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La Guerra delle patatine, sequestrate quelle “al prosecco”. Zaia e Bellanova: “Usurpazione di nomi protetti italiani”

Su indicazione dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, in una nota catena di supermercati veneti, è stato sequestrato un intero lotto di patatine . L'accusa è quella di aver utilizzato nomi di vini Dop senza l'autorizzazione del Consorzio

Di Tiziano Grottolo - 16 ottobre 2019 - 11:39

TRENTO. Stanno scatenando un vero è proprio putiferio le patatine, prodotte da una nota marca olandese, lanciate sul mercato con una nuova formula, al gusto di “Prosecco e pepe rosa”.

 

I nuovi snack, ideati per “festeggiare il Capodanno in maniera diversa”, sono stati portati in Italia dalla catena di supermercati veneta “Tosano” che le ha acquistate dalla società olandese e distribuite a sua volta in vari punti vendita sparsi per la regione.

 

Peccato però che due giorni fa le autorità, su indicazione dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, abbiano sequestrato l’intero lotto dal momento che l’appellativo “Prosecco”, marchio a denominazione di origine protetta, sarebbe stato usato senza autorizzazione del Consorzio.

 

Il Prosecco infatti viene prodotto esclusivamente delle regioni di Veneto e Friuli-Venezia Giulia ed è stato premiato con il marchio Dop una tutela giuridica della denominazione che viene attribuita dall'Unione europea agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti. Proprio per questo il nome non può essere utilizzato senza l’autorizzazione del Consorzio.

 

Così, centinaia di confezioni, che fra i vari ingredienti riportano una sostanza chiamata “polvere di prosecco”, sono state ritirate dai supermercati.

 

Nel frattempo anche le istituzioni hanno preso posizione, fra i più duri c’è stato Luca Zaia, presidente della regione Veneto: “Non possiamo più tollerare che si utilizzi senza autorizzazione una denominazione tutelata – ha affermato Zaia – per questo insistiamo da anni nel tutelare le nostre eccellenze, proteggendole da frodi, abusi ed italian sounding, che vanno a danneggiare in primis i produttori onesti che promuovono la qualità e il territorio”.

 

Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova: “I furti di identità non possono essere consentiti – ha sottolineato la ministra – il sequestro di oggi testimonia l'impegno forte del Ministero e dell'Icqrf, la nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità, nel combattere l'usurpazione di nomi protetti italiani. Azione che avviene sia in Italia, dove esiste una legislazione organica a tutela delle indicazioni geografiche, sia all'estero e sul web”.

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