, alle 17 e alle 18 proporrà inoltre una insolita visita intitolata "Come queste pietre è il mio pianto". Lo spettacolo, a cura dell’Associazione Ardega, si svolgerà all’interno del forte dove gli spettatori, forniti di pastrani militari, coperte e lanterne, saranno coinvolti da attori e musici nei momenti di attesa dei bombardamenti, nella logorante paura degli attacchi, nella snervante attesa dell’arrivo della posta.

 

Ma soprattutto sarà rievocata la fatica, lo sconforto, la rabbia, la paura, il freddo, i pidocchi e l’attesa di una bevanda calda. Mentre fuori cade la neve, ma cadono anche le bombe del nemico.

 

Un altro spettacolo avrà come palcoscenico Forte Belvedere lunedì 14 agosto, alle ore 17.00, con la rappresentazione "I pifferi di montagna vennero per suonare e furono suonati", musical – recital messo in scena dalla Compagnia d’Arte Pifferi

 

"Fiori fragili. Ortigara 1917" è invece il titolo di un monologo storico teatrale messo in scena da Riccardo Benetti della Compagnia teatrale Initinere. L’appuntamento è per sabato 5 agosto, al Centro congressi di Lavarone, alle ore 21.

 

Nel programma delle rappresentazioni teatrali anche una vera trincea si farà palcoscenico, domenica 27 agosto, a Nosellari, con lo spettacolo itinerante "In grazia di mille casi, un racconto per musica e voci di vite vissute in guerra."

 

La singolarità dei luoghi, cioè le trincee e i profondi ricoveri ("stoi") scavati nella roccia, ritorneranno a riempirsi di voci, sussurri, preghiere, imprecazioni e lamenti, a raccontare l’ansia e il terrore della guerra combattuta in prima linea.

 

Oltre che negli spettacoli su e dentro i Forti, per tutto il corso dell’estate sull’Alpe Cimbra il Centenario e la memoria della Grande Guerra saranno raccontati in un denso programma di eventi fatto di conferenze a tema tenute da esperti e storici di grande spessore, anche di livello nazionale, di escursioni e visite guidate ai Forti e di visite guidate ai percorsi tematici. 

 

Tra le proposte più coinvolgenti figurano il Giro delle Teleferiche nell’alta valle del Rio Cavallo, tra Folgaria e Mezzomonte, il Giro delle Trincee nell’area di Nosellari, il richiestissimo e affascinante Giro della Forra del Lupo a Serrada, percorso che conduce l’escursionista in una profonda trincea scavata tra alte pareti di roccia.

 

E' in programma anche il Percorso dell’Ospedale dei cavalieri dell’Ordine di Malta a Lavarone, a ricordo dell’esteso ospedale militare che interessava l’area di Slaghenaufi e il percorso Dalle Storie alla Storia, a Lusérn (Dar Staige der Kriage, in cimbro), originale tracciato che, dal cuore della località cimbra, conduce fino all’imponente Forte Lusérn e agli avamposti Oberwiesen e Viaz accompagnati da singolari sagome artistiche, di acciaio e ceramica, che raccontano la sofferenza della popolazione civile, prima e dopo il grande conflitto.

 

Sull’Alpe Cimbra la bellezza dei luoghi e dei panorami, la forza possente della montagna e le espressioni più vivide della natura ben si accompagnano al ricordo di quello che fu il grande conflitto. Perché la vacanza su queste alture non esclude le suggestioni della storia che possono essere colte anche nel corso di un'escursione solitaria, camminando o andando in Mtb, lungo uno dei tanti percorsi mappati e segnalati che raggiungono questo importante patrimonio oggi simbolo soprattutto di Pace

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