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Ancora pochi giorni per formare le liste. Nel Pd è scontro sul capolista e nell'Upt si cercano giovani leve

Oggi la decisione dei dem che dovranno ratificare l'elenco dei candidati in assemblea. Giovedì termine ultimo per il deposito 

Di Donatello Baldo - 16 settembre 2018 - 18:13

TRENTO. Manca poco alla scadenza per il deposito delle liste che correranno alle prossime elezioni. Alcuni partiti, soprattutto i più piccoli, le hanno già depositate. Altri sono ancora in alto mare, alle prese con le rivendicazioni di chi vorrebbe un posto come capolista, con la garanzia di un seggio. 

 

La coalizione maggiormente in ritardo con la messa a punto delle candidature è quella di centrosinistra, la nuova Alleanza democratica e popolare per l'Autonomia. Arrivati in ritardo nella scelta del candidato presidente, scelta che poi è andata su Giorgio Tonini, Pd e Upt sono tra gli ultimi a decidere. 

 

Il Pd deciderà entro oggi, lunedì 17 settembre, e oggi stesso la decisione della commissione elettorale dovrà essere ratificata dall'assemblea provinciale convocate per l'occasione. Sembra che le intenzioni siano quelle di rispettare un rigoroso ordine alfabetico: "Non mi sembra che il partito sia unito a tal punto da riuscire a trovare la convergenza su un capolista che rappresenti tutti", afferma un componente del parlamentino.

 

Ed è vero. I dem si sono divisi come non mai in questi ultimi mesi, spaccati sulla scelta del candidato presidente, spaccati sul sì o sul no a Rossi. Un nome unitario sarà difficile da trovare. Si mormora su Alessandro Olivi, ma anche su Monica Baggia, che accetterebbe la candidatura solo se messa come capolista. Ma come abbiamo detto, sembra che l'assemblea si orienti sulla composizione della lista in ordine alfabetico. 

 

Prima di dire chi sarà in lista, diciamo che non ci sarà più Donata Borgonovo Re, che di voti ne aveva portati una valanga, e non ci sarà nemmeno Violetta Plotegher. In forse Mattia Civico: aveva annunciato il suo addio al Consiglio provinciale ma ci sono forti pressioni del partito affinché cambi idea.

 

Ci sarà invece una new entry, e la notizia è quasi certa: correrà con il Pd l'ex consigliera del Patt Chiara Avanzo che ha abbandonato il gruppo delle Stelle Alpine in dissenso alla decisione di Rossi di correre da solo. "Non ho ancora deciso", ha fatto sapere, ma sembra più sì che no. 

 

Tra gli assessori comunali sembra tramontare l'ipotesi di Maria Chiara Franzioia candidata alle provinciali. Salgono invece le quotazioni di Andrea Robol, che però correrebbe solo se non fosse costretto a dimettersi dall'incarico che ora ricopre: se va male, vorrebbe tornare a fare l'assessore in Comune,

 

Ore di frenesia anche nell'Unione per il Trentino. Dopo la lunga trattativa che ha portato alla decisione di scegliere Tonini come candidato presidente, l'Upt è uscita con le ossa rotte. In molti avevano scommesso su Daldoss, comunque su un allargamento ai civici che non c'è stato. 

 

Mario Tonina se n'è andato sbattendo la porta, dicendo che col piffero che si sarebbe candidato. Sembra che dal centrodestra gli abbiano offerto un posto in lista e si è riservato di decidere a breve. Non ci sarà Tiziano Mellarini, ma l'aveva già annunciato. Ci saranno invece gli altri uscenti: Pietro De Godenz e Giampiero Passamani, quest'ultimo su pressione della sua base in Valsugana. E l'ex senatore Vittorio Fravezzi che ha seguito tutte le trattative dell'estate della politica trentina. 

 

Ma la lista dell'Upt, oltre ai big, potrebbe puntare sulla novità: la presenza di giovani leve, giovani attivisti che in questi anni sono stati in secondo piano, schiacciati dai notabili che dalle valli scendevano con la carriola piena di preferenze.

 

Una scelta obbligata perché non sembra sia facile per l'Unione per il Trentino mettere assieme una lista come si deve, con forti rappresentanti del territorio. Ma forse una scelta anche politica, la volontà di creare nuovi dirigenti che possano rinverdire il partito che se non si rinnova rischia di sparire

 

 

 

 

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