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Cavalese, la Pat boccia la mozione di Degasperi per sbloccare l’impasse sulla risonanza magnetica, ma in Comune la Lega presenta un documento simile

Un vero e proprio cortocircuito politico, se a livello provinciale la giunta leghista boccia la mozione presentata da Degasperi (M5s), per assicurare l’utilizzo a pieno regime della risonanza magnetica dell’ospedale di Cavalese, nello stesso comune (dove la Lega è all’opposizione) ne presenta una per chiedere la stessa identica cosa

Di Tiziano Grottolo - 15 dicembre 2019 - 20:24

CAVALESE. “270mila euro spesi bene, nell’interesse dei cittadini, ora facciamola lavorare” questo il titolo della mozione presentata a novembre dalla consigliera comunale di Cavalese, la leghista Bruna Dalpalù, oggetto della proposta la nuovissima risonanza magnetica inaugurata nell’ospedale fiemmese.  

 

All’inizio dell’anno infatti, il nuovo macchinario è stato installato “in tempi record" nella struttura sanitaria e avrebbe dovuto consentire di effettuare 2500 esami all’anno, ampliando al contempo l'offerta diagnostica. “Mi è stato segnalato – scrive Dalpalù – che a partire dal 22 ottobre 2019 a febbraio 2020 le nuove richieste non verranno più accolte, in quanto in due giorni (lunedì e venerdì) in cui la risonanza è in funzione, sono già saturi di appuntamenti”.

 

Lo stesso problema segnalato già in ottobre, e più volte, anche dai consiglieri provinciali Luca Zeni, del Partito Democratico, e Filippo Degasperi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, quest'ultimo faceva notare con un’interrogazione come “al momento la risonanza funzioni solo il lunedì e il venerdì e dal 22 ottobre 2019 gli appuntamenti sarebbero bloccati fino a febbraio 2020 per la mancanza di personale”. Molto spesso infatti, in una o in entrambe le sedi operative, è attivo un solo medico. Nel caso in cui uno dei due finisse in malattia si creerebbe una situazione giudicata “insostenibile” o comunque che rende impossibile sviluppare ulteriormente il servizio.

 

Alla luce di queste considerazioni il consigliere pentastellato, lo scorso 9 dicembre, presentò un ordine del giorno chiedendo di “intervenire tempestivamente per verificare le ragioni del sottoutilizzo, riportando l’esito della verifica alla competente commissione consigliare e mettere a disposizione” ma anche di “attuare quanto necessario per assicurare l’utilizzo a pieno regime della risonanza magnetica dell’ospedale di Cavalese”.

 

Tornando alla mozione presentata dalla consigliera leghista di minoranza Dalpalù si richiede praticamente la stessa cosa, ovvero: “l’impegno della Giunta e di tutto il consiglio comunale ad attivarsi presso l’assessorato alla salute della Pat (cioè la collega di partito Stefania Segnana ndr)”.

 

Nei giorni scorsi però si è venuto a creare un vero e proprio cortocircuito politico, infatti la giunta provinciale a trazione leghista ha respinto la mozione di Degasperi: "È paradossale che un atto con cui si ribadiva l’importanza dei servizi erogati dall’ospedale di Cavalese sia stato bocciato con una spiegazione inconsistente – commenta il consigliere del M5s – a prescindere dal fatto che nei mesi scorsi l’Apss si sia attivata per reperire il personale mancante (anche se ad oggi la situazione di fatto non è mutata), il Consiglio può sempre rimarcare la vicinanza con chi si impegna nelle valli per preservare i servizi come la consigliera di Cavalese. La bocciatura dell’ordine del giorno è soprattutto uno schiaffo a costoro", la conclusione di Degasperi.

 

Salvo imprevisti la mozione presentata da Dalpalù sarà discussa proprio questa sera (lunedì 16 dicembre) in consiglio comunale a Cavalese, chissà cosa penseranno i consiglieri, in particolare la componente leghista, di tutta questa paradossale situazione. 

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