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Malagò mette in cassaforte le “olimpiadi trentine”. Stoppato l’assalto del Piemonte: “Scorretto se dicessi sì”

Il presidente del Coni risponde ai cronisti che chiedevano se Torino potesse tornare in corsa per le Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina: “Se a distanza di due mesi uno inizia a dire 'sposta quello metti quello' non è serio, a meno che non ci siano elementi oggettivi che a questo momento non esistono”

Di Tiziano Grottolo - 18 settembre 2019 - 10:29

TRENTO. Lo avevamo già anticipato: bene festeggiare per l’assegnazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 che avrebbero coinvolto anche il Trentino-Alto Adige ma occhio al Piemonte.

 

La regione Trentino-Alto Adige deve guardarsi le spalle dal tentativo di Torino di rientrare nella partita olimpica e stando alle dichiarazioni del presidente del Coni Giovanni Malagò dei tentativi in tal senso ci sarebbero stati.

 

 Dei campanelli d’allarme erano suonati dopo la mossa a sorpresa di Torino che si è offerta di ospitare un altro grande evento, le Universiadi del 2025, manifestazione che si tiene appena dodici mesi prima delle Olimpiadi 2026.

 

Ieri, a conferma di queste indiscrezioni, sono arrivate anche le parole di Malagò. Secondo quanto riporta l’Ansa, a margine di un evento tenutosi a Druento, per l’'inaugurazione di una scuola di ballo per disabili nel torinese, alcuni cronisti hanno domandato al presidente del Coni se il Piemonte sarebbe potuto tornare in corsa per le Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina.

 

“Al momento – ha replicato Malagò – abbiamo vinto una competizione presentando un dossier, il 24 giugno con due candidature, se a distanza di due mesi uno inizia a dire 'sposta quello metti quello' non è serio, a meno che non ci siano elementi oggettivi che a questo momento non esistono”.

 

A far preoccupare dunque non c’era solo la crisi di governo (QUI articolo) ma anche il tentativo di ritorno di Torino che avrebbe potuto beffare la regione autonoma. A quanto sembra però entrambi i rischi sono stati scongiurati, da un lato con la formazione del nuovo governo giallo-rossa, dall’altro attraverso le parole di Malagò che non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. Salvo ribaltoni dell’ultimo momento il Trentino può tirare un sospiro di sollievo.

 

D’altra parte le olimpiadi invernali rappresentano un bel bottino, secondo le stime elaborate dall'Università Cà Foscari di Venezia e Unioncamere del Veneto infatti, la kermesse potrebbe creare 13.800 nuovi posti di lavoro tra Veneto, Trentino e Alto Adige. Poi c’è da calcolare l’indotto legato all’ospitalità per gli atleti olimpici ma soprattutto per quelle persone che verranno a seguire le gare.

 

Non a caso il presidente della Pat Maurizio Fugatti a proposito dell’assegnazione aveva parlato di “Una giornata storica per l'Italia e per il Trentino, siamo emozionati e felici per aver contribuito a rafforzare la candidatura di Milano-Cortina".

 

Ricordiamo che il Trentino-Alto Adige era rientrato in gioco in extremis agganciandosi al tandem Milano-Cortina dopodiché aveva potuto festeggiare assieme, per quella che sarà una prima volta assoluta dal momento che la Provincia di Trento non ha mai ospitato una competizione a cinque cerchi. (QUI i dati nel dettaglio).

 

Le location designate sono: Baselga di Pinè per il pattinaggio di velocità, quindi Tesero per il fondo e Predazzo per le gare di salto con gli sci.

 

Saranno circa 1.140, tra atleti e tecnici, le persone che arriveranno in provincia, con il 100% delle strutture alberghiere contattate che hanno già espresso la disponibilità a mettere a disposizione l'80% delle camere per ospitare il plotone per l'intero periodo.

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