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Il Patt all’attacco di Ghezzi: “Avrà un futuro come barzellettiere”, lui: “Non replico, costruiamo assieme l'alternativa al fugattismo”

A far infervorare gli autonomisti sono state alcune dichiarazioni del consigliere di Futura rilasciate al quotidiano L’Adige dove si rivangavano le vicende delle passate provinciali: “C'è da sperare che in vista delle comunali del 2020 non sia Ghezzi lo stratega”

Di Tiziano Grottolo - 26 settembre 2019 - 19:58

TRENTO. Per convenzione, per indicare la data dello scoppio di un importante conflitto, molto spesso si sceglie un episodio in particolare al quale far risalire l’inizio degli eventi: così per esempio la Seconda Guerra Mondiale iniziò per tutti il 1° settembre 1939 con l’invasione tedesca della Polonia.

 

Parafrasando potremmo dire che il primo attacco fra “quasi amici e possibili alleati”, segna ufficialmente l’inizio della campagna elettorale per le amministrative del 2020 in Trentino.

 

Come nell’ormai consolidata tradizione del Centrosinistra autonomista, il primo attacco arriva da chi meno te lo aspetti, ovvero dai tuoi vicini di area.

“Ghezzi davanti a sé ha un futuro come barzellettiere” il commento caustico con il quale il Patt ha voluto sdoganare alcune esternazioni del consigliere di Futura.

 

A far infervorare gli autonomisti infatti ci sono alcune dichiarazioni, rilasciate da Ghezzi al quotidiano L’Adige, dove si rivangavano le vicende delle passate provinciali.

 

In particolare, vengono citate nel comunicato degli Autonomisti: “mi limito a ricordare che l’anno scorso, in occasione delle elezioni provinciali, a forza di aspettare le decisioni degli autonomisti per noi è arrivato il patatrac”.

 

E ancora: “Se non prevalesse la linea della discontinuità, i nostri assessori Bungaro e Sallizzoni non possono essere considerati alla stregua di amministratori di lungo corso da escludere (...). Abbiamo fatto meglio del Patt”.

 

Apriti cielo: una volta lette, gli autonomisti sono andati su tutte le furie e non ci hanno pensato due volte prima di passare all’attacco: “Ora, non è dato sapere dove Ghezzi fosse per tutti i mesi in cui, al tavolo del centrosinistra, noi autonomisti ribadivamo incessantemente la nostra posizione, sempre uguale e coerente, mentre il tavolo si avvitava su sé stesso in attesa di ascoltare chiunque passasse per strada, in cerca dell'illuminazione”.

 

Inoltre gli autonomisti ci tengono ad evidenziare come anche gli stessi assessori del Patt, come quelli di Futura, siano entrambi al primo mandato e “tutt'altro che considerabili politici di lungo corso ormai a fine carriera”.

 

Ormai in trance agonistica arriva anche l’ultimo affondo autonomista: “Nel campo politico, forse, è meglio che Ghezzi eviti certe sparate, c'è da sperare che in vista delle comunali del 2020 non sia lui lo stratega”.

 

Da parte sua il consigliere di Futura sceglie di non rispondere e prova a smorzare i toni: “Amo l'autonomia, apprezzo le ragioni degli autonomisti, auspico una convergenza anche con loro per una riscossa, nei Comuni, contro lo strapotere provinciale della Lega”.

 

A offendere Ghezzi tutt'al più è l’attacco giudicato del tutto personale: “Da nonviolento non replico, non entro nelle polemiche interpartitiche”.

 

Dopodiché l’ex direttore dell’Adige tranquillizza gli “amici” autonomisti: “Non partecipo né al tavolo provinciale né a quelli comunali, mi interessa solo aiutare a costruire, se possibile, un futuro alternativo al fugattismo. Sono sicuro che anche il Patt lo vuole”.

 

Se il sasso è stato gettato in questo caso nessuno ha nascosto la mano ma a quanto sembrerebbe ognuno ha deciso di tenersi i propri cocci nella speranza che il confronto non si trasformi in una sassaiola.  

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