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Grillo: ''Non credete ai cambiamenti climatici, gli alberi abbattuti tutti uguali, sembrano dell'Ikea''. E' polemica: ''Indecente, un pagliaccio''

Il presidente della Provincia di Belluno: "Preferisco non commentare. Impegnati a ripartire". De Menech: "Si stima siano caduti 14 milioni di alberi, ci sono ancora centinaia di famiglie sfollate e decine di migliaia di persone senza acqua potabile e senza energia elettrica e un pagliaccio che è anche capo politico del primo partito italiano si permette di prenderci in giro"

Di Luca Andreazza - 11 novembre 2018 - 19:25

TRENTO. "Cambiamenti climatici? Non credeteci. Ho visto le foto del bellunese, alberi caduti tutti uguali, pareva l'Ikea. La verità è che le catastrofi sono il nostro Pil, costruiamo e ricostruiamo", queste le parole di Beppe Grillo dal palco di Jesolo tra ironie e sospetti.

 

Una battuta, ma del politico o del comico? C'è infatti un problema, Grillo non è più un comico puro, è pur sempre il padre del Movimento 5 stelle e così non si capisce dove inizia la battuta, il complottismo o l'offesa. Un confine sottile. E già si era scottato al Circo Massimo di Roma, quando aveva chiamato in causa autismo e Asperger. Anche in quel caso, tantissime le polemiche (Qui articolo).

 

Da genovese avrebbe potuto giocare in casa e prendere come esempio il Ponte Morandi. Invece in casa (d'altri) si è buttato su quel bellunese che ancora oggi, come il Trentino, affronta l'emergenza. Province che non hanno praticamente mai dormito e si sono rimboccate le maniche fin da subito per rialzarsi. Ferite sì, ma pronte a ripartire.

 

"Una battuta che non è commentabile. Lascio ai cittadini valutare queste parole", risponde Roberto Padrinpresidente della Provincia di Belluno, che però tradisce l'amarezza nella voce e aggiunge "Da sindaco di Longarone non posso paragonare l'ondata di maltempo al Vajont: la carica, anche emotiva, di quella disgrazia non penso abbia eguali. Ma questo evento è peggiore dell'alluvione del 1966 per la vastità territoriale". 

 

 

La Provincia di Belluno riparte. "La fase emergenziale è conclusa - dice Padrin - anche se permangono alcune situazioni davvero delicate nell'Alto Agrodino, come Rocca Pietore e Taibon Agordino, che in breve tempo è passato da un devastante incendio all'alluvione. Siamo in piena attività per ripristinare tantissime criticità prima dell'inverno: strade, reti di protezione e messa in sicurezza del suolo".

 

A questo si aggiungono la rete elettrica e acquedottistica. "Serve un ragionamento serio sul futuro. Questo evento - prosegue il presidente - deve essere uno spartiacque. Un'ondata di maltempo eccezionale, ma nel 2018 non è possibile avere problemi di reti elettriche e telefoniche saltate, intere zone isolate senza acqua e luce. Si deve intervenire perché in caso di fattori particolari, queste disagi non possano più capitare".  

 

Non le manda a dire anche Roger De Menech, deputato bellunese del Pd e già nel comitato del Fondo dei comuni confinanti. "Grillo è semplicemente indecente. Un clown, direbbero gli inglesi - commenta su Facebook - un pagliaccio. Sono arrabbiato e indignato per le prese in giro ai bellunesi arrivate dal capo del Movimento 5 stelle".

 

Un ondata di maltempo che portato morti, abitazioni e infrastrutture danneggiate, ma anche disastro ambientale e paesaggistico. La conta dei danni in Trentino è di 300 milioni di euro, mentre nel bellunese si parte da un miliardo.

 

"Solo nel bellunese - conclude De Menech - si stima siano caduti 14 milioni di alberi, ci sono ancora centinaia di famiglie sfollate e decine di migliaia di persone senza acqua potabile e senza energia elettrica e un pagliaccio che è anche capo politico del primo partito italiano si permette di prenderci in giro, di negare i cambiamenti climatici e addirittura di ipotizzare un complotto? Se avesse un minimo di dignità dovrebbe chiedere immediatamente scusa e devolvere alle popolazioni disastrate dal maltempo di questi giorni i milioni che guadagna con i suoi spettacoli in cui si permette di dileggiare chi è stato colpito dal maltempo". 

 

 

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