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Capo di gabinetto ''hater'' su Twitter. Fugatti dopo 4 giorni prende le distanze ma (al momento) lo lascia al suo posto

Viene da chiedersi cosa avrebbero fatto i membri della giunta se le signore fotografate da Ivan Cristoforetti e messe su Twitter con frasi del tipo ''gran figueria'' o ''festa della prugna'' fossero state loro parenti. O se oggetto degli insulti (per i quali è stato bannato da molti) lanciati dallo stesso braccio destro di Spinelli fossero state persone a loro vicine. Forse avrebbero capito che questo è proprio quel tipo di comportamenti che nelle scuole ai nostri figli cerchiamo di spiegare che è sbagliato

Di Luca Pianesi - 24 maggio 2019 - 18:59

TRENTO. Verrebbe da chiedersi cosa avrebbe fatto il presidente Fugatti se una delle signore fotografate a ''tradimento'' sulla spiaggia, in costume da bagno, dall'attuale capo di gabinetto dell'assessore Spinelli, e caricate su Twitter con frasi del tipo ''selfie con bella figueira'' o ''giornata mondiale della prugna'' fosse stata la sua mamma, la sua nonna o una qualche tipo di conoscente o parente? Forse si sarebbe risentito? Gli sarebbe dispiaciuto? Avrebbe fatto un comunicato stampa per spiegare che il comportamento dell'attuale capo di gabinetto andava condannato? Non lo sapremo mai perché le signore ritratte nei fantastici selfie di Ivan Cristoforetti sono persone come noi, voi, prese a caso su una spiaggia e quindi non degne nemmeno di uno ''scusate'' ufficiale.

 

Ci chiediamo se fosse così difficile capire che questo, assieme alle frasi sessiste contro politiche come Mara Carfagna (''L'ho sempre considerata gnocca. Non intelligente o capace. Ma gnocca si''), Cecile Kyenge o Laura Boldrini, donne in generale che se va bene sono ''gnocche'' ma se va male vengono insultate perché sono dei ''cessi'' o delle ''vecchie'' e il ricorrere a parole come ''muslim'', ''negri'', ''gay'', è proprio quel comportamento che nelle scuole si cerca di scardinare, di spiegare ai bambini e agli studenti che è tipico dell'hater e che è al limite del cyberbullismo (tanto che in molti, da Vittorio Zucconi alla stessa Mara Carfagna, si sono trovati costretti a bloccare il capo di gabinetto dell'assessorato all'economia e lo sviluppo perché stufi).

 

''Ci sono persone che effettivamente possono non avere buonissime abilità sociali - spiega Serena Valorzi, psicologa e psicoterapeuta autrice del libro Cyberbullismo (Guida completa per genitori, ragazzi e insegnanti) - altri, invece, fanno queste cose e non si rendono conto degli effetti che possono causare sulle altre persone. Spesso siamo davanti a una vera e propria mancanza grave nelle abilità sociali. Vi è l'inconsapevolezza di come si usa il mezzo tecnologico e dell'amplificazione che esso provoca dei propri concetti. E parlo di inconsapevolezza perché se si è consci sia di quel che si dice sia della portata del mezzo allora i problemi da affrontare sono di altro tipo''. 

 

''Come istituzione, però - prosegue Valorzi - ci si deve assolutamente dissociare dai messaggi che manda questa persona. Non farlo significa essere conniventi. Poi si può agire in maniera non punitiva per far capire l'errore compiuto in altro modo. Uscendo da questo contesto l'istituzione può non ergersi giudice ma tentare di comprendere e aiutare la persona che si comporta così. Si deve mantenere una linea molto ferma ma non punitiva, far capire a chi si comporta in questo modo, per esempio in un contesto scolastico, che ha sbagliato assolutamente ma cercando di spiegargli le conseguenze che provoca con il suo comportamento per farlo smettere''. 

 

Oggi, mentre la notizia è finita anche su Repubblica (dopo che se n'è occupato anche Open di Mentana e il Corriere), il presidente della Provincia Fugatti, finalmente, a quattro giorni dalla prima uscita de il Dolomiti (QUI ARTICOLOche ha portato alla luce la questione, incalzato dai giornalisti in sala stampa si è limitato a dire: ''Noi condanniamo qualsiasi iniziativa di quel tipo, ci dissociamo completamente. Ma sulla permanenza nel suo ruolo (di Cristoforetti ndr), non ci facciamo dire da altri l'agenda di quello che deve accadere. Interverremo nei tempi e nei modi che riterremo opportuno come giunta".

 

Insomma mentre tutti si indignano, compresa la stampa nazionale, le opposizioni e le parti sociali, la giunta si mette sulla difensiva e appare, anzi, quasi stizzita, tirata per la giacchetta. Resta la domanda: chissà cosa sarebbe accaduto se una di quelle signore fosse stata la mamma o la nonna di qualcuno della giunta. Forse per prendere le distanze non ci sarebbero voluti 4 giorni e ''i modi e i tempi'' di intervento sarebbero stati diversi. 

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