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Coronavirus, Cgil, Cisl e Uil: ''Lavoratori del Progettone solo per attività a basso rischio e con tutela: non per creare vantaggio ai marchi della distribuzione alimentare''

I sindacati Cgil, Cisl e Uil prendono posizione dopo che il Coordinamento dei lavoratori del Progettone aveva messo in luce che alcune unità verrebbero impiegate in situazioni ad alto rischio contagio. Cgil, Cisl e Uil: "Accordo è chiaro e va rispettato. Chiediamo alla Giunta di sgombrare il campo da un uso improprio dei lavoratori"

Di L.A. - 22 aprile 2020 - 15:58

TRENTO. "L’accordo siglato il 30 marzo con Provincia, Cla e Agenzia del lavoro e i successivi chiarimenti aprono alla possibilità di impiegare i lavoratori e le lavoratrici del Progettone durante l’emergenza sanitaria". Così Maurizio Zabbeni (Flai Cgil), Fulvio Bastiani (Fai Cisl) e Fulvio Giaimo (Uila), che aggiungono: "Questo solo nell’ambito di attività che hanno pubblica utilità, con massima tutela della loro salute, in piccoli punti vendita che non dispongono di manodopera propria. Non una virgola in più".

 

I sindacati Cgil, Cisl e Uil prendono posizione dopo che il Coordinamento dei lavoratori del Progettone aveva messo in luce che alcune unità verrebbero impiegate in situazioni ad alto rischio contagio (Qui articolo). "Rifiutiamo ogni speculazione - aggiungono Zabbeni, Bastiani e Giaimo - così come siamo pronti a intervenire, nuovamente, contro un uso improprio di questo protocollo. Se qualcuno intende usare i lavoratori del Progettone per fornire manodopera a basso costo ai gruppi della distribuzione alimentare che in questo periodo non sono certo in crisi, vedrà la nostra ferma opposizione".

 

Le parti sociali non vogliono un uso distorto dell'accordo. I tre sindacalisti chiariscono inoltre che sono venuti a conoscenza solo a mezzo stampa del Protocollo siglato successivamente tra la Provincia e la grande distribuzione alimentare. "Non siamo stati coinvolti - evidenziano Zabbeni, Bastiani e Giaimo - non siamo favorevoli e chiediamo alla Giunta di sgombrare il campo da un uso improprio di questi lavoratori imponendo l’accordo del 30 marzo”.

 

I sindacati ricordano inoltre di aver chiesto alla Provincia che l’adesione fosse su base volontaria. "Piazza Dante aveva assicurato buon senso nella selezione degli addetti. Buon senso che però non è stato usato in tutti i casi".

 

Le tre sigle chiariscono i termini di quanto concordato il 30 marzo. Su circa mille lavoratori del Progettone poco più di un centinaio dovevano essere coinvolti in attività di imbustamento della spesa, controllo dei dispositivi di sicurezza per i clienti e del distanziamento solo nei punti vendita più piccoli e supporto alla Protezione civile per la preparazione delle buste con le mascherine. Erano esclusi i lavoratori con più di sessant’anni o con problemi di salute.

 

"Dunque appena il 10% a fronte di paletti molto chiari. Non siamo disposti ad accettare che si sfruttino questi lavoratori per creare vantaggio ad imprenditori privati o che si faccia ricorso all’arma del ricatto. Abbiamo avuto qualche segnalazione di un uso improprio di questo accordo e siamo intervenuti subito sulla cooperativa di riferimento. Chiediamo però alla Provincia di uscire dall’ambiguità e di vigilare sulla corretta adozione degli accordi”, concludono Zabbeni, Bastiani e Giaimo.

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