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Caso del capo di gabinetto hater su Twitter, il Pd in pressing: ''Ma di quanto tempo ha bisogno l'assessore per verificare i selfie e le esternazioni? Sollevatelo dall'incarico''

All'indomani della bufera sul capo di gabinetto di Spinelli, Tonini e Maestri ritornano sulla vicenda per chiedere provvedimenti: " Stile, coerenza e rigore devono essere caratteri distintivi anche di coloro che, collocati nei ruoli più diversi, lavorano per le Istituzioni". In caso di dimissioni, sarebbe il secondo capo di gabinetto a lasciare il ruolo

Di Luca Andreazza - 22 May 2019 - 13:21

TRENTO. "Al di là di una certa preoccupante consuetudine per la quale i membri della giunta sembrano scegliersi il proprio responsabile d’Ufficio quasi senza conoscerlo", così Giorgio Tonini, consigliere provinciale del Partito democratico, che aggiunge: "Ci chiediamo di quanto tempo l’assessore abbia bisogno per chiedere conto al proprio collaboratore di quelle esternazioni, per verificare che abbia le stesse sembianze dell’uomo che si ritrae nei molteplici selfie presenti sul profilo e per trarre di conseguenza l’unica decisione possibile: quella di sollevare il signor Cristoforetti dalle proprie funzioni istituzionali".

 

Non si placa la bufera sul capo di gabinetto dell'assessore allo sviluppo economico e al lavoro all'indomani delle rivelazioni su Il Dolomiti. Il caso è quello che riguarda il braccio destro dell'assessore Achille Spinelli, Ivan Cristoforetti. Il suo profilo su Twitter è stato cancellato non appena pubblicato l'articolo (Qui articolo), ma gli screenshot restano e sono moltissimi. Frasi razzisteconsiderazioni sessisteattacchi a giornalisti e politici nazionali costretti a bannarlo per non essere disturbati oltre.

 

E se l'assessore ha preso tempo: "Verifiche in corso: i fatti non erano noti e l'assessorato sta acquisendo informazioni prima di assumere una decisione in merito" (Qui articolo), dopo le prime reazioni delle opposizioni tra Pd, Futura e Patt (Qui articolo) e quindi dell'ex assessore Alessandro Olivi, Movimento 5 stelle, della senatrice Donatella Conzatti e del consigliere comunale Alberto Pattini (Qui articolo), sono i dem che tornano a farsi sentire

 

Un pressing per chiedere, nuovamente, le dimissioni di Ivan Cristoforetti. "Ho tante giacche nella mia vita. Lavoro in una Istituzione pubblica - commenta Lucia Maestri - la Provincia di Trento, dopo aver lavorato per 23 anni alla Fondazione Bruno Kessler. Sono contestualmente la segretaria del Partito democratico, incarico svolto in modo gratuito perché la politica rimane la mia passione".

 

Dopo le premesse, la segretaria entra nel merito della vicenda. "Voglio distinguere qui le due cose. Sullo sfondo - dice Maestri - rimane l'importante impegno politico. In evidenza c'è la mia appartenenza ad un'Istituzione che intendo, con il mio contributo professionale, onorare ogni giorno. Una istituzione che, anche oggi, ha vissuto una pagina non edificante. Ciascuno di noi, con rispetto, guarda alle figure apicali, a prescindere dal loro colore politico. Ma se le figure apicali, con atteggiamenti, parole, considerazioni inaccettabili, c'è di che essere amareggiati, rimanere senza parole. Stile, coerenza e rigore così come sono giustamente richiesti ai 'politici', devono essere caratteri distintivi anche di coloro che, collocati nei ruoli più diversi, lavorano per le Istituzioni. E non sono pochi quelli praticano stile, coerenza e rigore. Come è normale e giusto che sia".

 

I fatti li abbiamo raccontati nella mattina di martedì 21 maggio: il capo di gabinetto dell'assessore provinciale allo sviluppo economico e alla ricerca, Ivan Cristoforetti, su Twitter da tempo si esibiva in considerazioni al limite dell'imbarazzante, da vero ''hater'', odiatore della rete. Ricorrenti parole come ''gnocca'', ''negro'', ''muslim'', la mission sembrava essere quella di eliminare i ''pididioti'', l'insulto per donne sovrappeso fotografate ''a tradimento'' in spiaggia un classico dell'estate.

 

Il tutto usando uno ''user name'' diverso dal suo (era Iάννη Χριστός ) ma facilmente identificabile perché collegato alla mail inserita da lui stesso pubblicamente nel suo profilo Linkedin (il quale rimandava proprio a quella pagina Twitter). Tutto alla luce del sole, insomma, e una vagonata di sue foto a confermarne l'identità. I post con insulti e allusioni sessiste erano innumerevoli, molti risalenti anche a pochi giorni fa, ma allarmante, per il ruolo che ricopre adesso in qualità di capo di gabinetto dell'assessore all'economia e al lavoro.

 

In caso di dimissioni o rimozione dall'incarico di Ivan Cristoforetti, sarebbe il secondo capo di gabinetto a lasciare il ruolo in meno di tre mesi dopo la vicenda Marika Poletti (Qui articolo).

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