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"Disposto a tutto per riportarle a casa" (VIDEO), al lavoro da giorni per recuperare oltre 100 pecore (e agnelli) bloccate su un precipizio: "Per me non sono solo 'numeri'"

Il racconto dell'allevatore Stefano Villani: "Ammetto di aver rischiato molto ma amo con tutto me stesso le mie pecore, non sono 'numeri': per loro sono disposto anche a spendere tutti i guadagni della stagione. Diverse sono morte precipitando ma fortunatamente alcune sono tornate a casa. Una di loro è la piccola Sion, nata in mezzo a tutto questo trambusto e ora finalmente al sicuro"

Di S.D.P. - 19 ottobre 2023 - 18:02

SONDRIO. C’è preoccupazione ma anche indescrivibile amore nelle parole dell’allevatore 34enne Stefano Villani, che da giorni sta lavorando con il supporto dell'elicottero al recupero delle sue pecore, finite in una zona impervia a 2.600 metri di quota: “Per loro spenderei anche tutti i guadagni della stagione – anticipa a Il Dolomiti -. Sto mettendo in campo qualsiasi mezzo pur di riportarle a casa”. 

Oltre cento delle sue pecore sono rimaste bloccate venerdì scorso su un salto di roccia a due passi da un burrone profondo centinaia di metri: una zona particolarmente impervia della Val Masino. Da allora, il 34enne le sta provando tutte per salvare i suoi animali. 

 

“Venerdì scorso si sono dirette in quota scappando da qualcosa o da qualcuno sull'Alpe Porcellizzo: forse, a spaventarle, dei cani o dei predatori. Così sono finite in una zona talmente impervia che ci è stato inizialmente impossibile raggiungerle”. Tutto è cominciato dalla telefonata di un 'vicino di alpeggio', "che mi ha allertato della presenza di pecore su dei salti di roccia - rivela Villani -. Salito in quota mi sono reso conto che le la maggior parte dei miei animali era sparita ed ho quindi chiamato un elicottero per sorvolare la zona e cominciare a cercarli".

 

Scandagliata la zona con tanto di binocolo, "ci siamo accorti della presenza di corvi e, poco dopo, di carcasse: 20 delle mie pecore e 15 agnelli che avevano solo pochi giorni di vita sono morti precipitando - racconta con dolore -. Altre pecore erano invece su una cengia, immobili, ammucchiate e terrorizzate: sicuramente sono state spaventate da qualcosa".

 

Dopo la prima giornata di ricerche si sono susseguiti diversi altri giorni di tentativi, "durante i quali i vigili del fuoco si sono sempre detti disponibili a collaborare - prosegue -. Hanno anche provato a calarsi con le imbracature per recuperare gli animali ma il tentativo è andato in fumo a causa della nebbia e del maltempo, che avrebbe reso l'operazione troppo pericolosa".

 

Ad oggi, all'appello mancano ancora 50 capi, "che abbiamo avvistato ma che si trovano in una zona impossibile da raggiungere - conclude il 34enne -. La volontà è quella di attirare le pecore e farle camminare verso destra per raggiungere un punto a noi pi accessibile e recuperarle". Le operazioni continueranno anche in queste ore e non si sono di fatto mai fermate, se non di notte: "Sono salito in quota anche a tarda sera per recuperarne alcune: fortunatamente, un amico e mio nipote mi hanno aiutato a rientrare al buio guidandomi con la luce delle torce".

"Ammetto di aver rischiato molto ma amo con tutto me stesso i miei animali: ognuna di loro ha una storia particolare che conosco alla perfezione, nonostante siano tantissime. Non sono un numero ma i miei animali, alcuno dei quali acquistati da persone davvero speciali. Per loro sono disposto anche a spendere tutti i guadagni della stagione: l'unica cosa che desidero è riportarle a casa". 

Una terribile vicenda che ha colto alla sprovvista l'allevatore, che qualche giorno prima fin alpeggio aveva visto nascere dei meravigliosi agnellini: "Diversi sono morti ma fortunatamente alcuni sono tornati a casa. Una di loro è la piccola Sion (nome che rimanda all'Alpe Sione - FOTO DI COPERTINA) nata in mezzo a tutto questo trambusto e ora finalmente al sicuro". Nonostante i momenti di paura, difficoltà "e le tante lacrime", non è mancato il calore umano di chi si è offerto di aiutare Stefano: "Piccoli grandi gesti che ci ricordano che nel mondo c'è ancora umanità". 

 

Villani è stato premiato da Coldiretti poco tempo fa agli "Oscar Green Lombardia" per il recupero delle razze storiche e in via d’estinzione in Val Masino, che attualmente alleva. Da muratore ad allevatore, ha aperto la sua azienda agricola a San Martino, sul versante retico delle Alpi Centrali, con la volontà di creare un’impresa che sapesse valorizzare i prodotti del territorio puntando sulla biodiversità locale. 

 

Oltre a produrre formaggi dal latte di mucche e capre, alleva 80 capi di suino nero delle Alpi e circa 50 pecore di razza ciutaSi tratta di razze rustiche, tipiche della Valtellina e un tempo molto diffuse, che Villani cresce in ampi spazi all’aperto o al pascolo e da cui ricava carni e salumi pregiati che vende direttamente al consumatore nello spaccio aziendale.

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