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Maltempo a Venezia, ''Mentre Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia bocciano gli emendamenti sui cambiamenti climatici l'aula finisce sott'acqua''

Un disastro dai danni incalcolabili e la città messa in ginocchio da un’acqua alta da record di 187 centimetri, seconda soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966. Andrea Zanoni (Pd): "Il capoluogo del Veneto annega nelle acque e Zaia che fa? Pensa alla bandiera col leone"

Di Luca Andreazza - 13 novembre 2019 - 17:07

VENEZIA. "Ironia della sorte, l’aula consiliare si è allagata due minuti dopo che la maggioranza Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia aveva bocciato i nostri emendamenti per contrastare i cambiamenti climatici". Così Andrea Zanoni, consigliere regionale del Veneto in quota Partito democratico, dopo che l'edificio è finito sott'acqua nella tarda serata di ieri, martedì 12 novembre.  

 

"Stavamo discutendo la legge di stabilità del bilancio regionale 2020 - commenta Zanoni su Facebook - quando l'acqua ha iniziato, per la prima volta nella storia del Consiglio regionale del Veneto, a allagare l'aula con il conseguente fuggi fuggi di tutti i consiglieri, funzionari, addetti al servizio legislativo e tanti altri".

Un disastro dai danni incalcolabili e la città messa in ginocchio da un’acqua alta da record di 187 centimetri, seconda soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966. "Qualcuno - prosegue il consigliere del Pd - potrebbe pensare che tutto ciò non fosse prevedibile, ma non è così. I numerosi e precisi bollettini sull’acqua alta e soprattutto le sirene in azione ci dicevano solo una cosa: evacuare palazzo Ferro Fini".

 

Ma nessuno si è mosso. "E invece il presidente del Consiglio e i rappresentanti della Lega - evidenzia Zanoni - hanno voluto proseguire a oltranza creando una serie di disagi aggiuntivi, comprese le gravi difficoltà degli addetti ai servizi di trasporto via acqua che hanno dovuto azzardare anche manovre pericolose".

 

Intanto le acque invadevano tutto il piano terra di palazzo Ferro Fini, defluendo come un torrente ("Il rumore era proprio quello") nelle zone più basse come la sala mensa, la sala del Leone, la sala Giunta, le cucine, la guardiola e l’aula dell'assemblea legislativa del Veneto.

"Andavano sott’acqua tutti gli arredamenti - dice il consigliere del Pd - tappeti, seggiole e in particolare molti apparecchi elettrici come le prese e i ventilconvettori. L’alta marea, che ieri ha raggiunto 1,87 centimetri è dovuta, tra i tanti fattori, anche a quello dei cambiamenti climatici, con l’innalzamento dell’acqua dei mari, dovuta allo scioglimento dei ghiacciai a causa del surriscaldamento globale".

 

Poco prima la votazione in materia cambiamenti climatici. "Ironia della sorte l’aula consigliare si è allagata due minuti dopo che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano bocciato i nostri emendamenti per contrastare i cambiamenti climatici. Bocciati o respinti - spiega Zanoni - gli emendamenti che chiedevano finanziamenti per le fonti rinnovabili, per le colonnine elettriche, per la sostituzione degli autobus a gasolio con altri più efficienti e meno inquinanti. Ma anche quelli per la rottamazione delle inquinantissime stufe, per finanziare i Patti dei sindaci per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), per ridurre l’impatto della plastica. Tutti emendamenti presentati perché il bilancio di Zaia non contiene alcuna azione concreta per contrastare i cambiamenti climatici".

 

E così arriva l'affondo. "Non c’è immagine più significativa dell’acqua che allaga l’aula e che fa fuggire i rappresentanti del Popolo veneto - continua il consigliere del Pd - per illustrare tutta l’inconsistenza e la nullità politica dell’attuale misera azione amministrativa di questo governo veneto guidato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Completa questo quadro deprimente l’assenza, ormai abituale, di Zaia durante i lavori del Consiglio (non si è mai visto né ieri né lunedì) perché intento a darsi arie per la sua nuova proposta di legge sulla bandiera del Veneto. Il capoluogo del Veneto annega nelle acque e Zaia che fa? Pensa alla bandiera col leone".

 

Il consigliere del Pd rincara poi la dose. "In compenso - conclude Zanoni - lo vedremo ancora lottare 'pancia a terra' per la 'partita' dell’autonomia del Veneto o meglio far finta di lottare perché, se ci riflettiamo, chiedere le 23 materie e dire 'così o niente' è il miglior modo per far fallire ogni intesa per l’autonomia. Ben sa Zaia che dopo l’area Unesco del Prosecco, le Olimpiadi a Cortina (un governatore tutto “panem et circenses”), gli resta solo l’obiettivo propagandistico dell’autonomia. Diversamente si ritroverebbe senza argomenti e dovrebbe finalmente occuparsi di cambiamenti climatici e sanità: materie che, visti l’impegno e i risultati, dubitiamo fortemente sia in grado di affrontare. Perciò chi glielo fa fare di disfarsi dell’ultimo specchietto per le allodole da usare con troppi distratti e creduloni cittadini veneti? Gli stessi cittadini veneti che farebbero bene a pensare ai 7 miliardi di euro buttati su un Mose ancora oggi non funzionante: non ci resta che piangere. Se gli elettori del Veneto continuano a chiudere gli occhi, la Lega di Zaia ci porterà tutti sott’acqua".

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