Contenuto sponsorizzato

Trasferire le attività di internazionalizzazione dal Ministero dell'Economia agli Esteri? Il ''no'' dell'Associazione esposizioni e fiere italiane

Sta creando molte perplessità l'ipotesi ventilata in questi giorni di spostare le competenze da un ministero all'altro. Laezza: ''La paura è che l’intero comparto, che genera affari per oltre 60 miliardi di euro, dando origine al 50% dell’export delle aziende che vi partecipano, non venga sostenuto né riconosciuto quale strumento di politica industriale e che le nostre istanze vengano bloccate''

Pubblicato il - 16 settembre 2019 - 18:27

ROMA. ''Come Associazione esposizioni e fiere italiane auspichiamo che il trasferimento paventato rimanga un’ipotesi. Temiamo, infatti, che il passaggio delle competenze tra i due Ministeri possa rallentare le attività e lo sviluppo dei progetti già avviati e volti a supportare il processo di crescita e internazionalizzazione delle nostre fiere e l’export delle nostre imprese''. Così il presidente dell'Aefi e direttore generale di Riva Fiere Congressi Giovanni Laezza in merito alla ventilata ipotesi di trasferimento dell'attività di internazionalizzazione, dal Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero degli Affari Esteri.

 

Un'ipotesi che sta scatenando forti perplessità in molte categorie non ultima, per esempio, Federmacchine che con il presidente Giuseppe Lesce ha ribadito che quello dei costruttori italiani di beni strumentali rappresenta un comparto da oltre 49 miliardi di fatturato, il 70% del quale destinato all'estero, e che una tale fetta di mercato debba restare in campo al ministero dello sviluppo economico.

 

''Da anni collaboriamo con il Mise - aggiunge Laezza -; un dialogo che è stato continuo e costruttivo e che, nonostante la pluralità dei referenti che si sono succeduti, ci ha permesso di far comprendere le problematiche del settore e ottenere alcuni riconoscimenti, come l’inserimento delle Fiere nel Piano Straordinario per il Made in Italy''.

 

''La nostra preoccupazione - completa il presidente di Aefi - è che l’intero comparto, che genera affari per oltre 60 miliardi di euro, dando origine al 50% dell’export delle aziende che vi partecipano, non venga sostenuto né riconosciuto quale strumento di politica industriale e che le nostre istanze vengano bloccate. In occasione della Giornata Mondiale delle Fiere dello scorso 6 giugno, era stato avviato l’iter per la costituzione di un tavolo integrato di confronto sul settore fieristico con Mise, Ice e tutti gli attori del sistema, per trovare insieme la migliore strategia volta a valorizzare e rafforzare il ruolo delle fiere. Speriamo quindi che presto questo tavolo possa concretizzarsi o che fin d’ora le fiere possano essere parte della cabina di regia per l’internazionalizzazione''.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 01 giugno 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

03 giugno - 13:06

La Cgil non ha approvato le linee guida perché anche in questo caso non ha partecipato l'Inail ma ha contribuito a far cambiare alcune disposizioni. Mazzacca: ''Restano alcune perplessità, tra cui la più significativa è quella legata al numero di insegnanti per bambino. La nostra proposta era quella di un rapporto più basso, fino uno a cinque. La Provincia ha proposto uno a dieci. C’è stato comunque un passo avanti”

03 giugno - 12:26

E' ripartita ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni comunali e il candidato per il centrosinistra Franco Ianeselli ha deciso di cominciare da Cristo Re. Rapido il suo intervento, in cui ha ringraziato chi ha gestito l'emergenza in città e lanciato le proposte per far ripartire Trento dopo la chiusura forzata causa epidemia. "Vogliamo una città che sostiene i più deboli e riparte dagli investimenti". Presentata anche l'iniziativa "Un fiume di idee", per coinvolgere la cittadinanza nelle definizione delle priorità

03 giugno - 11:27

Oltre 6000 firme per chiedere il ritorno alle lezioni in classe: “Vogliamo una scuola reale basata sul rapporto umano, ciò che è servito in un momento di emergenza, come al didattica a distanza, non può diventare la normalità perché questa modalità di relazione non è reale”

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato