Contenuto sponsorizzato

Lo strano caso del Patt, un po' Dottor Jekyll e un po' signor Hyde. Oggi Panizza riapre alla Lega ma Marchiori richiude: ''I 'big' facciano un passo di lato''

Mentre c'è chi lavora per costruire un'alleanza (che sa di unica speranza per il centrosinistra autonomista di vincere alla comunali) sul Corriere del Trentino arriva l'ennesimo articolo di ''rottura'': un'intervista al presidente del Patt già smontata dal segretario. Ma il partito dov'è? Chi guida gli autonomisti?

Di Luca Pianesi - 27 dicembre 2019 - 13:35

TRENTO. Stiamo assistendo a ''Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde''. Il Patt guidato dal segretario Simone Marchiori di giorno ''è padre'' e di notte ''è figlio'' (Jekyll provava molto più che l’interesse di un padre; Hyde molto meno che l’indifferenza di un figlio) un po' sembra ''farci'' e un po' sembra ''esserci'' e alla fine il risultato è qualcosa che assomiglia sempre più al celebre personaggio creato dallo scrittore Robert Louis Stevenson.

 

Da un lato c'è chi costruisce, c'è il quotidiano lavoro dei tre consiglieri provinciali Rossi, Dallapiccola e Demagri che stanno facendo una bella opposizione al governo leghista carica di contenuti e di proposte, seria e strutturata e con loro ci sono quei consiglieri comunali, assessori, rappresentanti che sui territori si distinguono per quanto fanno, ormai da anni, legati alle maggioranze di centrosinistra. Dall'altro ci sono, in Provincia, il consigliere Ossanna che ormai viene considerato una stampella del governo leghista (i consiglieri di opposizione degli altri partiti lo danno già per ''perso'') e che è stato l'unico (assieme a De Godenz) ad essersi astenuto dal votare contro la finanziaria di Fugatti e c'è Franco Panizza segretario dell'istrionico Vittorio Sgarbi.

 

Il presidente del partito, invece che consigliare il numero uno del Mart dall'evitare, magari, di prendersela pubblicamente con l'Aeroporto più ''trentino'' che c'è, il Catullo di Verona solo perché, come accade a qualsiasi cittadino, gli hanno requisito la schiuma da barba (QUI IL VIDEO) si lancia, da presidente e garante delle stelle alpine, in altrettanto istrioniche interviste dove si congratula con Fugatti ogni qual volta questi dica che gli autonomisti sono bravi, che la Lega è autonomista e li vorrebbe con loro alle comunali. 

 

Da un lato vengono firmati i documenti (anche da Panizza e Ossanna) dove si mette nero su bianco che con la Lega non si andrà perché (tolte le chiacchiere di circostanza) tutti i giorni ribadiscono di essere sovranisti e a livello politico stanno dimostrando non solo di non essere autonomisti ma di non saper nemmeno bene cos'è l'Autonomia e come si usa (QUI L'INTERVENTO DI ROSSI SULLA CASO CASSE RURALI). Dall'altro, però, ad ogni ''carezza'' che arriva da quella parte c'è qualcuno che fa le ''fusa'' allontanando quel centrosinistra con il quale, faticosamente, si sta cercando di rinsaldare un rapporto fondamentale per non perdere anche le grandi città (Trento su tutte) dopo aver già perduto la Provincia.

 

Marchiori, in questo senso, ricorda un po' il Muzio di un anno e mezzo fa, il segretario del Pd durato giusto il tempo di perdere di mano la coalizione e di portarla (non per colpe solo sue, ma ben assistito da tanti copiloti) a schiantarsi contro il muro del salvinismo. La sua strategia di immobilismo logorante, al momento, rischia di ottenere solo il risultato di far risultare il Patt antipatico un po' agli elettori di tutti i fronti in un dibattito che è, comunque, sempre più polarizzato (addirittura non si parla nemmeno più del vero terzo polo, quello negli ultimi anni rappresentato dal Movimento 5 Stelle) e che al centro lascia solo spazi da prefisso telefonico.

 

Se infatti il segretario pensa di giocarsela da solo con #inMovimento e qualche altro partitino per poi proporsi come umile pesetto da poggiare su uno dei due piatti della bilancia ai ballottaggi rischia di condannare davvero all'inutilità il suo partito, scoprendosi, magari, a contare (fuori dalla partita che si gioca davvero) nemmeno tanto di più di quei ''cespugli'' con i quali sta cercando di formare il fantomatico asse di centro.

