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Regno Unito, vince la Brexit, Johnson conquista la maggioranza assoluta: “Il 31 gennaio fuori dall'Ue”

I conservatori hanno i seggi per governare da soli, pesante sconfitta per i laburisti che si fermano al 32%. Trump si congratula e promette un “nuovo grande accordo” commerciale dopo la Brexit, “molto più grande e redditizio di qualsiasi accordo che potrebbe essere fatto con l'Ue”

Di Tiziano Grottolo - 13 dicembre 2019 - 11:05

LONDRA. Alle elezioni parlamentari è stato un trionfo dei conservatori del premier uscente a Boris Johnson che hanno conquistato una la maggioranza assoluta dei seggi. Quando resta un solo e ultimo seggio da assegnare i dati sono chiari: Partito Conservatore 43,6% (364 seggi), Partito Laburista di Jeremy Corbyn 32,2% (203 seggi), terzo il Partito Nazionale Scozzese che trionfa in Scozia 3,9% dei voti e 48 seggi.

 

Seguono i partiti minori Jo Swinson dei Liberal Democratici ottiene l’11,5% (11 seggi), Partito Unionista Democratico e Sinn Féin si contendono l’Irlanda ottenendo rispettivamente 8 e 7 seggi. I gallesi di Plaid Cymru fanno 4 seggi, chiudono i Verdi che con il 2,7% vincono un seggio. Rimangono fuori dal parlamento Nigel Farage e il semisconosciuto Partito per l'Indipendenza del Regno Unito.

 

Per i Tories hanno votato quasi 14 milioni di inglesi, mentre i laburisti si sono fermati a poco più di 10 milioni di voti: “Andremo avanti con la Brexit senza se senza ma – le prime parole del rieletto Johnson – il 31 gennaio saremo fuori dall’Ue. È la più grande vittoria dagli anni 80 quando molti di voi non erano neanche nati – ha sottolineato – adesso uniamo il Paese e grazie a tutti coloro che hanno votato i conservatori per la prima volta, non vi daremo mai per scontati”.

 

 

Fra i primi a congratularsi con Johnson per la sua vittoria c’è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “La Gran Bretagna e gli Stati Uniti saranno ora liberi di concludere un nuovo grande accordo commerciale dopo la Brexit – ha twittato Trump – questo accordo ha il potenziale per essere molto più grande e redditizio di qualsiasi accordo che potrebbe essere fatto con l'Ue”.

 

Se i conservatori hanno abbastanza seggi per poter governare da soli sull’altro fronte, quello laburista, è andata malissimo. Rispetto alle ultime elezioni il Labour ha perso 59 seggi, perdendo anche alcuni seggi storici e subendo una batosta nei seggi tradizionalmente di sinistra ma che nel 2016 votarono per la Brexit.

 

Lo stesso Corbyn è finito nel mirino dei suoi che ne chiedono a gran voce le dimissioni, cosa che a questo punto pare scontata visto che lo stesso leader laburista ha affermato che non sarà lui a guidare il partito alle prossime elezioni. Si chiude nel peggiore dei modi l’esperimento “corbinista” di muovere il partito verso posizioni più radicali. Ora però si aprirà una fase di stallo per il Labour, senza una leadership forte, il partito rischia il collasso.

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