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Zaia vuole "riqualificare" la pista da bob da 61 milioni, le associazioni ambientaliste: "Grande bugia. Visto lo stato in cui si trova verrà interamente demolita e ricostruita"

Le associazioni ambientaliste: "Il rischio è che si ripeta l'errore fatto per Torino 2006, quando la pista da bob di Cesana è stata utilizzata solo in occasione delle Olimpiadi e subito dopo abbandonata in quanto economicamente non sostenibile. Quante buone cose, e più socialmente utili, si potrebbero fare con quei 61 milioni?"

Di Lucia Brunello - 02 novembre 2021 - 18:30

CORTINA D'AMPEZZO. Lo scorso 29 ottobre, il Giunta regionale del Veneto, dopo essersi "confrontata con il Comune di Cortina d'Ampezzo e la Provincia di Belluno" e dopo aver "visionato le risultanze dello studio di fattibilità condotto per scegliere come e dove svolgere le gare di bob, parabob, slittino e skeleton dei Giochi Olimpici 2026”, ha deciso che l'attuale pista "Eugenio Monti" verrà riqualificata in tempo le olimpiadi invernali 'prenotate' dalle regioni Veneto e Lombardia (qui articolo).

 

Una notizia accolta con dubbio da numerose associazioni ambientaliste, ma non solo. Dopo la consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda (qui articolo), ora ad esprimersi con un comunicato sono state le associazioni Mountain Wilderness Italia, Wwf Terre del Piave Belluno-Treviso, Italia Nostra Sez. di Belluno, Ecoistituto Del Veneto “Alex Langer”, Gruppo Promotore Parco del Cadore e Peraltrestrade Dolomiti. 

 

"Ecco la grande bugia perché, date le caratteristiche tecniche attuali e lo stato in cui si trova ora, non basterà una “riqualificazione” - si legge nel comunicato a firma delle associazioni - per le Olimpiadi la pista dovrebbe essere completamente rifatta e quindi non si utilizzerebbe un'infrastruttura esistente, come invece hanno dichiarato i proponenti nel Dossier di candidatura Milano - Cortina 2026".

FOTO. Le attuali condizioni della vecchia pista da bob "Eugenio Monti" a Cortina d'Ampezzo

"La nuova pista costerà, secondo le ultime dichiarazioni, 61 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti gli oneri di gestione per almeno dieci anni, che la Regione Veneto si è impegnata a sostenere. Il rischio concreto è che l'Italia ripeta l'errore fatto per Torino 2006: la pista da bob di Cesana è stata utilizzata solo in occasione delle Olimpiadi e subito dopo abbandonata in quanto economicamente non sostenibile. Anche allora gli ambientalisti avevano proposto di gareggiare nelle strutture preesistenti della vicina Albertville, ma non c'era stato niente da fare".

 

"Oggi, per Cortina, la situazione è identica. Gli ambientalisti propongono che per le gare olimpiche si utilizzi l'impianto esistente di Innsbruck (con costi assai ridotti) evitando di investire milioni di euro in un'opera di cui non si sente la necessità. La montagna bellunese non ha bisogno di cattedrali nel deserto e lo stesso Cio ha espresso perplessità sul rifacimento della pista di Cortina".

 

"La pista da bob "Eugenio Monti" potrebbe anzi essere conservata e valorizzata quale infrastruttura di interesse architettonico e storico, testimonianza delle Olimpiadi del 1956, all'interno di un'area rinaturalizzata con un progetto ad hoc. Fare una struttura nuova in quei luoghi, significherebbe cancellarne la traccia, perché la vecchia pista verrebbe smantellata. Anche i campi da tennis, tra l'altro, sarebbero molto probabilmente sacrificati".

 

"Quante buone cose, e più socialmente utili, si potrebbero fare con quei 61 milioni? E quante aspettative attese da anni da questo territorio potrebbero venire finalmente soddisfatte?", concludono.

 

 

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