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Grandi carnivori, come una serata di ''dis-informazione'' sul lupo mostra come la Provincia ha abbandonato i territori

A Castello Tesino, venerdì sera, i tre sindaci della zona hanno organizzato una conferenza (molto partecipata a dimostrazione del fatto che la gente vuole essere informata) sul lupo ma non hanno avuto il supporto di nessun tecnico o assessore provinciale e, inconsapevolmente, hanno riportato anche alcune cose assurde (come che nella zona gli esemplari sarebbero ibridi, falsità totale) e alla fine la figura migliore l'ha fatta l'ex assessore Dallapiccola, presente in sala, che almeno ha portato la sua esperienza

Di Luca Pianesi - 23 settembre 2019 - 06:01

CASTELLO TESINO. Doveva essere una serata per ''fornire informazioni e sensibilizzare la popolazione tutta'' sul tema lupo (o almeno così era stato scritto sul manifesto promozionale) e grandi carnivori. Si è trasformata in un perfetto esempio di come la politica della giunta leghista, su questa tematica, abbia, di fatto, completamente abbandonato i territori a sé stessi e di come, conscia di non aver prodotto niente in un anno di governo (se non essersi fatti sfuggire M49-Papillon dal Casteller e quindi aver portato un orso sul versante del Trentino dove gli orsi non c'erano) sia incapace di metterci la faccia e preferisca ignorare la questione piuttosto che andare a spiegare alla popolazione lo stato dell'arte della vicenda.

 

Dall'altro lato la serata ha palesato il livello di disinformazione nel quale si trovano ad operare certi amministratori che, proprio perché lasciati soli da chi li dovrebbe aiutare e formare, in primis l'assessorato foresta e fauna della Provincia, si trasformano in megafono di dicerie, da mani nei capelli. Ma andiamo con ordine.

 

La location della serata sul lupo del tesino era Palazzo Gallo a Castello Tesino. Sul palco, davanti a una bella platea di persone attente ed evidentemente desiderose di sapere e di essere informate, nessun tecnico della provincia. Come detto dalla Pat l'intenzione pare essere quella di ignorare la cosa e di informare il meno possibile, d'altronde si sa: meno una cosa la si conosce e più è facile averne paura. La conferenza, allora, è stata affidata ai tre sindaci della zona: Carola Gioseffi, sindaca di Pieve Tesino e capo di gabinetto del presidente della Provincia Fugatti (quello che prima di diventare il numero uno della Pat raccontava anche in Aula che i lupi sono stati trasportati da fantomatici birbaccioni in Trentino QUI IL VIDEO), Angelo Buffa di Cinte Tesino e poi Ivan Boso di Castello Tesino.

 

Boso ha proposto come soluzione, per i lupi della zona e del Trentino, la sterilizzazione ''perché - ha detto candidamente - mi hanno raccontato che sono praticamente tutti ibridi con i cani'' e quindi, per questo, avrebbero meno paura dell'uomo. Una bestialità assurda, visto che lupi ibridi in Trentino non esistono. Poi è arrivato Buffa che ha proposto di fare un bel referendum tra la popolazione e in caso di vittoria dei contrari alla presenza del lupo via di rimozione: i lupi a quel punto potrebbero essere spostati. Altra fesseria immane dall'idea del referendum (stiamo parlando di animali che sono protetti ad ogni livello e sono bene indisponibile dello Stato) per non parlare di quella di ''trasportarli'' via. Da parte sua Gioseffi ha, nei fatti, semplicemente ammesso di non essere un'esperta e di preferire procedere a un'operazione di ascolto della comunità.

 

E' arrivato, quindi, l'intervento più importante e serio: quello del pastore Florio Berti che, proprietario di un gregge di circa 800 pecore, dalla primavera ad oggi ha subito oltre 30 predazioni. Ha spiegato di come abbia provato a posizionare un recinto elettrificato mobile, di come questo recinto non sia bastato (e non poteva bastare perché in contesti simili sarebbe dovuto essere almeno doppio con anche i cani da guardiana pronti a intervenire) e di come abbia anche deciso di piantare una tenda in mezzo al gregge e di dormire tra le pecore, senza ottenere, però, nessun risultato. Ha fatto emergere, con il suo racconto, ancora una volta, drammaticamente come persone come lui siano state lasciate sole in questi mesi. I forestali dopo ogni predazione lo raggiungevano in quota ma erano incapaci di aiutarlo perché sprovvisti di strumenti pratici da mettere in atto.

 

D'altronde la giunta leghista nulla ha fatto, anche in termini di sperimentazioni e di assistenza. Si è limitata a fare incontri con il commissario del governo e a chiedere alle forze dell'ordine di vigilare contro i lupi per garantire l'incolumità pubblica e si è ritrovata dopo pochi mesi con questo provvedimento a spot messo nel dimenticatoio visto che nessun rischio di incolumità pubblica si è mai verificato (ma non solo in Trentino in questi mesi: in Italia negli ultimi 150 anni). Ed ecco, quindi, che l'ex assessore Michele Dallapiccola, presente in sala a Castello Tesino anche con l'ex presidente Ugo Rossi, ha preso il microfono e ha fatto, finalmente, un po' di informazione. Si è alzato tra il pubblico ed ha cominciato a spiegare le cose come stanno: ha smentito la storia dei lupi ibridi e ha spiegato in passato si cercava di intervenire in aiuto ai pastori in difficoltà (a titolo esemplificativo si può ricordare il caso di Sega di Ala: a Malga Boldera, dopo che erano avvenute 3 predazioni in 10 giorni, non 30 come in questo caso, la Provincia era intervenuta realizzando un recinto fisso che tutt'ora funziona ed ha azzerato le predazioni QUI ARTICOLO).

 

Ha raccontato di come lui e i suoi tecnici giravano i territori per spiegare alle comunità cos'è il lupo, come si affronta e come stava procedendo la gestione in provincia, una gestione certamente non perfetta, migliorabile, ma modello di riferimento in Europa, ammirata e stimata da tutti i massimi esperti (non per niente il progetto Life WolfAlps ha vinto il premio europeo Life Award 2019 con la motivazione che è stata ''Capace di coinvolgere il grande pubblico sulla gestione del lupo'' QUI ARTICOLO). E ha raccontato di come all'epoca, quando di sala in sala, di territorio in territorio, si recava per fare informazione (cosa tra l'altro richiesta espressamente agli amministratori dallo Stato come azione di gestione del fenomeno), non mancavano mai le critiche e gli insulti anche pesanti, ma la faccia la Provincia ce la metteva lo stesso.

 

Anche Rossi è intervenuto e ha ricordato che in consiglio provinciale ancora si attende che Fugatti risponda proprio su quanto diceva in passato: e cioè che i lupi sarebbero stati portati in Trentino da qualcuno contraddicendo qualsiasi teoria scientifica, risultanza empirica, pratica, reale e realistica. In sala un silenziosissimo Mauro Sutto, deputato leghista eletto alle ultime elezioni in Valsugana e Tesino. In questi casi, forse, è davvero meglio stringersi sulla propria sedia e rimanere in silenzio.

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