 

Intanto è costretto a ''smentire'' il suo presidente Franco Panizza che oggi è uscito sul Corriere del Trentino con l'ennesimo articolo ''spacca coalizione'', dal titolo ''Comunali, il Patt apre alla Lega'' e ''Da Fugatti parole notevoli, la scelta del candidato decisiva''. ''Apprendiamo dalla stampa l'ennesima uscita di un membro della dirigenza del Patt - scrive Marchiori con la vicesegretaria politica Roberta Bergamo e il vicepresidente Lorenzo Conci -. La Giunta esecutiva del Partito, solo alcune settimane fa, ha approvato all'unanimità un documento molto chiaro che traccia la strada che gli autonomisti vogliono impegnarsi a seguire per riportare il Trentino ad una dimensione politica più autonoma e svincolata dalle dinamiche nazionali''.

 

E Marchiori ricorda che ''nel documento vi era anche il chiaro impegno, votato anch'esso da tutti, di non uscire sulla stampa se non per voce del segretario politico. Purtroppo - aggiunge - è evidente che, mentre la base del Partito si riconosce nel documento, al vertice il confronto/scontro segue ancora le logiche ormai superate dell'andare a destra, andare a sinistra. Una posizione che per un Partito Autonomista è di estrema debolezza e rischia di costringere alla marginalità politica. Riaffermiamo con forza l'impegno di costruire un'area territoriale con tutti quei soggetti autonomisti, popolari e civici che, pur posizionandosi a livello provinciale in uno dei due schieramenti, ritengono per le comunali (ed anche in prospettiva per il 2023) di dare vita a qualcosa di nuovo in grado di interpretare bisogni ed esigenze dei cittadini''.

 

Una linea politica, che, al di là delle belle parole evidentemente non risulta molto chiara a nessuno, nemmeno allo stesso presidente del partito (figurarsi alla base che cita Marchiori). Cos'è il Patt di questi mesi? Dottor Jekyll o il signor Hyde? Bisogna che chi lo guida decida in fretta altrimenti, come nel romanzo di Robert Louis Stevenson la spirale autodistruttiva potrebbe raggiungere il punto del non ritorno di stevensoniana memoria: ''L’intrinseco dualismo delle mie intenzioni gravava su di me come una maledizione, e mentre i miei propositi di pentimento cominciavano a perdere mordente, la parte peggiore di me, così a lungo appagata, e di recente messa alla catena, prese a ringhiare''. Da che parte sta Jekyll e da che parte sta Hyde dipende dagli occhi di chi legge ma il dualismo resta e logora soprattutto chi lo vive in prima persona. 

 

Intanto segretario, vicepresidente e vicesegretaria politica così concludono il loro intervento: ''Non è la strada più semplice ma è quella che come Patt vogliamo perseguire fino in fondo. Ed è per questo che chiediamo agli esponenti di spicco del Partito un passo di lato in modo da consentire la creazione di questo nuovo percorso che non riguarda la prevalenza di una linea di pensiero sull'altra, ma il bene del Patt e delle comunità del Trentino''. Forse alludendo alla terza via di qui sopra, forse no, forse ci fanno, forse ci sono. 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

21 January - 17:58

Sono state registrare 26 dimissioni e 238 guarigioni. Cala il numero dei pazienti in ospedali. Analizzati oltre 4 mila tamponi. Sono state confermate 191 positività riscontrate nei giorni scorsi tramite test antigenico

21 January - 14:10

Nello stesso giorno un comunicato rassicurava i giornalisti anche spiegando che alcuni di loro sarebbero andati al web (affidato in questi giorni, invece, anche a colleghi dell'Adige e Alto Adige) mentre una lettera chiariva loro di non farsi illusioni. Oggi il primo incontro con i rappresentanti sindacali è andato malissimo e la proprietà ha messo a nudo sé stessa ribadendo modi e metodi non degni di quest'epoca e la provincia di Trento scopre cosa vuol dire essersi consegnati a un monopolio 

21 January - 17:31

Il rifugio Boz rientra all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, a 1718 metri di quota, nel gruppo montuoso del Cimonega, tra le Vette Feltrine. Le ultime domande potranno essere inviate entro il 23 gennaio 2021. Ecco tutte le informazioni

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato