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Dissesto idrogeologico, solo la Provincia di Trento resta senza risorse. Costa: ''Unici a non presentare progetti''

Il ministro all'ambiente giovedì ha spiegato che sono stati stanziati e affidati 315 milioni per far realizzare in tutta Italia 263 interventi. La Provincia di Bolzano ha ottenuto 5,6 milioni di euro. Il Trentino ne avrebbe avuti 5 ma la Pat nonostante i solleciti non ha fatto richieste (ECCO LA REPLICA DELLA PAT)

Di Luca Pianesi - 06 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. ''La Provincia di Trento al momento non ha dato riscontro alla nota del 18/4/2019 e ai successivi solleciti del 14/5/2019 e del 29/5/2019'' e così gli oltre 5 milioni di euro che il ministero dell'Ambiente aveva destinato al Trentino per interventi contro il dissesto idrogeologico sono bloccati. Meglio: al momento il nostro è l'unico territorio italiano che non riceverà risorse per il ripristino e la tutela dell'ambiente e la ragione è semplicissima. ''Trento - spiega il ministro Costa - non ha presentato progetti cantierabili, a differenza di Bolzano e di tutte le altre regioni italiane''.

 

Il ministro, infatti, giovedì ha firmato il piano contro il dissesto idrogeologico che ha spiegato con queste parole: ''Ecco come stiamo proteggendo il nostro territorio. Con i fatti. Ho appena firmato il piano sugli interventi contro il dissesto idrogeologico. Vuol dire che in tre mesi abbiamo stanziato e affidato 315 milioni per far realizzare in tutta Italia 263 interventi. Ripeto: 3 mesi. Sapete quanto ci voleva prima? 2 anni. Abbiamo dato un’accelerazione senza precedenti perché il Paese non può aspettare tutto quel tempo''.

 

Pare possa aspettare, invece, il Trentino visto che la Provincia non avrebbe ancora risposto nulla al ministero nonostante di cose da fare, evidentemente, ce ne sarebbero tante. La tenuta del territorio, infatti, è sempre più a rischio dopo i danni causati dalla tempesta Vaia e le diverse ondate di maltempo che negli ultimi mesi hanno visto alternarsi nevicate fortissime a caldi, caldissimi, con temperature da record inframezzati da violenti nubifragi, non ultimo quello avvenuto in Val San Nicolò dove ha perso la vita una donna e sono state evacuate centinaia di persone.

 

I fenomeni atmosferici si stanno rivelando sempre più estremi con forti piogge e grandinate e non c'è volta, purtroppo, che non si verifichino frane, cadute di alberi e danni di varia natura. Eppure a fronte di una Provincia di Bolzano che ha richiesto per due interventi (la sistemazione e riqualificazione del fiume Isarco e la mitigazione del pericolo di caduta massi sulla Ss12 a nord della galleria del Virgolo) ben 5 milioni e 615 mila euro, un Veneto che ne ha ottenuti quasi 30 di milioni per 34 interventi e tutte le altre regioni italiane che non hanno mancato di far sapere quali opere intendevano realizzare (QUI IL LINK AL DOCUMENTO) per sistemare il territorio e metterlo in sicurezza dalla Pat nessuno ha fatto sapere niente.

 

 

Quanto avvenuto a livello nazionale, ha spiegato Costa, è stato ''un lavoro in perfetta coordinazione con i commissari per l’emergenza, i Commissari per il dissesto e le autorità di bacino distrettuali ha portato a questo risultato. Finalmente oggi si comincia a mettere in sicurezza il territorio senza se e senza ma. Frane, alluvioni, erosioni costiere... Con questo importante atto possono finalmente partire i cantieri che fanno bene al Paese''. E Trento? ''Trento non ha presentato progetti cantierabili - ha risposto il ministro - a differenza di Bolzano e di tutte le altre regioni''.

 

Sul tema abbiamo chiesto un parere alla Pat ma al momento non abbiamo avuto risposta (è arrivato il giorno successivo QUI IL TESTO). Il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, invece, commenta così quanto emerso: ''Siamo perfettamente in linea con l'approccio di sufficienza e scarsa competenza che caratterizza questa giunta improvvisata in ogni argomento e questione''. 

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