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Olimpiadi 2026, prime discussioni in Aula: 37 milioni per lo stadio del ghiaccio di Piné sono troppi? Approvata mozione per analisi tecnica, finanziaria e gestionale

Il Patt ha proposto una mozione per valutare tutte le possibili strade per arrivare alla soluzione più sostenibile visto che la cifra è ingente ''soprattutto se rapportata ad altre esigenze infrastrutturali del nostro territorio''. E poi ci sono i costi di gestione. Sono previsti 5.000 posti a sedere. La richiesta è che questi costi non ricadano sul Comune di Baselga

Di Luca Pianesi - 24 ottobre 2019 - 17:35

BASELGA DI PINE'. ''37 milioni di euro sono una cifra molto considerevole, soprattutto se rapportati ad altre esigenze infrastrutturali del nostro territorio'' per questo si chiede una valutazione tecnica, organizzativa e finanziaria per capire se c'è la possibilità di ridurre tale spesa. Le Olimpiadi del 2026 cominciano a ''tenere banco'' anche in consiglio provinciale e quest'oggi in Aula è arrivato un ordine del giorno del Patt (firmato da tutti e cinque i rappresentanti autonomisti) sull'investimento previsto per riqualificare lo stadio del ghiaccio di Baselga di Piné. Era ancora giugno quando ve ne davamo notizia (''Olimpiadi 2026, la provincia pronta a investire 40 milioni a Piné. Oltre mille persone tra atleti e tecnici arriveranno in Trentino) e vi spiegavamo che a Baselga di Piné si terranno le gare di pattinaggio di velocità.

 

Questa sede esterna già esistente è la più importante struttura di formazione permanente d’élite in Italia, già designata come sede di grandi eventi come l’Universiade invernale nel 2013 e dei campionati del Mondo juniores nel 2019. Una pista di pattinaggio su ghiaccio che sarà rinnovata e completamente coperta, per un intervento il cui costo si aggirerà sui 36,6 milioni di euro. In questo modo resterà un impianto con una capienza di 5 mila posti a sedere per allenamenti e competizioni d’élite. Con i suoi 1.030 metri sul livello del mare, sarà la struttura più alta d’Europa e offrirà agli atleti la possibilità di raggiungere dei risultati eccezionali.

 

Sempre in Trentino, da programma, saranno coinvolte Tesero con lo sci nordico (la sede, già perfettamente attrezzata e gestita, sarà tra i principali elementi di attrazione, con una capienza fino a 30 mila personeL’impianto di illuminazione esistente permetterà anche di ospitare gare in notturna) e Predazzo con il salto con gli sci (l’impianto si estende su una superficie di 3 mila metri quadrati e si compone di due trampolini principalitre trampolini scuola e una serie di strutture attrezzate per atletigiudicifederazionigiornalisti e broadcaster. Questa struttura ospiterà 20 mila spettatori). E sia Predazzo che Tesero ospiteranno anche le gare di combinata nordica.

 

L'intervento, certamente, più importante, però, da mettere in cantiere è quello di Baselga di Piné. Il consigliere Ugo Rossi ha esplicitamente chiesto che i costi di gestione della struttura (lo ricordiamo da 5 mila posti a sedere) non ricadano sul Comune di Baselga e poi che vengano ''esplorate le soluzioni più sostenibili possibile dal punto di vista finanziario - così si legge nella mozione approvata in consiglio per approntamento delle strutture in cui svolgere le gare olimpiche di pattinaggio su ghiaccio di velocità''.

 

''La scelta di puntare sulla sostenibilità - continua il documento - è perfettamente coerente con le dinamiche di un territorio alpino come il nostro ed è un presupposto fondamentale anche con riferimento agli aspetti finanziari e all’equilibrio dei conti pubblici. A questo proposito, considerando l’ingente investimento che si prevede di effettuare per lo stadio del ghiaccio di Baselga di Pinè, che ammonta a circa 37 milioni di euro, si ritiene opportuno e coerente con la visione di sostenibilità adottata, precedere ad una verifica puntuale e approfondita, per capire se siano possibili soluzioni tecnico/organizzative che portino ad un risparmio di spesa, 37 milioni di euro sono infatti una cifra molto considerevole, soprattutto se rapportati ad altre esigenze infrastrutturali del nostro territorio, somma che richiede un’approfondita e concreta valutazione di costi e benefici. Ciò si rende necessario e opportuno non solo con riferimento ai costi di realizzazione dell’opera, ma anche in relazione ai costi di gestione della stessa''.

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