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Mart, Cgil: ''Autunno caldo? Sì ma per gli operatori museali''. Sgarbi: ''Pronti al dialogo, ma riguarda la Provincia''

La Fp Cgil ha rilevato in varie occasioni, nelle sedi opportune, l’incongruenza di alcune esternalizzazioni per i lavoratori e per il servizio stesso della didattica, che intercetta oltre il 50% dei visitatori del museo. Sgarbi: "Disponibili al dialogo se i dipendenti di ruolo sono interessati a svolgere queste funzioni, altrimenti si ricorre a queste metodologie"

Di Luca Andreazza - 23 settembre 2019 - 20:22

TRENTO. "La presentazione della mostra 'Autunno caldo del Mart'? Titolo azzeccatissimo per le bellissime mostre annunciate, ma che rischia di tornare utile anche per le scelte che saranno fatte sulla condizione degli operatori museali in appalto". Così Luigi Diaspro e Stefano Galvagni della Cgil del Trentino

 

"Il museo ha scelto da anni, per varie ragioni, di esternalizzare la gran parte delle attività del settore didattico. A nostro parere - commenta la Fp Cgil - avrebbe potuto fare altro, come mantenere e implementare i rapporti di lavoro interni, ma quella è stata la scelta, che ha comportato per i lavoratori l’adozione di un contratto a chiamata, seppure a tempo indeterminato, in condizioni di totale assenza  in tutele e diritti, con un’evidente contraddizione tra un servizio d’eccellenza e l’altissimo livello di offerta culturale che il Mart è impegnato ad assicurare sul territorio, come quest’ultima preannunciata, e la precarietà e l’inaccettabilità delle condizioni di lavoro degli operatori dei servizi". 

 

La Fp Cgil ha rilevato in varie occasioni, nelle sedi opportune, l’incongruenza di questa condizione, che non funziona e non poteva funzionare per i lavoratori e per il servizio stesso della didattica, che intercetta oltre il 50% dei visitatori del museo. "Numeri importanti - aggiungono Diaspro e Galvagni - che spiegano il valore strategico di questo settore, che opera in gran parte con gli istituti scolastici".

 

A breve dovrebbe partire l’affidamento del nuovo appalto: "Autunno caldo o meno - dice il sindacato - ci aspettiamo e sollecitiamo un passo avanti concreto e sostanziale, quale la reinternalizzazione del servizio attraverso veri contratti di lavoro, con forme di flessibilità possibili, ma con garanzia minime di tutele che oggi mancano, a partire dalla maternità. Vanno ricreate condizioni dignitose e rispettose per questi lavoratori, tutti altamente qualificati e appassionati del proprio lavoro, che sul territorio vogliono restare per svolgere un ruolo attivo, per sentirsi parte riconosciuta e valorizzata di un sistema, quale quello museale trentino, che cerca obiettivi sempre più ambiziosi".

 

Il Mart rispedisce però la questione al mittente, meglio alla Provincia. "E' una questione - spiega Vittorio Sgarbi, numero uno del museo - che riguarda i vertici provinciali e il sindacato. Per quanto riguarda il museo, tutto viene portato avanti nella massima trasparenza. Ora, se c'è la disponibilità dei dipendenti a svolgere queste funzioni, come nel caso del servizio didattica, siamo ovviamente disponibili e pronti al dialogo con il direttore Maraniello in primis. Se come sembra c'è, però, una insufficiente disponibilità da parte del personale di ruolo, si ricorre alle esternalizzazioni: in questi casi la responsabilità è dell'amministrazione provinciale".

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