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La politica nuoce gravemente alla salute. A sostenerlo una ricerca dell'Università del Nebraska

Durante le controverse vicende elettorali statunitensi del 2016, il ricercatore Kevin Smith ha portato avanti uno studio per dimostrare come il dibattito politico impatti negativamente sulla nostra salute. Stress, perdita di sonno, rapporti e amicizie rovinate, pensieri suicidi. La sovraesposizione alla politica fa male

Di Arianna Viesi - 27 settembre 2019 - 22:50

TRENTO. Campagne elettorali (di fatto) perpetue, social media, notizie h24. Dalla politica non si può scappare. Nemmeno se si è un occasionale spettatore dei fatti.

 

È quanto sostiene uno studio condotto da Kevin Smith, ricercatore di scienze politiche dell'Università del Nebraska. Secondo Smith e il suo gruppo di ricerca ci stiamo, letteralmente, ammalando di politica.

 

Il 40% degli intervistati ha affermato che la politica rappresenta, per loro, una fonte di stress. Uno su cinque, addirittura, dice di aver perso sonno. Queste, ed altre, risposte mostrano come molti cittadini statunitensi credano che la loro salute fisica e mentale sia (negativamente) influenzata dalla (sovra)esposizione al mondo politico.

 

La ricerca, pubblicata il 25 settembre sulla rivista Plos One, è la prima - e unica - nel suo genere. Ha avuto il merito di guardare tanto ai "costi" fisici quanto a quelli psicologici. C'erano già stati altri studi che, però, si erano concentrati esclusivamente sui costi economici (come i costi legati al tempo speso per votare o quelli legati al sostegno delle campagne elettorali).

 

"È diventato chiaro, soprattutto durante la stagione elettorale del 2016, che la nostra era una nazione polarizzata e che stavamo andando verso una maggiore polarizzazione politica" spiega Smith. "Il costo di quella polarizzazione, ricaduto sugli individui, non è stato preso in sufficiente considerazione da sociologi e ricercatori".

 

Alcuni numeri. Il 20% degli intervistati ha rovinato rapporti e amicizie a causa di disaccordi politici. Uno su cinque ha accusato affaticamento. "E - continua Smith - è una piccola percentuale, ma il 4%, delle persone del nostro modello ha detto di aver avuto pensieri suicidi a causa del dibattito politico. Questo dato si traduce in 10 milioni di adulti".

 

I dati della ricerca sono stati raccolti da YouGov nel marzo 2017. 800 gli intervistati. YouGov ha poi usato un pannello di 1,8 milioni di persone per creare un modello rappresentativo e tangibile.

 

Dal momento che ricerche simili non erano mai state condotte, il questionario è stato sviluppato basandosi sugli strumenti diagnostici utilizzati da alcolisti anonimi e giocatori d'azzardo.

 

Il sondaggio conteneva 32 domande divise in quattro categorie (salute fisica, salute mentale, comportamenti anomali e costi sociali/di vita)  e cercava di far luce su questo: come (e perché) le persone considerino la politica fonte dei propri problemi.

 

Altri dati. L'11,5% degli intervistati sostiene che la politica abbia influenzato negativamente la loro salute. Il 31,8% ha detto che l'esposizione a contenuti social - che promuovevano visioni contrarie al loro credo politico personale - li ha messi in difficoltà. Il 29,3% ha riscontrato un calo dell'umore. E il 22,1% ha ammesso di badare troppo a chi vince e chi perde le elezioni. 

 

"La politica sta impattando negativamente sulla vita delle persone. O meglio: molte persone sentono che la  politica influenza negativamente, e in modo significativo, le loro vite. Lo stress - continua Smith - può davvero avere disastrosi effetti sulla nostra salute. Se la politica contribuisce, e non poco, ai livelli di stress degli adulti americani, ha anche senso che essa incida sulla loro salute".

 

La percezione dello stress politica-correlato sembra emergere maggiormente negli intervistati che si considerano schierati a sinistra. Smith pensa che questo possa essere legato al controverso ciclo elettorale del 2016.

 

Smith e il suo team vorrebbero portare avanti questo studio, elaborando nuovi modelli. "Credo sia importante - conclude Smith - che anche altri ricercatori, sociologi e politologi se ne occupino. Ci stiamo già mettendo in contatto con alcuni psicologi in modo da mettere insieme lericerche che stanno portando avanti. Potremmo così aver un quadro più chiaro".

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