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Degasperi contro Segnana: “Inanellati una serie di fallimenti, sarebbe da accompagnare alla porta”. E stila la lista

Il consigliere pentastellato boccia su tutta la linea l'operato svolto fin qui dall'assessorato restituendo un quadro sconfortante della sanità trentina: “L’assessora è troppo impegnata nel tour del Trentino tanto da essere soppiantata de facto dal dirigente generale del Dipartimento”. E sulla "lettera dei vaccini" che l'assessorato avrebbe inviato a Roma potrebbe arrivare il ricorso al Tar

Di Tiziano Grottolo - 22 ottobre 2019 - 06:01

TRENTO. “L’assessora Stefania Segnana ha inanellato una serie di fallimenti che, in un mondo normale, avrebbero dovuto accompagnarla alla porta”, non usa di certo mezzi termini, il Consigliere del Movimento 5 stelle Filippo Degasperi, nel giudicare l’opera della titolare dell’assessorato alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia.

 

"Pensare – afferma Degasperi – che quando venne nominata non mi ero permesso di esprimere giudizi affrettati, ma a un anno di distanza non posso che ricredermi e dare ragione a chi ci aveva visto lungo”.

 

Dopodiché il consigliere pentastellato si mette a “fare le pulci” all’assessora partendo dalla medicina generale, dove peraltro alcune vicende sono finite anche in tribunale dopo l’intervento della Cisl sul maxi-ambulatorio di viale Verona e le guardie mediche (articoli QUI e QUI).

 

“Abbiamo assistito a rovesci senza precedenti – attacca Degasperi – medici di base in subbuglio, aggregazioni funzionali territoriali ferme al palo, presidi di guardie mediche inesorabilmente chiusi”.

 

Stessa musica per quanto riguarda le Rsa dove, “nonostante i milioni spesi in più, che a questo punto occorre capire dove siano finiti” medici, infermieri e oss scarseggiano, molto probabilmente per via dei trattamenti giudicati “discriminanti”,  che hanno ripercussioni negative su famiglie e utenti. “Nessun cenno su tutto ciò da parte dell'assessora che immagina di risolvere il problema ristrutturando una casa cantoniera”.Quest’ultimo riferimento è rivolto alla proposta avanzata da Luca Guglielmi alla stessa Segnana che prevede l’affidamento di due alloggi dell’ex casa cantoniera di San Giovanni di Fassa (prima destinati ai richiedenti asilo) agli infermieri non residenti in valle, che ha incassato il via libera dell’assessora.

 

Fra le inefficienze del settore vengono citati anche “vistosi vuoti nei ranghi dei medici ospedalieri che la Sanità trentina riesce solo a far scappare”, mentre a infermieri e operatori si continua a non dare risposte, non solo in merito agli adeguamenti economici ma anche per quanto riguarda la disponibilità ad ascoltare chi si rapporta con i pazienti e le loro famiglie. “Nessuna risposta anche sul fronte della disabilità" continua Degasperi, che fra le altre cose lamenta le risposte “assenti” alle interrogazioni e agli atti ispettivi elaborati.

 

In ballo ci sono infatti diverse interrogazioni che non sono mai state evase, come quelle che chiamano in causa l’Azienda sanitaria a proposito dei tempi lunghissimi “quasi 12 mesi” che servono per prenotare una visita oculistica (QUI articolo). Ma fra le domande senza risposta c’è anche quella che riguarda la misteriosa lettera che Segnana avrebbe spedito al ministero della sanità per chiedere la riammissione a scuola dei bambini non vaccinati (articoli QUI, QUI e QUI). Su questo tema il consigliere del M5s ha agito tramite richiesta di accesso agli atti che, per legge dev’essere evasa entro 30 giorni, ma dall’assessorato la lettera non è ancora stata consegnata tanto da far ipotizzare che forse non sia mai esistita, in tal senso, presto, potrebbe essere depositato da Degasperi un ricorso al Tar.

 

A far discutere c’è anche la nota “così incredibile da farmi pensare ad un falso” attraverso la quale veniva comunicato che, per assicurare l’equilibrio dei conti dell’Apss, le risorse attualmente stanziate dalla stessa Giunta non sarebbero state sufficienti con l’invito a tagliare 120 milioni alla Sanità pubblica. Sul tema dei tagli comunicati già a maggio Segnana aveva chiesto di chiamarli “efficientamento” o, al massimo, “razionalizzazione della spesa sanitaria” (Articoli QUI e QUI).

 

Pochi giorni fa, peraltro seguendo un protocollo piuttosto inusuale, era stato il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti ad annunciare nuovi tagli, questa volta sulle spese per i farmaci oncologici (Articolo QUI).

 

“E i punti nascita – si domanda Degasperi – dovevano riaprire Arco, Borgo Valsugana e Tione a prescindere dal Ministero, perché, dicevano ‘non vorrete mica che quattro burocrati romani mettano i pali tra le ruote all’Autonomia’, eppure se ne sono perse le tracce”. Intanto sull'unico punto nascita che è stato riaperto i dati sono allarmanti (Articoli QUI e QUI)

 

Per Degasperi siamo di fronte a un fallimento su tutta la linea “l’assessora, troppo impegnata nel tour del Trentino, è finita per essere soppiantata de facto alla guida della Sanità dal dirigente generale del Dipartimento”.

 

Nel mirino del pentastellato finiscono anche il progetto Not “ormai è una barzelletta” e la Protonterapia che “langue in un limbo costosissimo mentre si avvicina inesorabilmente la fine del ciclo di vita dell’impianto”, ma pure 118 “messo sotto scacco dalle organizzazioni private divenute, per mancanza di investimenti, talmente indispensabili da potersi permettere di ricattare l’Apss per ottenere più soldi” e le sponsorizzazione della Giunta sull’apertura di cliniche traumatologiche private “pronte a fare profitto sulle disavventure dei turisti dotati di capienti assicurazioni, lasciando agli ospedali pubblici chi l’assicurazione non ce l’ha”.

 

In conclusione afferma Degasperi: “Potremmo parlare di molto altro ma non lo facciamo perché per noi parla il vertice dell’Apss che, buoni rapporti a parte, intuita la rotta, sta rapidamente cercando di abbandonare la nave da cui, purtroppo, noi non possiamo scendere, almeno fino al 2023”.

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