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Bivacco sul Pasubio vandalizzato, il gestore del Rifugio Papa: ''Bastava bussare. Ora c'è la moda di girare di notte in montagna senza preparazione. Va disincentivata''

Il Bivacco Marzotto-Sacchi è stato vandalizzato e forzato nella notte, il gestore del rifugio: ''Non capisco perché dopo aver utilizzato le nostre coperte pulite queste persone si sentano anche in dovere di vandalizzare quello che hanno appena utilizzato''. E sulle critiche al fatto che il Papa chiude la notte spiega: ''Noi ci siamo in caso di necessità, non di supporto a chi si prende la libertà di vagare di notte a 2000 metri pretendendo poi di trovare bar aperti e cibo caldo a qualsiasi ora'' 

Di Luca Pianesi - 21 giugno 2022 - 17:25

VALLI DEL PASUBIO. ''Posso anche passare sopra al fatto che qualcuno si permetta di entrare in casa d'altri senza chiedere permesso, ma non capisco perché questo qualcuno dopo aver utilizzato le nostre coperte pulite si senta anche in dovere di vandalizzare quello che ha appena utilizzato. Probabilmente la risposta c'è ma non mi sembra il caso di scriverla qui''. Questo quanto scritto dal gestore del Rifugio Achille Papa, Renato Leonardi, domenica 19 giugno sui canali social del rifugio che si trova sul Monte Pasubio.

 

In questo modo ha reso pubblico lo sdegno per l'ennesimo atto vandalico avvenuto ai danni del Bivacco Marzotto-Sacchi. Una gigantesca ''A'' simbolo di anarchia è stata disegnata sulla facciata della struttura che si trova a quota 1940 metri a pochi metri di distanza dal rifugio. Si tratta di un bivacco invernale, per dare ricovero a chi nel periodo di chiusura del Papa si trova in difficoltà e ha bisogno di un ''tetto''. Dunque quando inizia la stagione estiva viene chiuso, perché apre il Rifugio, e resta a disposizione dei gestori della struttura principale.

 

Proprio per questo sulla porta, di notte, viene apposto un lucchetto. Nei giorni scorsi tale lucchetto è stato forzato. Le persone giunte in notturna sul luogo hanno preferito utilizzare il bivacco, spaccando il lucchetto, e vandalizzarlo con una bomboletta rossa. Sulle pagine social del Rifugio molti buontemponi hanno pensato bene di aizzare una polemica comunque contro chi gestisce il Papa perché, a detta loro, se ci si trova di notte in quella zona il rifugio è comunque chiuso e quindi, forse, per questa ragione le persone in oggetto hanno preferito usufruire del Bivacco Marzotto-Sacchi salvo poi vandalizzarlo.  

 

Al riguardo il gestore Leonardi ha voluto rispondere così alle critiche. ''Il Bivacco Invernale Marzotto Sacchi di proprietà del Cai di Schio non è un locale di villeggiatura - scrive - ma un locale costruito per andare incontro alle possibili criticità che possono crearsi in periodi in cui il rifugio è chiuso. Nei periodi di apertura del rifugio è al servizio del rifugio. Detto questo il rifugio funge in caso di bisogno da posto di chiamata e presidio del Corpo nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico. Posto di chiamata non significa che le porte del rifugio sono aperte 24 ore su 24 ma che a qualsiasi ora si abbia bisogno di soccorso siamo disponibili a dare una mano a chi lo richiede. Basta telefonare o semplicemente bussare alla porta''.

 

Ma il gestore chiarisce che a quell'ora si parla di ''caso di necessità, non di supporto a chi si prende la libertà di vagare di notte a 2000 metri pretendendo poi di trovare bar aperti e cibo caldo a qualsiasi ora. Nei rifugi del Cai - spiega - vige un regolamento che salvaguarda il riposo degli ospiti e in accordo con la Sezione proprietaria abbiamo deciso di rispettarlo e di non diventare un punto di riferimento per nottambuli. Questo sia per ragioni pratiche, la vita in rifugio inizia solitamente alle 5:30 e termina alle 22:30 ben oltre gli orari di lavoro abituali per la maggior parte delle persone, ma anche per una semplice riflessione: negli ultimi anni si è sviluppata la moda di girovagare nottetempo specialmente nelle notti di luna piena, attività sicuramente appagante ma che richiede in questi luoghi preparazione ed equipaggiamento adatto''.

 

Ed ecco il chiarimento: ''Quella di chiudere il rifugio in orario canonico è stata una decisione volta a non incentivare la frequentazione notturna della Strada delle Gallerie da parte di sprovveduti. Sapere che il rifugio ad una certa ora chiude vuole essere un messaggio chiaro per tutti: bellissimo girare di notte ma bisogna essere autosufficienti e in grado di superare i momenti di crisi. Una semplice congestione lungo un percorso come le Gallerie del Pasubio in orario notturno può avere gravissime conseguenze. Per poter prestare aiuto in questo particolare percorso servono molte ore di lavoro, l'intervento di un elicottero anche se possibile diventa rischiosissimo per l'equipaggio. Quindi chi vuole farlo è liberissimo ma cerchi di farlo con coscienza e rispetto delle cose e della vita degli altri''.

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