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Coronavirus, Coppola: ''Alla stazione dei treni mancano gel disinfettanti e controlli. La Pat come si è organizzata?''

Sono passati quasi tre mesi dal lockdown e ora è partita la Fase 3, che consente la libera circolazione in tutta Italia senza condizione e con i cittadini dell'area Schengen e della Gran Bretagna che possono venire nel nostro Paese senza obbligo di quarantena e senza altre restrizioni che non siano quelle in vigore per tutti: divieto di assembramento, mantenimento della distanza interpersonale e uso della mascherina

Pubblicato il - 07 giugno 2020 - 21:19

TRENTO. "La fase 3 dell'emergenza coronavirus non significa un ritorno alla piena normalità", dice Lucia Coppola, consigliera provinciale in quota Futura, che aggiunge: "Ci vuole prudenza anche per il bilancio drammatico di oltre 33 mila morti in Italia e 468 decessi in Trentino. Ora ripartono anche gli spostamenti ma la Provincia sembra non aver adottato le contromisure necessarie alle stazioni ferroviarie, soprattutto adesso che riparte la stagione estiva". 

 

Sono passati quasi tre mesi dal lockdown e ora è partita la Fase 3, che consente la libera circolazione in tutta Italia senza condizione e con i cittadini dell'area Schengen e della Gran Bretagna che possono venire nel nostro Paese senza obbligo di quarantena e senza altre restrizioni che non siano quelle in vigore per tutti: divieto di assembramento, mantenimento della distanza interpersonale e uso della mascherina.

 

"E' una fase complessa in cui sono fondamentali, forse più di prima, i comportamenti e il senso di responsabilità. A livello nazionale - aggiunge la consigliera di Futura - sono state stabilite delle norme che riguardano le stazioni ferroviarie. Con un decreto del Ministro dei Trasporti è diventata obbligatoria la misurazione della febbre per chi viaggia con l'Alta Velocità o con gli intercity: ci saranno degli ingressi dedicati nelle stazioni e, in caso si abbia più di 37,5 gradi, non sarà consentito l'accesso a bordo del treno (Qui articolo).

 

Alla stazione dei treni del capoluogo non sarebbero però state prese contromisure particolari. "Ogni Regione - prosegue Coppola - può agire autonomamente, sempre nel rispetto delle misure decise a livello nazionale, e decidere attraverso quale strumento aumentare o migliorare i controlli. Ho ricevuto segnalazioni che fino a oggi nulla è cambiato alla stazione di Trento. La gente sosta nell'atrio e sulle pensiline anche in gruppi o comunque molto ravvicinati, usa l'ascensore, senza alcun tipo di controllo. Non esistono disinfettanti per le mani. Insomma, non sarebbe stata intrapresa nessuna delle precauzioni che ci si aspetterebbe in un momento di ripresa dei viaggi e quindi di aumentata necessità di potenziare le misure di prevenzione sanitaria per evitare una recrudescenza del coronavirus".

 

Da qui l'interrogazione della consigliera provinciale di Futura. "Se il presidente Maurizio Fugatti è al corrente che alla stazione ferroviaria di Trento non si effettuano sostanzialmente controlli accurati e con continuità per verificare che non si formino assembramenti di persone nell'atrio, sulle pensiline e nell'ascensore. Chiedo le ragioni per le quali non sono stati posizionati distributori per la sanificazione delle mani e se siano previste corsie di entrata e uscita dalla stazione indipendenti ma anche quali strumenti si intende mettere in atto affinché i controlli alle stazioni ferroviarie trentine, punti di partenza e di arrivo affollati, specialmente ora che inizia la stagione turistica estiva, siano i più mirati e efficaci possibili".

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