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Il portavoce (trentino) della viceministra Castelli nella polemica: è anche segretario di Aig (ostelli della gioventù). Norma stralciata e ora sono a rischio 257 dipendenti

Al centro delle polemiche il portavoce della viceministra Laura Castelli, il trentino Carmelo Lentino, che è segretario dell'associazione. L'emendamento è stato però presentato con le firme di parlamentari con appartenenza politica trasversale e non ci sarebbe stata alcuna pressione delle viceministra e quindi nessun conflitto di interesse 

Di Giuseppe Fin - 24 ottobre 2019 - 17:53

TRENTO. La polemica è scoppiata nelle ultime ore dopo le dichiarazioni di un parlamentare del Movimento 5 Stelle, fatte in maniera anonima, ad un sito di informazione online. L'emendamento presentato da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle per salvare l’Aig, l’Associazione italiana alberghi per la gioventù che da anni versa in brutte acque economiche, ha sollevato dubbi su un eventuale conflitto di interessi.

 

Il motivo? Il segretario dell'associazione (Responsabile della struttura organizzativa, gestionale e del personale) è Carmelo Lentino. Originario di Palmi ma da sempre trentino, dall'inizio del Governo Conte è anche portavoce del viceministro all'Economia Laura Castelli.

 

Proprio a causa di questo incarico qualcuno ha iniziato a parlare di conflitto di interessi e di “pressioni” da parte del viceministro per l'approvazione dell'emendamento che avrebbe riconvertito l'Aig da ente privato a ente pubblico ponendo in questo modo fine ai problemi economici dell'ente.

 

Non tutti sanno cosa sia l'Aig. Stiamo parlando di una istituzione che non ha fini di lucro, e opera ininterrottamente da 75 anni a supporto del turismo italiano e straniero. E' radicata nell’intero territorio nazionale, arrivando ad avere fino a 110 strutture attive, concesse da amministrazioni pubbliche. Anche in Trentino in passato l'associazione era presente sia con l'ostello di Trento che poi con quello di Riva del Garda che ancora oggi fa parte della rete.

 

E' “vigilata” fin dalla sua fondazione (tra l’altro con l’erezione ad ente Morale con decreto a firma di Luigi Einaudi e Alcide De Gasperi, quest’ultimo anche promotore di una legge per il finanziamento dell’Ente) dai Ministeri della Pubblica Istruzione e del Turismo, con nomina di loro rappresentanti in seno agli Organi sociali di Aig.

 

Tornando alla questione dell'emendamento al centro delle polemiche, ribattezzata norma “Salva Ostelli”, l’Associazione viene spiegato in una nota “ha puntualmente evidenziato le proprie criticità economiche a tutti i Governi succedutisi negli ultimi anni, sottolineando, per la particolare natura dell’Ente, la necessità di un intervento istituzionale risolutivo della sua oggettiva crisi, non del tutto sanabile in effetti, se non ricorrendo anche ad un’incisiva definizione del proprio profilo giuridico”.

 

Per sensibilità e diretta competenza istituzionale, se ne è fatto carico l'ex ministro al turismo della Lega Centinaio, che ha in più occasioni sottolineato e rivendicato la “bontà” di una norma predisposta dagli uffici tecnici del suo Ministero. Una norma che è stata poi presentata successivamente altre volte da parlamentati di diversi partiti di entrambi gli schieramenti Lega, Forza Italia, Partito Democratico, Fratelli d'Italia, Italia Viva, Psi e Movimento 5 Stelle. Un punto, quest'ultimo, che sta ad indicare che l'approvazione della norma non è frutto delle pressioni arrivate dal portavoce della viceministra ma deriva da un accordo pressoché trasversale già nel governo Conte I.

 

Le proposte sostanzialmente con lo stesso contenuto, riconoscono l'ente pubblico non economico.

 

La vicenda, come già detto, da ieri ha fatto nascere diverse polemiche. “I fatti veri di quello che è successo – ha spiegato in una nota il presidente dell'Aig Filippo Capellupo - si contrappongono alle tante illazioni emerse in queste ore e siamo rammaricati per la strumentalizzazione fatta della vicenda”. Quello che è certo sono gli effetti che le polemiche hanno portato: una norma approvata all’unanimità da maggioranza e opposizione nelle Commissioni riunite X e XI del Senato della Repubblica, su conforme parere del Governo è stata stralciata ed ora se non si trova una soluzione 57 dipendenti diretti e 200 dell’indotto saranno messi per strada.

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