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Bufera sulla maglietta Carrefour. Conzatti: "Fatto gravissimo e messaggio inaccettabile. Nel nostro Paese 8 milioni di donne subiscono violenza"

L'azienda si è scusata e ha ritirato le magliette. Non si placano, però, le reazioni di sdegno. Cirinnà: "La violenza contro le donne è notizia di ogni giorno". Fedeli: "Mercificazione di una tragedia di queste dimensioni è un fatto intollerabile". Valeria Valente, presidente della Commissione femminicidio: "Vi pare normale che in un Paese dove viene uccisa 1 donna ogni 2 giorni si possa mettere in vendita una t-shirt del genere?". Laura Boldrini: "Maglietta vergognosa"

Di Arianna Viesi - 27 October 2019 - 21:04

TRENTO. Figure bianche su sfondo blu. Nella prima vignetta una donna e un uomo che discutono. Si vede, chiaramente, la donna che parla ad alta voce. Nella seconda immagine, invece, la donna precipita. A spingerla l'uomo, rappresentato con il braccio teso. Sotto le immagini, la scritta in inglese "Problem solved", problema risolto.

 

La maglietta era in vendita nei supermercati Carrefour. Non si sono fatte attendere le reazioni indignate di semplici cittadini e cittadine, e del mondo politico.

 

A sollevare il caso Monica Cirinnà che ha twittato: "Ho appena visto questa maglietta in vendita al Carrefour. Se una donna parla troppo, meglio liberarsene? L'azienda sposa questo messaggio? Gravissimo, specie in un paese in cui la violenza contro le donne è notizia di ogni giorno. Chiariscano, o dovrò buttare la mia tessera". 

 

Anche la ministra della Famiglia Elena Bonetti, in un post su Facebook, ha rivolto dure critiche all'azienda: "Magliette come questa sono purtroppo ovunque in vendita nel web, in Italia e non solo, a testimonianza di una cultura inaccettabile e dilagante di violenza sulle donne. È una battaglia difficile che vinceremo solo se sapremo affrontarla insieme, in prima persona. Il cambiamento sta a noi, nelle nostre parole, nei gesti. E anche nei nostri acquisti".

 

Valeria Fedeli, capogruppo in Commissione diritti umani, aggiunge: "È gravissimo che un'azienda produca magliette che incitano al femminicidio. Ancora più grave che una nota catena di supermercati si metta a disposizione per distribuirle". E ricorda: "In un Paese dove ogni 72 ore una donna viene uccisa, la mercificazione di una tragedia di queste dimensioni è un fatto intollerabile". 

 

Valeria Valente, presidente della Commissione femminicidio: "Vi pare normale che in un Paese dove viene uccisa 1 donna ogni 2 giorni si possa mettere in vendita una t-shirt del genere?". Laura Boldrini ha definito la maglietta "vergognosa". 

 

Dopo la bufera, l'azienda, contattata da La Repubblica, ha presentato le sue scuse imputando lo scandalo ad un errore e annunciando l'avvio di un'indagine interna.

 

Nella vicenda è intervenuta anche Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva, con parole molto forti."Lo riteniamo un fatto gravissimo. Ne abbiamo parlato informalmente anche con le componenti della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. L'azienda si è scusata e ha ritirato la maglietta, certo, ma il messaggio gravissimo rimane".

 

I maltrattamenti e le violenze toccano, nel nostro Paese, 8 milioni di donne. "Un fenomeno diffuso, e trasversale. Il messaggio lanciato dalla maglietta di Carrefour è un messaggio drammaticamente simbolico: quando una donna esprime la propria opinione, il proprio modo d'essere, è un problema. E i problemi vanno risolti, in un modo o nell'altro. Una cosa inaccettabile e incostituzionale".

 

La Commissione parlamentare porta avanti numerosi progetti d'intervento in tal senso. "Ma non basta - continua Conzatti -. Abbiamo chiesto un appuntamento al premier Conte. Fra una decina di giorni lo incontreremo e chiederemo un intervento massiccio da parte del Governo con campagne informative che lancino un messaggio forte". 

 

"E poi, soprattutto, dovrebbe iniziare a sentirsi la voce degli uomini. Ci sono situazioni in cui gli uomini intervengono, con fermezza, contro la violenza di genere. Penso all'Associazione italiana calciatori che ha promosso la campagna "Facciamo gli uomini".

 

"Il problema che sta alla base è, essenzialmente, un problema culturale . Drammaticamente culturale. Stiamo parlando di cifre altissime: 8 milioni di donne. Un fenomeno strutturale, insomma. Dai dati emerge, infatti, che l'85% dei casi di violenza si consuma tra le mura domestiche o, comunque, in ambito familiare".

 

A chi derubrica la vignetta a semplice battuta, Conzatti risponde: "Non si rendono conto della gravità del fenomeno. Per quanto riguarda l'azienda, l'idea che mi sono fatta è che si sia trattato di una campagna strutturata appositamente. Una maglietta di questo tipo crea ovviamente dibattito e quindi, di rimando, pubblicità. Messaggi come questo vanno stigmatizzati con fermezza". 

 

"Un episodio bassissimo, ma drammaticamente reale. Dobbiamo renderci conto che la violenza di genere è veramente, e tragicamente, un problema del nostro Paese. Ce lo dicono i numeri. Dopo tutte le battaglie fatte, ci ritroviamo ancora qui. A combattere questa piaga", conclude Donatella Conzatti.

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