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Bracconiere beccato nell'area protetta forza il blocco dei guardaparco e ferisce uno di loro colpendolo col pickup, i carabinieri lo intercettano a casa

L'uomo è stato intercettato dai carabinieri al suo rientro a casa e nell'abitazione sono stati trovati altri fucili e proiettili che non poteva detenere perché gli era già stato revocato il porto d'armi. Ora rischia una pena massima fino a 5 anni di reclusione e una sanzione pecuniaria fino a 12.500 euro

Pubblicato il - 25 novembre 2023 - 10:03

COGNE. Era a bordo di un pickup con fucile carico pronto all'uso. Alla vista dei guardaparco ha tentato la fuga forzando il posto di blocco e colpendo a una mano, con lo specchietto del mezzo, uno dei guardaparco intervenuti per bloccarlo. Alla fine lo hanno intercettato i carabinieri al suo rientro a casa e nell'abitazione sono stati trovati altri fucili e proiettili che non poteva detenere perché gli era già stato revocato il porto d'armi. Ora rischia una pena massima fino a 5 anni di reclusione e una sanzione pecuniaria fino a 12.500 euro.

 

Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e detenzione abusiva di armi un bracconiere beccato negli scorsi giorni dai guardaparco del Gran Paradiso. L'uomo stava operando nel cuore dell'area protetta ed è stato intercettato in Valnontey. A raccontare l'accaduto lo stesso parco che spiega come l'intervento provvidenziale sia stato fatto dai guardaparco Giovanni Bracotto, Mario Bizel e Alice Naudin, i quali durante il turno di servizio hanno intercettato un pickup sul quale era appostato il bracconiere, armato di un fucile che era in procinto di usare. Alla vista dei guardaparco lo stesso è fuggito, forzando il posto di blocco e colpendo ad una mano, con lo specchietto del pickup, uno dei guardaparco intervenuti per bloccarlo (causando una contusione con sette giorni di prognosi).

 

Identificato, in quanto individuo già noto al Corpo di Sorveglianza e residente a Cogne, è stato immediatamente segnalato alla Magistratura e ai Carabinieri che lo hanno fermato il giorno seguente al rientro a casa. È seguita la perquisizione del domicilio e il sequestro del pickup, di alcuni fucili da caccia e proiettili che il bracconiere non avrebbe potuto detenere, in quanto gli era già stato revocato precedentemente il porto d’armi; i guardaparco hanno quindi proceduto alla denuncia, ai sensi della Legge 157/1992 sulla caccia e della 394/1991, per introduzione di armi e caccia all’interno di un Parco Nazionale, art. 337 codice penale per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e detenzione abusiva di armi e rischia una pena massima fino a 5 anni di reclusione e una sanzione pecuniaria fino a 12.500 euro.

 

Bruno Bassano, direttore del parco, commenta: “Un plauso ai nostri guardaparco che hanno prontamente sventato un tentativo di bracconaggio proprio nel cuore dell’area protetta. Il Corpo di Sorveglianza si rivela una volta ancora fondamentale per l’importante ruolo svolto nelle attività di conservazione e di prevenzione delle pratiche illecite nel Parco, che sono alla base di una corretta gestione di un’area protetta“.

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