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C’è da scegliere il nuovo medico e l’ospedale di Cavalese si affolla di persone in barba alle norme contro il Coronavirus

Sportelli presi d'assalto e decine di persone ad affollare i locali dell'ospedale di Cavalese anche se le ordinanze della Pat imporrebbero il contrario. Degasperi: “Chi deve vigilare sul rispetto delle norme? Paradossale che a permettere questo sia stata la stessa Azienda sanitaria, che dovrebbe adoperarsi per limitare al minimo i rischi di contagio”

Pubblicato il - 02 marzo 2020 - 13:46

CAVALESE. L’ordinanza della Pat per il contrasto alla diffusione del coronavirus parla chiaro e prevede: “L’annullamento delle manifestazioni che si svolgono in luoghi chiusi e che prevedono la presenza di più di una persona per due metri quadri e, comunque, la concentrazione di un numero elevato di persone in uno spazio limitato del locale”. Su questo punto Fugatti precisiva “spetterà ai gestori far rispettare il numero di non più di una persona per due metri quadri”, dopodiché la stessa ordinanza prescrive, da parte di tutti i soggetti pubblici e privati, l’adozione di misure idonee a limitare la permanenza in luoghi chiusi pubblici o aperti al pubblico di un numero di persone superiore a un individuo ogni due metri quadrati. Però a chi spetta far rispettare queste norme quando si parla del settore pubblico?

 

Proprio questa mattina, lunedì 2 marzo, l’ospedale di Cavalese è stato preso d’assalto da decine di persone arrivate per scegliere il nuovo medico curante. “A decorrere dal 1 marzo 2020 un nuovo medico di medicina generale ha assunto l’incarico di assistenza primaria nella località Castello-Molina di Fiemme con contestuale cessazione dell’attività del precedente professionista convenzionato”, spiega il consigliere comunale Filippo Degasperi.

 

L’avvicendamento poteva essere pianificato per tempo per esempio con lo scaglionamento della richiesta agli assistiti di rivolgersi all’Anagrafe sanitaria per effettuare la nuova scelta”, osserva il consigliere. Effettivamente per tutta la mattinata agli sportelli dell’ospedale c’è stato un gran via vai di persone, con le conseguenze che sono chiaramente visibili nelle foto

 

“Tutto ciò mentre si sprecano le raccomandazioni relative all’affollamento dei locali e alla distanza da mantenere tra persone – ricorda Degasperi che poi aggiunge – è veramente paradossale che a consentire una situazione come quella riportata dalle fotografie sia proprio l’Azienda sanitaria, ovvero il soggetto su cui la Provincia dovrebbe fare affidamento per garantire la salute dei cittadini e, nel caso specifico, limitare al minimo i rischi di contagio”.

 

Stando a quanto riferisce il consigliere la scelta del nuovo medico poteva essere fatta anche online “ma evidentemente l’utenza non ha ancora a disposizione gli strumenti necessari per provvedere a distanza”, sottolinea Degasperi che nel frattempo ha deposito un’interrogazione per chiedere conto dell’accaduto. In particolare si vorrebbe sapere qual è la figura che ha la responsabilità di adottare i necessari provvedimenti per evitare che all’interno degli spazi dell’Apss si generino situazioni in palese violazione delle ordinanze provinciali.

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