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''Salvate Radio Radicale'', Muzio, Migliorini e Valcanover lanciano lo sciopero della fame a staffetta

Nei giorni scorsi, il senato ha approvato la mozione di maggioranza su Radio Radicale, quella riformulata dal governo gialloverde con le correzioni del sottosegretario Vito Crimi. Un documento che secondo le opposizioni non salva Radio Radicale: "Si dovrà decidere se il patrimonio di conoscenze accumulato e lo straordinario esempio di educazione civica quotidiana fornito dalla radio avrà una speranza di sopravvivenza"

Pubblicato il - 09 giugno 2019 - 16:39

TRENTO. "Le prossime settimane saranno cruciali per il servizio pubblico trasmesso da Radio Radicale", queste le parole di Giuliano Muzio, già segretario del Pd, Maurizio Migliarini, ambientalista e consigliere circoscrizionale a Rovereto, e Fabio Valcanover, avvocato e radicale, che aggiungono: "Si dovrà decidere se il patrimonio di conoscenze accumulato e lo straordinario esempio di educazione civica quotidiana fornito dalla radio avrà una speranza di sopravvivenza".

 

Nei giorni scorsi, il senato ha approvato la mozione di maggioranza su Radio Radicale, quella riformulata dal governo gialloverde con le correzioni del sottosegretario Vito Crimi. Un documento che secondo le opposizioni non salva Radio Radicale: il Partito democratico ha votato contro, mentre Sel, Fratelli d'Italia e Forza Italia si sono astenuti.

 

"La grande mobilitazione che ha interessato il Paese in questi ultimi mesi - spiegano Muzio, Migliarini e Valcanover - è la testimonianza di una volontà di salvaguardare questo enorme patrimonio da parte di ampi strati della popolazione, di diversa estrazione e cultura politica. Chiediamo che tutto questo non venga ignorato e che il governo predisponga una gara per l’erogazione del servizio pubblico garantito fino ad oggi da Radio Radicale, così come la radio stessa chiede da anni. Sollecitiamo poi una soluzione ponte che possa essere una risposta per la sopravvivenza della radio nei prossimi mesi, in attesa che vengano adottate misure più organiche e strutturali".

 

Le opposizioni a Roma sottolineano che la mozione non garantisce il rinnovo della concessione per le trasmissioni. Il provvedimento, infatti, prevede di concedere all'emittente quattro milioni di euro come misura ponte in attesa di nuove norme sulla trasmissione dei lavori parlamentari. Nel testo c'è anche lo slittamento del via ai tagli alla legge sull'editoria al primo febbraio 2020. E questo darebbe respiro finanziario all'emittente consentendo l'erogazione dei contributo per il 2019.

 

Nel frattempo anche in Trentino, infatti, ci si muove e parte uno sciopera della fame a staffetta. "Siamo persone con appartenenze e percorsi politici differenti - concludono Muzio, Migliarini e Valcanover -. Da lunedì 10 giugno ciascuno di noi si impegnerà in uno sciopero della fame di due giorni, per sostenere, con un gesto simbolico e non violento, una battaglia nella quale non da oggi, ma da molto tempo crediamo. Ci auguriamo che molti si uniscano al nostro gesto e che questa mobilitazione, insieme a quella in corso in tutto il Paese, convinca il governo a predisporre in tempi rapidi una soluzione per una questione che riguarda la qualità della nostra cultura civica e politica".

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