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Radiologia a Cavalese: “Situazione paradossale, appuntamenti bloccati e gravi criticità”

Inaugurata in pompa magna avrebbe dovuto garantire 2500 esami all’anno ma stando a quanto riportato da Degasperi (M5s) gli appuntamenti sarebbero bloccati fino a febbraio 2020. Nel frattempo Zeni (Pd) presenta una mozione per provare a risolvere le criticità: “Se non si agirà per tempo la situazione diventerà ancora più grave, turni e prestazioni richiederebbero una dotazione di personale quasi doppia"

Di Tiziano Grottolo - 24 ottobre 2019 - 16:36

TRENTO. La nuova risonanza magnetica, installata lo scorso febbraio “in tempi record", all’ospedale di Cavalese avrebbe dovuto consentire di effettuare 2500 esami all’anno, ampliando al contempo l'offerta diagnostica.

 

Il condizionale però ci vuole tutto perché, stando a quanto riferito dai consiglieri provinciali Filippo Degasperi (M5s) e Luca Zeni (Pd) nel reparto, dov’è stata installata l’apparecchiatura costata più di 270 mila euro, ci sarebbero delle forti criticità.

 

Se il presidente della Pat Maurizio Fugatti e l’assessora competente Segnana, all’inaugurazione della nuova risonanza magnetica, parlavano di un ospedale presidio del territorio, che rispondesse meglio alle esigenze di residenti e pazienti, il consigliere pentastellato Degasperi tramite un’interrogazione fa notare: “Al momento la risonanza funziona solo il lunedì e il venerdì e dal 22 ottobre 2019 gli appuntamenti sarebbero bloccati fino a febbraio 2020 per la mancanza di personale”. Per questi motivi Degasperi chiede lumi in merito agli orari di funzionamento e per il “blocco degli appuntamenti” e, se confermati, quali strategie metterà in campo la Giunta per ovviare a questi problemi.

 

Sullo stesso tema è intervenuto anche il consigliere Dem Zeni, con una proposta di mozione: “I dati del reparto di radiologia dell’ospedale di Cavalese ci restituiscono un quadro decisamente critico – si legge nel provvedimento – i cinque dirigenti medici che vi sono impiegati coprono infatti turni e prestazioni per i quali servirebbe una dotazione di personale quasi doppia, dividendosi tra le due sedi operative della unità operativa multizonale di Cavalese e Borgo Valsugana, e dovendosi confrontare con le necessità di recupero, ferie e aggiornamento professionale”.

 

Da questo quadro ne conseguirebbe una situazione dove molto spesso, in una o in entrambe le sedi operative, è attivo un solo medico. Nel caso in cui uno dei due finisse in malattia si creerebbe una situazione giudicata “insostenibile” o comunque che rende impossibile sviluppare ulteriormente il servizio.

 

Nel corso del 2019, con l'introduzione della nuova risonanza magnetica a Cavalese l'attività della unità operativa multizonale è aumentata: “L’operatività della stessa – riprende Zeni – rimane tuttavia limitata a causa della mancanza del personale tecnico, nonostante lo stesso sia stato più volte richiesto ma sempre senza alcun riscontro”.

 

Inoltre, fa notare il consigliere del Pd, nello stesso ospedale manca da circa un anno un Tecnico Coordinatore, costringendo il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica svolgere le funzioni di “coordinatore supplente” in aggiunta a quelle proprie della sua categoria.  

 

“Nell'immediato futuro, simili criticità diverranno ancora più gravi a causa dei previsti pensionamenti – aggiunge Zeni – a queste vanno aggiunte le criticità che riguardano la strumentazione, con apparecchiature richiese e mai ricevute, oppure rotte e in attesa, da mesi, di manutenzione”.

 

Alla luce di queste premesse il consigliere provinciale Dem vorrebbe impegnare la Giunta a muoversi di concerto con l’Apss per trovare delle soluzioni alle criticità per le unità operative multizonali di radiologia di Cavalese e Borgo Valsugana, oltre a prevedere appositi bandi di gara per l’assunzione del personale tecnico e medico necessario allo svolgimento delle normali attività.

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