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Masocco si dimette dal consiglio: ''Ho sbagliato due volte. Non si attacchi la Lega''. Furfaro (Futura): ''Atto dovuto, ma lui è specchio della classe dirigente''

Il coordinatore della rete fondata da Boldrini interviene sugli episodi di razzismo avvenuti in Trentino: ''Chi è al governo trasforma le insicurezze delle persone in rabbia. Se il Paese andrà a rotoli sarà colpa della politica che alimenta l'odio''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 19 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. "Ho deciso di assumermi le mie responsabilità e rassegnare, con grande dolore, le mie dimissioni da consigliere comunale". Queste le parole di una nota ufficiale con cui, nella serata di lunedì, Kevin Masocco ha annunciato le sue dimissioni dall'Aula. Il riferimento è alla frase "Vieni in discoteca c'è una dj da violentare" contenuta in un audio WhatsApp il cui contenuto era stato riportato dal quotidiano Die Neue Suedtiroler Tageszeitung. Un messaggio che in un primo momento l'ormai ex consigliere aveva detto non essere suo. Il commento di Marco Furfaro, coordinatore di Futura, la rete di cui è presidente Laura Boldrini: "Le dimissioni mi sembrano un atto dovuto, ma temo che lui sia solo una faccia del prisma che è la classe dirigente".

 

"Dopo quasi una settimana di silenzio ho deciso di prendere pubblicamente posizione riguardo a quanto successo. Quella che è stata una bravata, per quanto inopportuna e condannabile, si è trasformata in un accanimento mediatico contro la mia persona. In questa vicenda ho sbagliato due volte la prima ad affermare cose inopportune delle quali mi vergogno e mi dispiaccio, la seconda - complice la mia giovane età e inesperienza - aver negato la paternità del file audio. Non voglio però che quanto accaduto diventi un attacco non solamente alla mia persona, alla mia famiglia, ma anche alla Lega. Per questo motivo ho deciso di assumermi le mie responsabilità e rassegnare, con grande dolore, le mie dimissioni da consigliere comunale". Questo il messaggio completo contenuto nella nota con cui Masocco ha annunciato la sua decisione.

 

"Le dimissioni - interviene Furfaro, mi sembrano un atto dovuto. Credo che nell'istigare a uno stupro ci sia anche un aspetto penale, ma a me quello che interessa è l'aspetto culturale. Purtroppo non credo che Kevin Masocco sia una scheggia impazzita. A malincuore mi viene da dire che è una faccia del prisma che è la classe dirigente. In fondo al comunicato che ha diramato si vede poi che tende una mano alla Lega".

 

"Le dimissioni sono un atto dovuto - ripete Furfaro - ma, fuori da ogni ipocrisia, non penso si tratti solo di lui. Il suo comportamento è specchio di un partito e di una classe dirigente che è così quando si parla di donne, di stranieri, di convivenza".

 

Secondo il coordinatore di Futura la vicenda dell'audio WhatsApp e il post pubblicato nel 2017 in cui Masocco parlava di un "selfie con la Boldrini" postando una foto di sé stesso con alcune mucche (la deputata ora pensa a una denuncia, qui l'articolo), "sono collegate": "Al di là di eventuali aspetti penali, c'è la prova provata che la considerazione che ha per le donne è questa. È grave che uno paragoni la presidente della Camera e le donne a delle mucche. È espressione di una politica maschilista e sessista. E ipocrita, pronta a schierasi a difesa delle "nostre donne"".

 

A Trento si è verificata di recente aggressione a sfondo razzista. "Condanno l'atto e solidarizzo con la persona che ne è stata vittima - prosegue il coordinatore di Futura - Parliamo di un tema che riguarda tutto il Paese. Un Paese in cui classe dirigente purtroppo al governo trasforma le insicurezze delle persone in rabbia. Lo ho vissuto sulla mia pelle: in Toscana con un cognome che non finisce con la "i" ero un "terrone". Perché questo era il capro espiatorio individuato vent'anni fa. Poi, dopo i "terroni", sono arrivati gli stranieri e i migranti. Se il Paese andrà a rotoli non è di certo colpa di migranti o stranieri, ma della politica che alimenta l'odio e il razzismo". Seguono degli esempi: "Mi viene in mente di quando Salvini portò una bambola gonfiabile sul palco e di quando Grillo scrisse: "Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?". In questo senso dico che parliamo di istigazione alla violenza e al razzismo".

 

E il silenzio delle istituzioni sull'episodio che ha visto coinvolta Josephine Tomasi (qui l'articolo)? "Il silenzio è vergognoso e imbarazzante perché contribuire a creare un consenso elettorale sulla pelle delle persone significa aver oltrepassato il segno" afferma Marco Furfaro. Che prosegue con una citazione: "Hannah Arendt parlava della "banalità del male"". Quindi l'affondo finale: "Un'istituzione che non condanna gli episodi di violenza non serve a nulla perché il suo ruolo deve essere la tutela della Costituzione e del sereno vivere civile".

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